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SUMMARY:Manuale per applicazioni di meccanica della frattura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nProf. Pietro Paolo Milella \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nNessun codice o normativa di progetto ammette l’esistenza di cricche nei materiali e nelle strutture prima della loro entrata in servizio. Queste\, tuttavia\, possono generarsi durante la vita operativa per usura\, fatica\, corrosione od altro o essere sfuggite al controllo iniziale\, per quanto accurato esso sia stato. Il loro impatto sull’integrità strutturale dei materiali o delle strutture richiede metodi di calcolo non previsti dalla meccanica tradizionale\, normalmente basata sulla Scienza delle Costruzioni\, che fanno uso della Meccanica della Frattura. Questa scienza\, sviluppata in particolare a partire dagli anni ’60 del secolo scorso\, distingue fondamentalmente tre regimi secondo cui una cricca può compromettere l’integrità strutturale che sono: quello lineare che causa la frattura di schianto senza preavviso e per tensioni nominali ben più basse di quella di snervamento togliendo\, quindi\, al materiale pressocché ogni possibilità di resistere ai carichi d’esercizio\, quello elastoplastico che consente una certa resistenza ancorché ridotta rispetto a quella calcolata in fase di progetto iniziale ed\, infine\, quello totalmente duttile in cui la cricca viene vista quasi semplicemente come area resistente mancante. Ognuno di questi tre regimi prevede un approccio di calcolo diverso basato sul Fattore Intensità di Sollecitazione\, K\, o Stress Intensity Factor\, sull’Integrale J o J-Integral e sull’Analisi Limite da scorrimento plastico generale\, rispettivamente o su di una loro opportuna combinazione. Ognuno dei tre approcci richiede anche metodi sperimentali diversi per ottenere i valori limite o tenacità a frattura Kc\, Jc o di collasso plastico. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl Corso si configura come un manuale per uso pratico. La Meccanica della Frattura\, sia quella Elastica che Elastoplastica che per Scorrimento Plastico Generale\, viene introdotta senza quell’apparato matematico oggetto d’insegnamento universitario ma per schemi ed applicazioni pratiche basate sulla definizione operativa dei vari regimi d’applicazione\, fornendo per ciascuno di essi i metodi e gli strumenti operativi di calcolo ridotti a livello di formule immediatamente utilizzabili. I materiali vengono suddivisi per classi in base al tipo di comportamento a frattura. Il calcolo dell’integrità strutturale o la vita operativa e quella residua di un materiale o componente affetto da cricche di vario tipo o natura\, viene svolto con criteri tipici di un manuale d’uso\, evitando l’uso di codici di calcolo agli elementi finiti. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESTINATARI\nIngegneri\, ricercatori e tecnici che si occupano di progettazione e calcolo strutturale ed uso di materiali e tecniche costruttive. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nConoscenza operativa dei parametri della meccanica della frattura. Capacità di progettazione di componenti meccanici affetti da cricche. Previsione del comportamento a frattura dei materiali. Il corso privilegia gli aspetti tecnologici e l’uso del calcolo per formule rispetto a quelli del calcolo agli elementi finiti. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso è del tutto autosostenentesi. Tutte le conoscenze occorrenti sono quelle universitarie o tecnico professionali di cui già si dispone. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nPROGRAMMA\nIl Corso è suddiviso in due parti:\nI Parte: definizione dei regimi d’uso dei materiali in base al loro comportamento a frattura. Modi di apertura delle cricche. Definizione operativa dei parametri fondamentali della meccanica della frattura come: Energy Release Rate G\, Stress Intensity Factor K\, J-integral\, COD e CTOD e Carico Limite. Calcolo per formule\nII Parte: metodi di misurazione della tenacità a frattura nei vari regimi d’uso dei materiali\, Kc\, Jc\, sc. Uso di metodi di analisi basati su formule: Metodo di Irwin\, Metodo dell’Engineering Approach\, metodo R6 delle British Standard e ASME\, metodo del Net Section Collapse Load. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Design for Six Sigma
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nFederico Valente – ing.\, MBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl  \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa progettazione “deterministica” (deterministic design) fornisce una singola risposta per ogni set di parametri di progetto\, ma la variabilità di tali parametri non è compresa nell’analisi. \nIl DFSS si basa invece su di un approccio “probabilistico” (probabilistic design) e\, mediante analisi statistiche\, definisce un certo grado di incertezza per i parametri di progetto con lo scopo di produrre non un singolo risultato (risposta puntuale)\, ma una distribuzione sulla quale valutare il PNC (Probability of Non Compliance) cioè la percentuale di difetti. \nLe finalità del presente corso sono: apprendere i concetti base della metodologia Design for Six Sigma DIDOV (Define\, Identify\, Design\, Optimise\, Valdate)\, conoscerne i principali strumenti e assimilare concetti di base. Il percorso di formazione definito secondo standard internazionali è la prima fase per l’ottenimento di competenze nella metodologia e negli strumenti applicabili al processo di sviluppo di nuovi prodotti\, collegate ai titoli di Yellow\, Green e Black Belt. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nMATERIALE DIDATTICO\n\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto ai professionisti operanti nelle aree Ricerca e Sviluppo\, Innovazione di prodotto e di processo\, Progettazione processi manifatturieri\, Uffici di Calcolo\, Sperimentazione\, Qualità. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDURATA E STRUTTURA DEL CORSO\n\nIl corso svolto interamente in modalità remota ha una durata complessiva di 15 ore\, suddivise in 3 lezioni della durata di 5 ore ciascuna. L’intera attività didattica si terrà in italiano mediante una piattaforma di web conference con l’ausilio di slides e testi. È previsto\, per ogni\, un momento di presentazione di esempi e di svolgimento di esercitazioni on-line. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n1a Lezione Define: \n\nI concetti fondamentali del Six Sigma\nDFSS e DIDOV: overview delle cinque fasi della metodologia\nCenni sul Project Charter\n\nIdentify: \n\nTradurre le richieste dei Clienti in CTQ del prodotto (target setting)\nDai CTQ del prodotto ai CTQ dei sotto-sistemi/componenti: la funzione di Trasferimento\n\n2a lezione  \nDesign: \n\nStatistica di base necessaria per il DFSS\nTest delle ipotesi e overview dei principali test statistici\nCalcolo della process capability: Cp e Cpk\nCapire la variabilità: cause comuni e cause speciali\n\nDesign: \n\nNumerosità del campione e “potenza statistica” del test\nCorrelazione\, regressione semplice e multipla\n\n3a Lezione  \nOptimize: \n\nIntroduzione al DOE: il linguaggio e la terminologia del DOE\nI piani fattoriali completi (full factorial)\n\nValidate: \n\nI concetti fondamentali del Robust Design\nIntroduzione al SPC (Statistical Process Control)\nLe carte di controllo (tipi di carte e modalità di utilizzo)\nRipasso\, bibliografia e conclusione\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””]
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SUMMARY:Lean Organization
