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Anticipare mediante modelli al computer lo studio di un processo o la valutazione delle prestazioni di un prodotto senza che questo sia effettivamente costruito o direttamente sperimentato è l'obiettivo della cosiddetta sperimentazione (prototipazione) virtuale. Insieme ad altri strumenti metodologici quali la simulazione di prodotto e di processo, il Computer Aided Engineering (CAE), l'Intelligent Digital Prototyping (iDP), le tecnologie per la realizzazione veloce di prototipi, la sperimentazione virtuale permette di migliorare la qualità dei prodotti e ridurre tempi e costi di fabbricazione; essa viene riconosciuta, oggi, come il principale veicolo di quella innovazione metodologica necessaria alle imprese per assicurare loro una adeguata competitività.
Le tecnologie disponibili hanno oramai raggiunto la piena maturità per l'impiego industriale in un gran numero di settori: le loro applicazioni sono di grande rilievo nell'ingegneria e nell'industria e in diversi altri campi, e rivestono un ruolo fondamentale sia nei processi progettuali e produttivi, che nella ricerca che, in generale, nello strutturare informazioni e conoscenze per formulare scelte documentate e coerenti.
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La necessità, in un regime di cambiamento rapido e diffuso quale quello attuale, di una crescente diversificazione dei prodotti e dei servizi offerti e la riduzione dei corrispondenti cicli di vita richiedono alle imprese di gestire in modo appropriato il confronto con l'innovazione tecnologica nelle sue molteplici forme. La richiesta di figure professionali competenti, capaci di sintetizzare informazioni provenienti da discipline eterogenee tra di loro, in grado di generare nuovo sapere da parte delle imprese è sempre più ampia e ne è testimonianza la sempre maggiore attenzione alle risorse umane oggi riconosciute come un importante fattore di successo: l'impresa opera oggi per processi, in una logica di forte decentramento decisionale in cui la delega richiede conoscenze diffuse e condivise, interdisciplinari e fortemente caratterizzate dal punto di vista specialistico.
Altrettanto marcate sono le esigenze di formazione: per contro, la capacità di risposta degli organismi istituzionali è inadeguata, anche perché si tratta in buona parte di percorsi formativi in rapida evoluzione, i cui contenuti sono subordinati a scenari tecnologici in continuo cambiamento e alle reali opportunità offerte dal mercato del lavoro.
Di qui il ruolo del consorzio TCN: contribuire a colmare le carenze esistenti o latenti nelle strutture e nelle iniziative disponibili per la formazione in questo settore, orientando con attenzione e prontezza l'offerta didattica alla domanda di formazione rilevata nell'industria e nel mondo delle professioni tecniche; operare in modo organico, limitando le conseguenze della frammentazione insita in ogni trasferimento di conoscenze che abbiano caratteristica di multidisciplinarietà; utilizzare metodi attuali, a vantaggio dell'efficienza del servizio svolto.