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Per il responsabile di una funzione aziendale\, la creazione di valore è rappresentata dal miglioramento del flusso delle informazioni\, più in generale dell’efficienza dell’attività funzionale. Ogni funzione aziendale deve generare i suoi output\, nel modo più efficiente possibile\, al tempo giusto e senza difetti\, guidando il processo verso valle\, tenendo conto dei vincoli\, garantendo e documentando un livello adeguato di rischio. Una caratteristica fondamentale del flusso di informazioni\, rispetto a quello di materia prima\, è il suo elevato grado d’incertezza\, in conseguenza di cui si ha un elevato rischio che il prodotto finale non soddisfi i requisiti di progetto. L’incertezza può essere legata ad esempio per la funzione di progettazione) alle tolleranze geometriche\, ai metodi d’analisi\, alla descrizione dei modelli di materiale\, alle condizioni di carichi e vincoli considerate nelle verifiche di prestazioni e di fattibilità. Un aspetto del valore creato riguarda pertanto la riduzione del grado d’incertezza del flusso di informazioni. Esempi di stakeholder coinvolti in un processo aziendale sono i responsabili della progettazione\, della produzione\, della qualità\, della logistica\, degli acquisti o commerciale\, i quali assumeranno che un valore sarà creato per loro\, se gli output della funzione (fornitore) che trasmette le informazioni (documentazione\, disegni\, distinte\, procedure …) saranno di livello adeguato riconoscibili e interpretabili “facilmente e senza difetti”. \nIn sintesi\, la metodologia “Lean” ha tre fondamentali obiettivi: \n\nCreare valore per tutti gli stakeholder\, con la definizione del prodotto giusto;\nCreare valore attraverso l’intero ciclo di vita del prodotto e per l’impresa\, con la definizione del corretto flusso di valore;\nCreare valore alla funzione stessa\, con l’eliminazione degli sprechi ed il miglioramento dei tempi e della qualità del processo funzionale.\n\nIl beneficio per l’azienda è rappresentato da una maggiore competitività e attrazione di nuovi clienti\, perseguita tramite il miglioramento continuo della funzione aziendale. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nOBIETTIVI DEL CORSO\n\nApprendere i concetti base della metodologia\nValutare in modo dettagliato gli ambiti applicativi e la previsione di ritorno economico\nConoscere e saper utilizzare i principali strumenti\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nCONTENUTI\n\nOverview Lean Organization\, obiettivi\, campi d’applicazione\, risultati attesi\, descrizione dei principi guida che guidano\, in ottica Lean\, il processo di sviluppo nuovi prodotti\, allo scopo di incrementare il valore delle attività funzionale.\n \nAttività preliminari all’applicazione delle tecniche “Lean”: identificazione degli stakeholders\, definizione\, gestione e addestramento della squadra sui concetti lean\, vincoli del problema.\n \nDescrizione delle diverse fasi della metodologia\, tramite applicazione ad un caso concreto di gestione di un progetto.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nFINALITÀ\nIl mondo dell’industria ha visto\, negli ultimi decenni un’evoluzione che ha spostato il focus della produzione dai costi alla qualità e al tempo\, per giungere a comprendere tutti e tre questi aspetti e ricondurli insieme a un unico punto di riferimento: il valore\, così come viene percepito dal cliente. Il lean è l’espressione massima di questo concetto ed è frutto di un’evoluzione storica. Le finalità del presente corso sono: apprendere i principi del “pensiero snello” e i concetti base della metodologia lean\, valutare in modo dettagliato gli ambiti applicativi e la previsione di ritorno economico\, conoscere e saper utilizzare i principali strumenti. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto a manager\, direttori e responsabili di tutte le funzioni di un’organizzazione\, in particolare modo a tutti coloro coinvolti nel processo di gestione del cambiamento.  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nPROGRAMMA\n1a Lezione (5 ore) \nIntroduzione alla Lean Organization \n\nDefinizione\nCenni storici\n\nDue principi del pensiero snello (Lean Thinking): gli sprechi (muda)\, obiettivo zero \n\nLogistica: Zero scorte – Just-In-Time (JIT) • mappatura del flusso (Value Stream Mapping\, VSM) • flusso continuo • sistema pull • livellamento (Heijunka)\nQualità: Zero difetti – Autonomazione (Jidoka) • sistemi “a prova di errore” (poka-yoke)\n\n2a Lezione (5 ore) \nDue principi del pensiero snello (Lean Thinking): gli sprechi (muda)\, obiettivo zero \n\nMacchine: Zero fermi – Manutenzione produttiva (Total Productive Maintenance\, TPM): • manutenzione autonoma • manutenzione programmata • set-up rapido\nPersone: Zero Inefficienze – Organizzazione del posto di lavoro (Workplace Organization) • il metodo delle 5S • One Point Lesson (OPL)\n\nStandardizzazione (Standard Work) \n\nGestione visiva (Visual Management)\n\n3a Lezione (5 ore) \n Miglioramento continuo (Kaizen) \n\nProblem solving • 5Why • 5W1H • 3Gen • 4M+A\nPDCA\n\nSnellire l’ingegnerizzazione \n\nI 5+1 Principi (Valore\, Mappatura\, Flusso\, Pull\, Perfezione\, Conoscenza)\n Attività preliminari\n Definizione del valore\n Mappatura del valore\, analisi degli sprechi\, mappe “Zeroth” (Ward) e DSM\n Il miglioramento del processo Software\, statistiche\, esempi\n\nRipasso\, bibliografia e conclusione \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Metodi di progettazione a fatica basati sul volume di processo
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nProf. Pietro Paolo Milella \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa Fatica nasce dall’applicazione ripetuta dei carichi sui componenti. Ogni ciclo di carico produce inevitabilmente e solo in taluni cristalli superficiali uno scorrimento plastico per sua natura irreversibile da cui nasce un danno che ancorché di dimensioni inizialmente sub-microscopiche\, si accumula portando alla rottura finale del materiale. Il fenomeno\, noto come fatica\, è responsabile di oltre l’80 percento dei cedimenti strutturali che avvengono ogni anno in servizio. Non c’è materiale\, struttura o campo di applicazione industriale che possa dirsi esente da problemi di fatica. Lo studio della fatica\, ancorché iniziato già a metà Ottocento\, si è particolarmente sviluppato solo in tempi relativamente recenti\, dopo la Seconda guerra mondiale\, con lo sviluppo dell’aviazione e dei voli spaziali\, l’uso di nuovi materiali e leghe a medio-alta resistenza e la richiesta sempre più incalzante di prestazioni e di sicurezza da parte dei progettisti che si spingono ben oltre il 90% di probabilità di sopravvivenza dei pezzi. Esigenze così stringenti richiedono conoscenze tecniche molto avanzate\, oggi disponibili  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLa progettazione a fatica si basa\, tradizionalmente\, sulla conoscenza delle curve di Wöhler dei materiali e del limite di resistenza a fatica. Ciò che pare essere poco conosciuto dai progettisti è che tali curve e tale limite\, ottenuti con piccoli provini di fatica\, non sono utilizzabili direttamente\, come usualmente fatto. Ciò che si oppone all’utilizzo diretto di tali curve è il volume di processo che può essere molto diverso tra i provini di fatica da cui sono ottenute ed il pezzo reale sotto sforzo affaticante. È di fondamentale importanza conoscere i rispettivi volumi di processo ed in base al loro rapporto modificare opportunamente le curve di Wöhler ed il limite di resistenza a fatica. Obiettivo del corso è proprio quello di fornire gli strumenti operativi per la valutazione dei volumi di processo in gioco e la modifica\, tramite\, l’analisi di Weibull\, delle curve di Wöhler del materiale usato e del relativo limite di resistenza a fatica con la voluta probabilità di sopravvivenza. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESTINATARI\nIngegneri\, ricercatori e tecnici che si occupano di progettazione e calcolo strutturale ed uso di materiali e tecniche costruttive \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nCapacità di progettazione a fatica di componenti meccanici al di là dei limiti insiti nel calcolo convenzionale. Il corso privilegia gli aspetti tecnologici su quelli del calcolo puro\, aspetti che conducono alla conoscenza dell’effettivo comportamento a fatica dei materiali\, quali essi siano\, sviluppando un grado di sicurezza e padronanza che si rivela fondamentale nel calcolo a fatica. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso è del tutto autosostenentesi. Tutte le conoscenze occorrenti sono quelle universitarie o tecnico professionali \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nPROGRAMMA\nIl Corso è suddiviso in due parti:\nI Parte: definizione del volume di processo su cui agisce la fatica ed analisi della dipendenza dei risultati sperimentali dal volume di processo. Distribuzione di Weibull e suo uso attraverso il volume di processo nella valutazione dei risultati attesi su pezzi di varia grandezza.\nII Parte: Curve di Wöhler specifiche del materiale ottenute attraverso i provini di fatica e confronto con quelle ottenute teoricamente sulla base dei soli dati di resistenza a trazione statica e ciclica del materiale. Modifica delle curve di Wöhler in base all’effettivo volume di processo calcolato per il pezzo in esame. Esempi numerici e verifica sperimentale. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Nuovi acciai alto-resistenziali ad alte prestazioni per l'industria meccanica
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIng. Linda Bacchi\nIng. Matteo Mastroianni\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl corso propone una serie di argomenti che ricadono nell’ambito della metallurgia. Questa disciplina studia per definizione i materiali metallici\, dalle fasi di estrazione dei minerali fino a quelle di produzione delle diverse leghe\, con caratteristiche chimico-fisiche differenti per rispondere alle varie esigenze del mercato. All’interno della metallurgia\, la siderurgia si occupa in modo specifico delle leghe ferro-carbonio.\nNel ciclo produttivo delle leghe ferrose\, si distinguono poi la metallurgia Primaria\, che riguarda la produzione del metallo dal minerale\, e quella Secondaria che include invece tutti quei processi detti “fuori-forno” come il degasaggio e l’aggiustamento della composizione chimica per l’ottenimento delle diverse proprietà.\nÈ chiaro che la metallurgia ricopre una posizione centrale sia nelle attività di ricerca e sviluppo che di progettazione dell’industria meccanica. I prodotti siderurgici infatti trovano applicazione in tutti i settori industriali\, dai trasporti alle costruzioni meccaniche\, dall’impiantistica e l’edilizia all’energia. Ecco che la capacità produttiva\, o comunque la disponibilità di acciaio\, costituiscono una condizione necessaria e un metro di misura dello sviluppo di una nazione. \n [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nQuesto corso si propone di conferire una conoscenza di base dei prodotti piani attualmente utilizzati nell’industria meccanica. Durante il corso sarà presentata una panoramica della gamma di prodotti piani disponibili sul mercato e tipicamente impiegati nell’industria moderna. Il corso si concentrerà sulle lamiere in acciaio. \nNell’ambito del presente corso saranno quindi esaminate le caratteristiche di alcune famiglie di acciai\, analizzando la correlazione fra le relative proprietà chimico-fisiche e la propria destinazione d’uso. Allo stato attuale infatti\, l’assortimento di prodotti in lamiera è molto vasto\, proprio per assecondare in modo ottimale le esigenze progettuali di componenti con funzioni anche molto eterogenee. Ecco che si hanno da un lato acciai come i dual-phase\, con elevata capacità di assorbire energia\, dall’altro gli acciai press-hardening con resistenza meccanica estremamente elevata\, impiegati in componenti a elevate prestazioni come i componenti di sicurezza nell’abitacolo dei veicoli. \nIn questo contesto affrontate anche le peculiarità degli acciai più innovativi\, caratterizzati da proprietà meccaniche sempre più performanti\, introdotti per rispondere alle richieste sempre più esigenti del mercato e per il rispetto delle norme stringenti sulle emissioni di CO2. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso si rivolge a personale laureato neoassunto e/o personale tecnico (es. periti meccanici\, ecc.). \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl presente corso si prefigge l’obiettivo di conferire una conoscenza di base dei prodotti piani utilizzati nell’industria meccanica. In particolare\, al termine del corso i discenti avranno compreso quali sono le principali tipologie di acciai attualmente impiegati sotto forma di lamiera e delle loro peculiarità in termini di proprietà meccaniche.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\nIntroduzione\nCenni sui processi industriali di produzione delle lamiere\nClassificazione e “grafico a banana”\n\nGli acciai altoresistenziali\n\n\nI meccanismi di rafforzamento classici\n\nSoluzione Solida (bake hardening)\nAffinamento del grano e precipitazione (HSLA)\nIncrudimento\n\n\nAcciai altoresistenziali avanzati (AHSS)\, rafforzamento per cambiamento di fase\n\nAcciai DP\nAcciai TRIP\nAcciai martensitici\n\n\n\n\n\nProprietà chimico-fisiche delle varie classi\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Acustica e Vibrazioni
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIng. Massimo Viscardi\nUniversità degli Studi di Napoli “Federico II”\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nL’acustica è una branca della fisica che studia il suono e le sue proprietà. Questo campo comprende l’analisi delle onde sonore\, la loro propagazione nell’aria\, nei solidi e nei liquidi\, e le loro interazioni con l’ambiente circostante. L’acustica studia anche la percezione del suono da parte dell’orecchio umano e l’interpretazione del suono nel cervello. \nLe vibrazioni sono legate all’acustica e si riferiscono ai movimenti oscillatori di un oggetto o sistema. Il campo delle vibrazioni studia il comportamento dei sistemi vibranti\, come le strutture meccaniche\, e i fenomeni associati\, tra cui la frequenza\, l’ampiezza e la fase delle oscillazioni. \nLe applicazioni dell’acustica e delle vibrazioni nel campo dell’ingegneria sono molteplici ai fini della qualità di un prodotto o processo ovvero per la tutela della salute e delle condizioni di comfort.  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso intende fornire le nozioni fondamentali sull’acustica  per garantire l’opportuno background di base a coloro che intendono avviarsi allo svolgimento di attività di simulazione e progettazione in campo acustico. \nIn particolare\, dopo aver richiamato i concetti di base dell’acustica\, verranno approfonditi gli aspetti della propagazione acustica in campo libero ed in campo chiuso . \nVerranno inoltre illustrate le caratteristiche relative ad alcuni problemi acustici tipici\, i problemi relativi all’isolamento delle vibrazioni\,  dei problemi accoppiati acustico-strutturali con riferimento ai diversi settori  industriali e civili. Ampio spazio verrà dato all’analisi di esempi pratici di interesse della platea \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESTINATARI\nIl corso si rivolge ad analisti che intendono avviarsi allo svolgimento di attività di simulazione o progettazione in campo acustico. \nIl corso è propedeutico a corsi di approfondimento su tematiche più specifiche relative alle tecniche numeriche e di modellazione in campo acustico e vibro acustico nonché alle procedure sperimentali. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nAl termine del corso\, i discenti avranno appreso le conoscenze di base della disciplina e saranno in grado di affrontare alcune delle problematiche caratteristiche con senso  pratico e spirito critico. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nNon vi sono prerequisiti particolari per l’accesso al corso. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nPROGRAMMA\n  \nAcustica Fisica: definizione delle grandezze\, meccanismo di propagazione di perturbazioni meccaniche in un mezzo elastico: pressione sonora\, velocità delle particelle\, velocità dell’onda sonora. Equazione delle onde acustiche. \nAcustica Energetica: la propagazione del suono vista come trasporto di energia. Definizione di Intensità Acustica e Densità dell’Energia. \nPropagazione del suono: onde piane\, onde sferiche\, onde stazionarie.. \nAnalisi in frequenza: analisi in ottava\, terzi di ottava e banda fine. \nPsicoacustica: meccanismi fisiologici e psicologici della percezione del suono da parte dell’uomo. La scala logaritmica dei decibel (dB)\, operazioni elementari su grandezze espresse in dB. Curve di ponderazione in frequenza\, tecniche di valutazione della sonorità (loudness)\, analisi in frequenza a banda costante\, a banda percentuale (ottave\, etc). Fenomeni di mascheramento nel tempo e nella frequenza.\n \nStrumentazione ed apparecchiature per misure acustiche: fonometro\, analizzatore di spettro\, sistema di misura per le acquisizioni dei dati sperimentali. Strumentazione virtuale su PC\, software per misure acustiche. \nPropagazione in ambiente esterno: Divergenza\, fenomeni di attenuazione dovuti all’ambiente\, riflessione\, rifrazione\, diffrazione. Valutazione dei parametri ambientali nel breve e lungo periodo\, analisi della normativa vigente. \nPropagazione in ambiente chiuso: il fenomeno delle riflessioni. Definizione del tempo di riverberazione e delle altre grandezze acustiche relative ai transitori temporali. Formule di Sabine per la stima del tempo di riverberazione. Il coeff. di assorbimento acustico\, ed isolamento acustico. \nIsolamento ed assorbimento acustico: descrizione generale\, principi fisici di assorbimento\, metodi di valutazione sperimentale\, isolamento acustico\, legge della massa\, metodi di valutazione. Esempi pratici applicativi \nAccenni alla teoria delle vibrazioni: fisica del problema\, sistemi di misura\, metodi di analisi\, funzioni di auto/cross correlazione\, le funzioni di risposta in frequenza\, l’analisi modale sperimentale\, metodi per l’isolamento delle vibrazioni e relativi metodi di valutazione. \nCenni di vibro-acustica: Il comportamento di sistemi accoppiati acusto-strutturali\, analisi di problemi pratici\, metodi di valutazione numerica e sperimentale\, interpretazione dei dati \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Compositi – Corso avanzato
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIng. Lorenzo Menaldo\nIng. Francesco Grispo\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nI materiali compositi a matrice polimerica fanno parte della nostra vita quotidiana: la bassa densità\, l’alta resistenza\, l’alto modulo specifico\, la durata eccellente e la versatilità di progettazione con i polimeri rinforzati con fibre\, sono le ragioni principali del loro impiego come molti componenti strutturali nell’industria aeronautica\, automobilistica\, navale\, trasporti\, medicale e articoli sportivi.\nIl corso è l’estensione del modulo “Compositi-Corso Base” ed è focalizzato sulla progettazione/dimensionamento di manufatti in compositi analizzando in una prima parte la progettazione di massima\, nella seconda l’impiego di strumenti avanzati come l’analisi FEM ed il Building Block Approach. \nLa progettazione con questi materiali fibro-rinforzati richiede infatti un approccio totalmente diverso rispetto a quelli usualmente utilizzati con i materiali tradizionali\, volto a sfruttarne appieno le loro caratteristiche specifiche e tenendo conto dei loro eventuali limiti dovuti all’impiego di compositi a matrice polimerica\, delle geometrie coinvolte e delle tecnologie di trasformazione necessarie per garantirne la producibilità e le prestazioni richieste. \n [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso\, che è la diretta prosecuzione del Corso Base\, si pone l’obiettivo di fornire le conoscenze di base per un approccio progettuale corretto che segue le fasi tipiche del processo di sviluppo di un componente in composito nell’industria manifatturiera: studio di fattibilità\, progettazione di massima\, scelta dei materiali (diagrammi di Ashby) creazione del laminato idoneo (carpet plots)\, scelta della tecnologia produttiva. Seguiranno l’industrializzazione del prodotto e sua ottimizzazione tramite l’utilizzo del calcolo strutturale FEM. Verrà illustrato il processo del Building Block Approach e sarà affrontata la progettazione avanzata per buckling\, incollaggi e sforzi interlaminari: fattori di estrema rilevanza nella produzione e vita operativa di un componente in composito. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nA progettisti\, responsabili uffici di progettazione\, R&D e industrializzazione in aziende produttive e studi di Ingegneria o Design che si approcciano per la prima volta alla progettazione strutturale con i compositi per capirne sia le caratteristiche principali che lo specifico approccio progettuale. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso richiede una formazione tecnica fornita da laurea magistrale o breve di natura tecnica. È opportuno che si posseggano conoscenze di algebra delle matrici e conoscenze di scienza delle costruzioni (teoria della trave\, sezioni\, teoria della piastra). \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nI frequentatori del corso acquisiranno nelle prime due giornate le conoscenze di base per poter valutare l’impiego dei materiali compositi in specifiche applicazioni e condurre studi di fattibilità per fornire soluzioni tecnologiche/realizzative ed informazioni utili alla creazione di un’offerta per un manufatto costituito da questi peculiari materiali.\nNella terza e quarta giornata acquisiranno conoscenze specifiche e approfondite riguardo la progettazione avanzata del manufatto\, il processo Building Block Approch\, e l’utilizzo del FEM per l’ottimizzazione del prodotto con esempi di casi applicativi realizzati.\n \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n1° giornata \n\nPanoramica sui materiali compositi a matrice polimerica\n\nTipologie di matrici: termoindurenti\, termoplastiche\nTipologie di rinforzi e fibre: vetro\, carbonio\, aramidiche\, vegetali\nCaratteristiche: fisiche\, meccaniche\, chimiche\, termiche\n\n\nTecnologie di produzione\n\nAutoclave\, Stampaggio in pressa\, RTM e sue varianti\, Wrapping\, Filament winding\, Pultrusione\, Infusione\, Termoformatura.\n\n\nMeccanica:\n\nMeccanica di una lamina (rinforzata con fibre lunghe e fibre corte)\nMeccanica dei laminati e loro tipologie (unidirezionale\, angle ply\, cross ply\, simmetrici)\nTeoria della laminazione\n\n\nPrestazioni:\n\nResistenza statica dei laminati\nCriteri di resistenza\n\n\n\n2° giornata \n\nApproccio alla progettazione\n\nStudio di fattibilità: \n• Impiego e specifiche progettuali\n• Scelta dei materiali \n• Geometrie\n• Carichi\, vincoli \n• Analisi degli sforzi\n• Creazione del laminato (ply book)\n• Verifica strutturale\n\n\nEsercitazioni di progettazione\n\n3° giornata \n\nConcetto di Building Block Approach\nProgettazione avanzata di compositi:\n\nIncollaggi\nBuckling\nSforzi Interlaminari\n\n\nOttimizzazione di un composito. Come si effettua.\nIntegrazione del calcolo FEM nel processo di design.\n\n4° giornata \n\nRichiami sul calcolo strutturale FEM\nModellazione FEM di materiali compositi\nUtilizzo e sviluppo di tool per la progettazione e l’ottimizzazione di componenti in composito.\nAnalisi di casi applicativi “reali” + case study (divulgabili)\n\n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Fluidodinamica Base
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIngegnere Francesco Grispo \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl corso vuole introdurre le nozioni basilari della fluidodinamica\nDurante le varie ore saranno studiati sia gli aspetti teorici di come si studia il modo di un fluido\, partendo dalla definizione di mezzo continuo fino alla formulazione delle equazioni di\nNavier-Stokes.\nSi analizzeranno diversi casi elementari\, per comprendere al meglio come e perché un fluido agisce e si comporta in un determinato modo.. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nAlla fine del corso si sarà in grado di comprendere le equazioni di Navier-Stokes e di modellare il comportamento di un fluido senza dover ricorrere a studi CFD (solamente per casi semplici) \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri o Periti industriali che vogliono apprendere come verificare il comportamento fluidodinamico del proprio progetto \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nFisica\, Analisi Matematica[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nSaper risolvere equazioni differenziali del flusso.\nSaper risolvere un flusso e comprendere i modelli di turbolenza.\nSaper approcciare qualsiasi software CFD sapendo quali sono i parametri da tenere in considerazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nGiorno 1: \n\nPrincipi base della fluidodinamica\nEquazioni della fluidodinamica\nFlussi Incomprimibili e comprimibili\nI modelli di turbolenza\n\nGiorno 2: \n\nAnalisi degli strati limite\nConcetti base della CFD\nMetodi numeri per la risoluzione delle equazioni della fluidodinamica\nEsercitazione\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Additive Manufacturing for Innovative Design and Production
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocenti:\nGiuseppe De Marco\nFederico Molteni\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nL’Additive Manufacturing\, conosciuta anche come 3D Printing\, è una disciplina innovativa che impiega una serie di processi per la creazione di oggetti tridimensionali\, strato dopo strato\, da dati digitali. Questa tecnologia offre una flessibilità e una libertà di progettazione senza precedenti rispetto ai metodi tradizionali\, consentendo la produzione di componenti complessi con geometrie personalizzate. L’Additive Manufacturing abbraccia una vasta gamma di tecnologie e materiali\, tra cui plastica\, metallo\, ceramica e altro ancora. È ampiamente utilizzata in settori come l’aerospaziale\, l’automobilistico\, il medicale\, il design e la manifattura. Da prototipi a parti personalizzate\, da strumenti a componenti\, questa metodologia si adatta alle esigenze industriali contemporanee. La sua versatilità e la capacità di personalizzazione la rendono una soluzione ideale per una varietà di applicazioni. Con la sua continua evoluzione e il suo impatto trasformativo\, l’Additive Manufacturing sta ridefinendo i processi di progettazione e produzione\, aprendo la strada a nuove frontiere di innovazione e sviluppo industriale. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso si propone di fornire una comprensione completa della produzione additiva\, esplorando le sue possibilità e i suoi limiti. Attraverso una panoramica dei contenuti\, gli studenti acquisiranno conoscenze approfondite su come applicare le tecnologie additive nell’ambito produttivo\, esaminando i vantaggi e le risorse in termini di sostenibilità. Inoltre\, il corso mira a gettare le basi per la realizzazione di un business case e la pianificazione della produzione. \nGli obiettivi del corso includono: \n\nComprendere le possibilità e i limiti della tecnologia di produzione additiva e sfruttare appieno le sue potenzialità.\nEsplorare le prospettive di sviluppo tecnologico verso la produzione in serie\, esaminando le migliori pratiche aziendali.\nAnalizzare la catena del valore e valutare l’impatto positivo dell’additive manufacturing su di essa.\nImparare a valutare e selezionare le parti dal portfolio in base a criteri specifici.\nConfrontare diversi scenari di produzione per determinare le migliori strategie.\nComprendere i criteri di pianificazione per la produzione seriale di parti prodotte con la tecnologia additive manufacturing.\nSviluppare un business case solido per le applicazioni selezionate\, considerando costi\, tempi e benefici.\nEsplorare metodologie di progettazione specifiche per l’additive manufacturing\, inclusa la metodologia AM Design Thinking.\nAcquisire competenze pratiche nel flusso di lavoro di progettazione per l’additive manufacturing.\nApplicare linee guida tecniche e di progettazione per ottimizzare i processi produttivi.\nUtilizzare il design AM in esercizi pratici per comprendere appieno le sue applicazioni e le sue potenzialità.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\n\nIngegneri meccanici\, aerospaziali\, aeronautici\nProgettisti industriali\nTecnici di produzione\nDesigner di prodotti\nResponsabili della ricerca e sviluppo\nIngegneri dei materiali\nManager e dirigenti aziendali\nOperatori di macchine e tecnici di manutenzione\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\n\nRequisiti: Conoscenza di base sulla gestione dei PC Windows.\nPlus: conoscenza CAD.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nAl termine del corso\, i partecipanti saranno in grado di: \n\nAvranno una conoscenza completa delle capacità e delle limitazioni delle tecnologie additive\, consentendo loro di utilizzare il potenziale di queste tecnologie nei processi produttivi.\nSaranno in grado di valutare le tendenze e le innovazioni nel settore della produzione additiva\, acquisendo una visione critica delle migliori pratiche aziendali e delle strategie per implementare con successo la produzione in serie.\nAvranno la capacità di valutare come l’adozione della produzione additiva influenzi positivamente la catena del valore dell’azienda\, identificando aree di miglioramento e opportunità di ottimizzazione.\nSaranno in grado di valutare le parti da produrre utilizzando la produzione additiva e di selezionarle in base a criteri quali complessità geometrica\, materiale\, e requisiti funzionali\nAvranno la capacità di analizzare e confrontare diversi approcci produttivi\, identificando le strategie più efficaci per ottenere i risultati desiderati.\nSaranno in grado di pianificare la produzione seriale di parti prodotte con tecnologie additive\, considerando aspetti quali tempi di produzione\, costi e disponibilità delle risorse.\nPotranno sviluppare un solido business case per le applicazioni selezionate della produzione additiva\, tenendo conto di tutti gli aspetti finanziari\, temporali e dei benefici derivanti dall’implementazione di tali applicazioni.\nSaranno in grado di utilizzare metodologie di progettazione specificamente adattate alla produzione additiva\, come ad esempio il Design Thinking applicato all’AM\, per sviluppare prodotti ottimizzati per questa tecnologia.\nAvranno esperienza pratica nell’intero processo di progettazione per la produzione additiva\, dal concept alla realizzazione\, utilizzando strumenti e software specifici.\nSaranno in grado di applicare le migliori pratiche e le linee guida tecniche per ottimizzare i processi produttivi\, riducendo i tempi di produzione e i costi.\nAvranno sperimentato il design per la produzione additiva in esercizi pratici\, comprendendo appieno le sue applicazioni e potenzialità attraverso l’esperienza diretta\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\nIntroduzione generale all’Additive Manufacturing\nLe tecnologie AM per la produzione industriale\nOpportunità e limiti delle tecnologie\nCaratteristiche dell’impianto di AM e Sicurezza\nIntroduzione al metodo Part Screening and Selection\nAnalisi Tecnica (Dimensioni\, Materiali\, Qualità)\nAnalisi Economica (Complessità\, Costo\, Valore Aggiunto)\nMateriali per AM – leghe metalliche e materiali plastici\nLe nuove possibilità offerte dall’AM\nAnalisi dei Case Study\nStima del costo per parte\nFattori di spinta e leve di costo\nScenari di costo e analisi di sensibilità\nNozioni di base su casi aziendali\nData Preparation\nWorkflow Produttivo\nProgettazione per AM\nDesign Challenges\nAspetti tecnici di design & processo\nPost processing\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Specificazione Geometrica di Prodotto (ISO-GPS) e analisi delle tolleranze
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIngegnere Enrico Boesso \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa gestione delle variazioni meccaniche durante le varie fasi dello sviluppo prodotto è basata su una metodologia: “Dimensional Management”. Essa definisce le attività e la loro sequenza per ottenere la qualità desiderata del prodotto da immettere nel mercato al minor costo di sviluppo possibile.\nLe normative appartenenti al sistema ISO-GPS sono state sviluppate con l’obiettivo di descrivere con un linguaggio privo di ambiguità le variazioni dimensionali e geometriche che è possibile accettare nella produzione dei singoli componenti\, indicano in con univocità cosa misurare (rispetto a quali riferimenti) e permettono di controllare in modo esplicito tutti i singoli aspetti delle variazioni (dimensione\, posizione\, orientamento e forma). Comunicano inoltre la funzionalità delle parti e come queste devono essere assemblate.\nIn prodotti complessi però le tolleranze\, assegnate alle singole parti\, si propagano attraverso i contatti e subiscono amplificazioni che possono impattare pesantemente la qualità finale. Le normative ISO-GPS non permettono da sole di fare questo tipo di valutazione che sono invece demandate ai “calcoli di propagazione (o analisi) delle tolleranze”.\nAffrontare in modo congiunto le tematiche di specifica geometrica di prodotto e di analisi delle tolleranze è oggi imprescindibile per affrontare lo sviluppo prodotto in modo remunerativo. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nProgettazione: realizzazione disegni funzionali\, calcoli di propagazione delle tolleranze\, valutazione delle non conformità\, \nindustrializzazione: lettura dei disegni funzionali\, realizzazione disegni di fabbricazione\, \nacquisti – supply chain: trattative di fornitura\, rapporti con i fornitori\, \nqualità: verifiche dimensionali in funzione dei requisiti funzionali.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nE’ utile\, ma non necessaria\, esperienza nella realizzazione/lettura del disegno tecnico.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nDimensional Management: il ruolo delle variazioni meccaniche durante lo sviluppo prodotto: \n\nGestione integrata delle tolleranze tra progettazione\, produzione\, supply chain e qualità.\n\nISO-GPS (Geometrical Product Specification): il requisito di univocità di interpretazione dei disegni tecnici. Contenuti: \n\nDefinizioni di base per il sistema ISO-GPS.\nI vantaggi della quotatura funzionale rispetto alla tradizionale quotatura a “coordinate”.\nLa ISO 8015-2011: Concetti\, principi e regole fondamentali del sistema ISO-GPS. Confronto tra “principio dell’inviluppo” e “principio dell’indipendenza”\, cenni ad ASME Y14.5-2018.\nISO 14405: caratterizzazione dimensionale delle Feature Of Size (FOS).\nISO 5459-2011: definizione funzionale dei Datum System e dei Datum Target.\nISO 22081-2021: il nuovo modo di definire le tolleranze generali. Regole ed esempi applicativi.\nISO 1101-2017: la definizione delle tolleranze geometriche nel sistema ISO-GPS.\n\nTolleranze di forma: rettilineità\, planarità\, circolarità\, cilindricità;\nTolleranze di orientamento: angolarità\, perpendicolarità\, parallelismo;\nTolleranze di posizione: localizzazione\, coassialità/concentricità\, simmetria;\nTolleranze di profilo (ISO 1660-2017): profilo di linea\, profilo di superficie\, flessibilità di applicazione delle tolleranze di profilo;\nTolleranze di oscillazione: circolare e totale.\n\n\nISO 5458-2018: pattern e specifiche geometriche combinate.\nISO 2692-2021 “Condizioni di massimo e minimo materiale”\, loro applicazione ed interpretazione\, effetto pratico dell’utilizzo dei modificatori materiali nella variazione dell’ampiezza della zona di tolleranza ammissibile\, impatto sulla propagazione delle tolleranze.\nISO 10579-2013: specificazione geometrica per parti non rigide/flessibili.\n\n  \nIntroduzione al Model Based Definition (MBD). \n\nAnnotazione 3D delle parti/assiemi. Ripercussioni e vantaggi nello sviluppo prodotto.\nISO 23952-2020: QIF (Quality Information Framework) ed esempi di applicazioni.\nQuotatura 3D e strumenti di feedback per valutare la conformità alle normative.\n\n  \nCalcoli di catene delle tolleranze (introduzione all’ analisi delle tolleranze). \n\nDefinizione dei requisiti: valutare assemblabilità e funzionalità (fit & function) del prodotto.\nDiversi approcci al calcolo: worst case\, RSS\, simulazione. Differenze\, limiti e vantaggi.\nStrumenti per aumentare la qualità del progetto: analisi di contribuzione e analisi di sensitività.\n\nEsempio di calcolo e applicazione di tutti pratica di tutti i concetti esposti durante il corso.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Compositi - Corso Base
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIng. Lorenzo Menaldo\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLo sviluppo dei materiali compositi moderni è dovuto essenzialmente alla necessità di far fronte alle esigenze sempre più spinte dell’industria\, soprattutto nei settori: aerospaziale e aeronautico\, difesa\, energia eolica\, sport\, biomeccanica. Le svariate possibili combinazioni tra i materiali che li costituiscono (matrici e rinforzi entrambi di varie nature e forme che letteralmente costruiscono i compositi “ad hoc”) generano moltissime combinazioni\, alcune delle quali presentano caratteristiche impareggiabili come leggerezza\, alta resistenza/rigidezza specifica\, ottimo comportamento a fatica a basse temperature\, eccellente resistenza a corrosione. Tutte queste caratteristiche sono le ragioni principali del loro impiego come molti componenti strutturali/funzionali che ci circondano nella vita quotidiana. \nAnche le tecnologie di trasformazione di tali materiali giocano un ruolo fondamentale per poter garantire le caratteristiche richieste. Le varie tecnologie esistenti\, sviluppate in base a diverse esigenze relative ai compositi polimerici fibro-rinforzati\, devono permettere su scala industriale che i costituenti creino le microstrutture necessarie per fornire le prestazioni richieste e assicurare i volumi produttivi previsti. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso si pone l’obiettivo di fornire le informazioni teoriche e tecniche di base\, relative ai materiali compositi\, ai loro costituenti (fibre e matrici) e i relativi calcoli preliminari per stimarne le caratteristiche; verranno anche descritte in dettaglio e approfondite le principali tecnologie di trasformazione utilizzate nelle industrie del settore che permetteranno di ottenere una corretta panoramica di questi specifici materiali\, dei loro impieghi e delle tecnologie per renderli prestazionali. \n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nA progettisti\, responsabili uffici di progettazione e industrializzazione in aziende produttive e studi di Design o Ingegneria che si affacciano per la prima volta all’uso dei materiali compositi sia per scopi prettamente strutturali che per applicazioni struttural-estetiche (automotive\, aeronautico\, nautico\, interiors design\, dispositivi medico/diagnostici) \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso\, essendo un modulo di introduzione ai materiali compositi non richiede requisiti preliminari. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nI frequentatori del corso acquisiranno le conoscenze base relative ai materiali compositi\, i loro costituenti\, le loro peculiari caratteristiche e le loro possibili applicazioni. Verranno ampiamente illustrate e analizzate le tecnologie produttive che rendono possibili le loro applicazioni in svariati settori industriali con esempi reali. \nPROGRAMMA\n1° giornata \n\nPanoramica sui materiali compositi\, definizione e tipologie:\n\nMetallici (leghe\, ghise)\, Polimerici (fibra lunga\, fibra corta\, particellari)\, Ceramici\n\n\nMateriali compositi polimerici:\n\nTipologie di matrici: termoindurenti\, termoplastiche\nTipologie di fibre: vetro\, carbonio\, aramidiche\, vegetali\nCaratteristiche: fisiche\, meccaniche\, chimiche\, termiche\nSistema fibra-matrice: fibre lunghe\, fibre corte e loro caratterizzazione\nCalcoli preliminari (densità\, modulo elastico\, modulo di taglio\, coefficiente di Poisson)\n\n\n\n2° giornata \n\nTecnologie di produzione\n\nAutoclave\nStampaggio in pressa\nRTM e sue varianti\nWrapping\nFilament winding\nPultrusione\nInfusione\nTermoformatura\n\n\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Digital Twin di prodotto
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocenti: \n  \nMassimo Sorli\nProfessore\, Politecnico di Torino \nGiorgio Figliolini\nProfessore\, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Andrea De Martin – Ricercatore RTDA\, Politecnico di Torino \nAntonio Carlo Bertolino\nRicercatore RTDA\, Politecnico di Torino\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl corso fornisce gli elementi necessari per comprendere il significato e impostare la progettazione di un digital twin (DT) di prodotto\, rivolto alla interpretazione e modellazione del funzionamento di un dispositivo meccanico\, elettrico\, idraulico\, inserito in un impianto operativo. \nObiettivo del digital twin è ottenere durante la vita operativa del dispositivo la predizione del suo comportamento futuro\, sia in termini di prestazioni sia in termini di stato di salute\, e quindi disponibilità a seguire relativamente alla vita utile residua. Verranno proposti esempi tratti dal settore aerospace nel quale il DT si sta delineando come una leva indispensabile per una manutenzione predittiva più efficiente e meno costosa. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto a chiunque desideri entrare in possesso delle conoscenze fondamentali sulla progettazione e realizzazione di ambienti digital twin rivolti alla predizione della operatività di un prodotto\, un componente o un sistema.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nSTRUTTURA DEL CORSO\nIl corso\, erogato da remoto\, ha una durata complessiva di 32 ore\, con slot da 6 ore per i primi quattro giorni ed 8 per l’ultimo\, di cui le ultime 2 in compresenza di tutti i docenti per commenti finali e conclusioni condivise. L’intera attività didattica si terrà in italiano con l’ausilio di slides e testi. Al termine di ogni slot didattica è prevista una sessione di domande e analisi lesson-learned\, anche su esempi aziendali proposti dai partecipanti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIntroduzione \nEsempi di applicazioni veicolo e velivolo \nDefinizione di Digital Twin \nConcetto di sistema meccatronico\, regolazione\, controllo\, attuazione\, sensorizzazione e misura \nSpecifiche di progetto nel dominio del tempo e in frequenza\, requisiti di performance \nModellazione a regime e in transitorio\, schema a blocchi \nModellazione di sistemi di attuazione idraulica \nDigital Twin di test rig con serv-oattuatore idraulico controllo forza Modellazione di sistemi di attuazione elettrica \nModellazione di sistemi di attuazione pneumatici \nModellazione di organi di trasmissione \nConcetti di simulazione dinamica\, introduzione ai Solver per la simulazione dinamica \nCenni di Reduced Order Models (ROMs) per la simulazione Real Time \nDigital twin di sistema di trasmissione vite-madrevite a ricircolo di sfere \nSessione di Hands On: esempio di modellazione in Simulink \nImpiego di digital twin per diagnostica e prognostica \nDigital Twin di servo-attuatore per comando di volo \n\nDigital twin con modello statico\nDigital twin con modello black box\nDigital twin con modello fisico high-fidelity” Sessione di Hands On: esempio di modellazione in Simulink\n\nConclusione corso\, lezioni imparate\, feedback[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Sustainable planning management
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocenti:\nIng. Mariella Bruni \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nAspetti normativi e ambientali da considerare nella progettazione di un prodotto: requisiti e indicatori di performance richiesti dal mercato nell’ottica della sostenibilità[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso ha come obiettivo la definizione e l’analisi di tutti gli aspetti normativi di prodotto (Reach\, Rohs\, Conflict Minerals\, Prop 65) e ambientali (CO2 equivalente\, % di riciclabilità\, minor produzione di rifiuto o produzione di rifiuto riciclabile) da tenere in considerazione in fase di progettazione. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto a tutti i progettisti e project manager.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di base dell’attuale normativa ambientale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nComprensione di tutti gli aspetti tecnici ed ambientali che devono essere analizzati in fase di progettazione di un prodotto\, tenendo conto di tutte le fasi del suo ciclo di vita\, per una strategia di marketing e di produzione sostenibile. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nMODULO 1 – INTRODUZIONE ALL’ECODESIGN \n\n Concetti generali di Ecodesign e incorporazione sistemica degli aspetti ambientali nella progettazione\n LIFE CYCLE ASSESSMENT\, input e output e potenziali impatti della progettazione\n Sintesi del quadro giuridico di riferimento per l’Ecodesign in Europa\n\nMODULO 2 – Le NORMATIVE DI PRODOTTO IN OTTICA GREEN \n\n La normativa REACH applicabile al prodotto\n Le normative ROHS\, Prop65 e Conflict Minerals\, il portale IMDS\n Made Green in Italy e Remade Green in Italy: la riciclabilità\n Dichiarazioni ambientali di prodotto e l’”immagine green”\n Standard generali per l’Ecodesign all’interno della famiglia degli standard ISO 14000\n\nMODULO 3 – L’APPROVIGIONAMENTO DELLE MATERIE PRIME  \n\n La scelta delle materie prime ed il controllo rispetto alle normative di prodotto\n L’emissione di CO2 del prodotto come KPI del prodotto\n Le materie prime: comparabilità tra percentuale di riciclabilità e composizione chimica \n Montaggio e assemblaggio – minor tempo/minor costo\n\nMODULO 4 – I MATERIALI AUSILIARI MATERIE PRIME  \n\n La scelta del ciclo lavorativo e delle risorse naturali (energia elettrica\, gas metano\, gasolio\, FGAS) come strumento di controllo dello SCOPE 1 del Protocollo GHG\n Gli ausiliari di processo\nI materiali da imballaggio\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Mastering the Heat: Progettazione Avanzata per Applicazioni ad Alta Temperatura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nProf. Nicola Bonora\, Università di Cassino e del Lazio Meridionale\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” è un campo ingegneristico specializzato che si concentra sulla progettazione di componenti e sistemi per ambienti termicamente estremi. Essenziale in settori come l’aerospaziale\, la generazione di energia e la petrolchimica\, questa disciplina si interessa del comportamento dei materiali esposti a sollecitazioni meccaniche ed esposizioni ad elevata temperatura per lunghe durate. La comprensione dei meccanismi alla base dei fenomeni di accumulo delle deformazioni e della rottura è cruciale per lo sviluppo di criteri in grado di assicurare la vita operativa dei componenti senza che questi incorrano in rotture catastrofiche. L’obiettivo principale è sviluppare soluzioni ingegneristiche che garantiscono la durata\, l’efficienza e la sicurezza dei componenti in condizioni termiche estreme\, utilizzando leghe avanzate e principi di design innovativi. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” intende fornire una profonda comprensione dei meccanismi e delle sfide ingegneristiche legate all’utilizzo di materiali per componenti operanti in condizioni termiche estreme. Esso mira a trasmettere l’importanza di una progettazione accurata e informata per garantire la sicurezza\, l’efficienza e la durata delle componenti in ambienti ad alta temperatura. I partecipanti verranno introdotti al comportamento meccanico dei metalli e delle leghe in tali condizioni\, con particolare attenzione al fenomeno del “creep”\, la deformazione plastica che si verifica sotto sollecitazione a temperature elevate. Verranno analizzati i principali meccanismi microscopici alla base di tale deformazione\, come il movimento delle dislocazioni e la diffusione atomica. Il corso esplorerà anche metodi avanzati per modellare e prevedere il comportamento a creep\, nonché strategie di design per prevedere l’effetto dello stato di sollecitazione. Infine\, saranno affrontate applicazioni pratiche e reali\, illustrando come le conoscenze acquisite possano essere applicate nell’ingegneria con particolare attenzione agli standard e alle linee guida attualmente in uso nell’industria. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\n\nIngegneri Meccanici: specialmente quelli che lavorano in settori come l’aerospaziale\, l’automobilistico\, la generazione di energia e la produzione di metalli\, dove la resistenza dei materiali a temperature elevate è cruciale.\nIngegneri dei Materiali: che sono interessati a comprendere e migliorare le proprietà dei materiali utilizzati in condizioni termiche estreme.\nIngegneri Petrolchimici: che progettano e mantengono impianti che operano ad alte temperature e pressioni.\nRicercatori nel campo dei Materiali: che studiano nuove leghe e trattamenti termici per migliorare la resistenza al creep e ad altre forme di degrado termico.\nTecnici di Controllo Qualità: che eseguono test su materiali e componenti per assicurare che rispettino le specifiche di resistenza al calore.\nIngegneri Nucleari: data l’importanza delle temperature elevate nella progettazione e nella manutenzione dei reattori.\nConsulenti e Specialisti in Ispezione: che devono valutare l’integrità di componenti ed equipaggiamenti operanti in condizioni ad alta temperatura.\nIngegneri del Settore Alimentare: dove il trattamento termico e la resistenza al calore dei componenti degli impianti sono essenziali.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di Base dei Materiali: comprensione dei concetti fondamentali legati ai materiali metallici\, come composizione\, struttura cristallina\, e difetti. Meccanica dei Materiali: familiarità con i principi di base della meccanica dei materiali\, come tensione\, deformazione\, e le leggi di comportamento meccanico \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl corso fornisce una solida e dettagliata comprensione dei processi deformativi e di rottura in materiali operanti ad elevata temperatura\, delle leggi che governano il fenomeno e delle relazioni in grado di descriverlo per la previsione della vita operativa di componenti. I partecipanti acquisiranno le conoscenze relative alle tecniche di modellazione più avanzata in relazione agli standard industriali vigenti.  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nParte 1: Introduzione ai processi deformativi ad elevata temperatura \n\nEsempi di impianti e componenti operanti ad alta temperatura \nIntroduzione al comportamento meccanico di metalli e leghe ad elevata temperatura\nInstabilità plastica ad alta temperatura\nMeccanismi che limitano la vita operativa\n\nParte 2: Deformazione a Creep: aspetti fenomenologici \n\nIntroduzione al fenomeno del creep\nI regimi di creep\nCreep testing e standard\nMetodi di estrazione dei dati\n\nParte 3: Deformazione a Creep: micromeccanismi \n\nI difetti nei cristalli \nRichiami di meccanica delle dislocazioni\nCreep dislocazionale e diffusivo\nDeformation Mechanism Map\nFattori di influenza sul rateo di creep\n\nParte 4: Modellazione a creep \n\nModelli fenomenologici e su base fisica\nModelli di previsione di vita\nCreep multiassiale\n\nParte 5: Rottura a creep \n\nMeccanismi di rottura a creep\nCreep crack growth\nModellazione a meccanica del danno\n\nParte 6: Engineering approach \n\nMateriali per la termica\nCreep-fatica\nEngineering approach: API 579-1/ASME FFS-1\nEsempi applicativi\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:L’industrializzazione nel ciclo di sviluppo prodotto e l’intelligenza artificiale.
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nIng. Federico Valente\nMBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa fase di industrializzazione\, all’interno del ciclo di sviluppo di un prodotto industriale è la delicata fase che intercorre fra la progettazione di un prodotto (o congelamento di un disegno) e l’avvio della produzione (o SoP\, Start of Production). Come in tutte le altre fasi del ciclo di sviluppo e\, in generale\, in tutte le attività di un’organizzazione\, è fondamentale svolgere tutte le attività di cui si compone questa fase dando il massimo contributo alla creazione di valore. \nIl valore creato è un indicatore chiave per misurare e valutare la performance di un’azienda. Dal punto di vista del direttore di un’azienda manifatturiera\, la creazione di valore dipende dal raggiungimento di un target di costo\, tramite strumenti di contabilità analitica che consentono di valutare il contributo apportato da singole aree dello stabilimento ed orientare scelte strategiche. Per il responsabile della funzione di industrializzazione di prodotto\, la creazione di valore è rappresentata dall’efficacia e dall’efficienza del flusso delle informazioni. \nLa funzione d’industrializzazione deve generare i suoi output al tempo giusto e senza difetti\, guidando il processo verso valle\, tenendo conto dei vincoli\, garantendo e documentando un livello adeguato di rischio. Una caratteristica fondamentale del flusso di informazioni\, rispetto a quello di materia prima\, è il suo elevato grado d’incertezza\, in conseguenza di cui si ha un elevato rischio che il prodotto finale realizzato non soddisfi i requisiti di progetto. L’incertezza è legata alle tolleranze geometriche\, ai metodi d’analisi\, alla descrizione dei modelli di materiale\, alle condizioni di carichi e vincoli considerate nelle verifiche di prestazioni e di fattibilità. Un aspetto del valore creato riguarda pertanto la riduzione del grado d’incertezza del flusso di informazioni. \nL’applicazione combinata di strumenti e metodologie consolidati (FMEA\, control plan\, Lean Six Sigma …) e innovativi basati su Machine Learning (ML)\, Robotic Process Automation (RPA)\, Artificial Intelligence (AI) in questa fase può portare a rilevanti miglioramenti di efficienza\, qualità e processo decisionale\, con impatto significativo in ultima analisi sulla produttività e sulla competitività complessive. \n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text css=””] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso intende trasmettere vari aspetti dell’industrializzazione del prodotto industriale\, dal processo decisionale e l’ottimizzazione dei processi al miglioramento continuo e il problem solving e mira a fornire ai partecipanti una comprensione completa degli strumenti per migliorare il processo decisionale\, l’ottimizzazione dei processi e il miglioramento continuo. Copre aspetti chiave come FMEA\, decisioni make-or-buy\, gestione dei progetti e Lean Six Sigma\, sottolineando il ruolo di IA\, RPA e ML nell’automazione e nel miglioramento di questi processi. Alla fine del corso\, i partecipanti saranno in grado di applicare tali strumenti e metodologie per affrontare le sfide dell’industrializzazione di nuovi prodotti e promuovere metodi per rendere i processi sempre più efficienti. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\n\nConoscere e saper utilizzare i principali strumenti consolidati per ottimizzare la fabbricabilità e minimizzare i rischi;\nConoscere le basi della metodologia di miglioramento continuo dei processi di produzione industriali basata su Lean Six Sigma;\nConoscere e saper applicare nuovi strumenti basati su intelligenza artificiale\, machine learning\, robotic process automation.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nPROGRAMMA\nGiorno 1 \n\n\n\nIntroduzione al corso\, condivisione dei contenuti;\nStatus quo sull’organizzazione tecnica e amministrativa\, gestione dei progetti\, potenziale umano\, parti interessate\, obiettivi e sfide;\nCriteri per scelte make/buy\, definizione della catena di approvvigionamento e del valore\, distinta base;\nProcesso di industrializzazione\, diagramma di flusso\, operazioni e procedure;\nGestione progetto\, pianificazione\, allocazione delle risorse e gestione dei rischi;\nApplicazione di modelli di Machine Learning (ML) per l’analisi predittiva nella manutenzione\, nel controllo qualità e nella gestione della supply chain.\n\n\n\nGiorno 2 \n\n\n\nFMEA\, controllo e preparazione;\nFMEA (Principi\, formato\, descrizione del flusso di lavoro);\nOperazioni e procedure di processo\, diagramma di flusso\, flusso di industrializzazione\, controllo e preparazione;\nEsempio di uno studio di industrializzazione per un prodotto industriale;\nDFMEA\, PFMEA: lista di controllo;\nApplicazione di Natural Language Processing (NLP) per estrarre informazioni rilevanti da documenti tecnici\, manuali e report\, al fine di migliorare la capacità predittiva della FMEA.\n\n\n\nGiorno 3 \n\n\n\nProblem solving e miglioramento continuo;\nIl piano di controllo;\nL’intelligenza artificiale per il monitoraggio e il controllo dei processi;\nProgettazione e implementazione di un sistema di miglioramento continuo\, basato sulla metodologia Lean Six Sigma per la produzione;\nAnalisi dei dati e ottimizzazione dei processi nei sistemi di miglioramento continuo;\nApplicazione di Robotic Process Automation (RPA) per automatizzare le attività di routine come l’immissione dei dati\, la reportistica e i controlli di conformità.\nRipasso\, bibliografia e conclusione.\n\n\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Aerodinamica dei veicoli stradali
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIng. Ravelli Umberto\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nL’aerodinamica è la branca della meccanica dei fluidi che studia il moto dell’aria e le forze che questa esercita sui corpi in moto relativo rispetto ad essa. In particolare\, l’aerodinamica dei veicoli stradali applica le leggi della fluidodinamica allo studio dei flussi esterni ed interni relativi ai mezzi di trasporto su gomma\, tra cui automobili per il trasporto privato\, che saranno oggetto di questo corso. \nSe in pista il compito principale dell’aerodinamica è il miglioramento del tempo sul giro\, in strada è necessario ridurre la resistenza all’avanzamento per ottimizzare i consumi\, contenere le emissioni ed assicurarsi che la portanza generata dal veicolo non comprometta la sua stabilità\, specialmente a velocità sostenute. \nGià nel corso della prima metà del secolo scorso ingegneri e ricercatori si sono posti come obiettivo la riduzione della resistenza aerodinamica dei veicoli stradali\, raggiungendo spesso dei risultati straordinari. Le auto attualmente sul mercato\, indipendentemente dal tipo di powertrain adottato\, sono all’altezza di alcune illustri antenate? Le scelte stilistiche e progettuali di tendenza negli ultimi anni stanno realmente rendendo i veicoli stradali più efficienti dal punto di vista aerodinamico? Quali sono i filoni di ricerca più promettenti nell’ambito dell’aerodinamica dei corpi tozzi che lavorano in prossimità del suolo? \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso ha l’intento di introdurre strumenti\, terminologia e nozioni utili a comprendere come funziona l’aerodinamica di un veicolo stradale per il trasporto privato. Dopo una breve introduzione dei concetti fisici di base\, verrà descritta l’influenza delle forze aerodinamiche sulle prestazioni dei veicoli stradali\, tra cui potenza di resistenza all’avanzamento\, consumi\, accelerazione\, velocità massima. \nLa parte più sostanziosa del corso verrà dedicata allo studio di varie tipologie di carrozzeria e dei componenti che maggiormente contribuiscono alla resistenza aerodinamica e alla portanza del veicolo. \nVerrà inoltre gettato uno sguardo alle più recenti pubblicazioni scientifiche provenienti sia dal mondo universitario che da quello industriale automotive in materia di ottimizzazione aerodinamica e dispositivi innovativi di aerodinamica attiva e per il controllo del flusso. \nA valle di una breve digressione sulle vetture più significative del passato\, saranno presi in considerazione prototipi recenti e modelli già presenti sul mercato che si pongono ai vertici del panorama automotive in termini di efficienza aerodinamica. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\n\ningegneri\, tecnici e professionisti del settore automotive;\ningegneri che si occupano di consulenze e/o simulazioni CFD per clienti del settore automotive;\ndiplomati in materie scientifiche e tecniche;\nstudenti di ingegneria e fisica con passione per il settore automotive\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso è accessibile a tutti coloro che abbiano delle conoscenze di base nel campo della fluidodinamica incomprimibile (conservazione della portata\, equazione di Bernoulli\, concetto di strato limite\, flusso laminare e flusso turbolento\, …). Solo in caso di necessità\, è previsto un ripasso di questi argomenti all’interno del modulo “0” del corso. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\n\nIdentificare le varie tipologie di veicoli stradali in base alle caratteristiche aerodinamiche;\nComprendere i principali parametri di prestazione aerodinamica;\nSaper descrivere in modo qualitativo il campo di moto attorno ad un veicolo stradale;\nIdentificare le principali fonti di resistenza aerodinamica e portanza legate a forma e componenti della carrozzeria di un veicolo stradale;\nSaper proporre eventuali interventi di miglioramento dell’efficienza aerodinamica di un veicolo;\nAcquisire la terminologia tecnica necessaria per interagire con professionisti del settore;\nDisporre dei risultati delle ricerche scientifiche più recenti nel settore dell’aerodinamica del veicoli stradali.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIntroduzione ai concetti fisici di base:\nProprietà fisiche dell’aria\, equazione di continuità\, equazione di Bernoulli\, differenza tra corpo tozzo e corpo aerodinamico\, coefficiente di pressione\, flusso attaccato e flusso separato\, flusso viscoso e flusso non viscoso\, strato limite laminare e turbolento\, separazione del flusso e gradiente di pressione avverso\, numero di Reynolds\, vorticità\, flussi interni e flussi esterni. \nForze aerodinamiche\nSistema di riferimento cartesiano per le forze aerodinamiche\, coefficiente di resistenza\, coefficiente di portanza\, forze laterali sul veicolo\, momenti di imbardata\, pitch e roll\, diverse forme di resistenza: d’attrito\, di forma e indotta\, relazione tra coefficiente di resistenza e coefficiente di portanza.  \nInfluenza dell’aerodinamica su performance e consumi\nResistenza all’avanzamento e potenza richiesta\, resistenza al rotolamento e resistenza aerodinamica\, influenza della resistenza aerodinamica su consumi\, accelerazione\, velocità massima\, influenza della portanza sulla stabilità della vettura\, influenza del carico aerodinamico sulle prestazioni in curva (cenni). \nAerodinamica delle vetture stradali\nConfronto tra varie tipologie di veicolo: notchback\, fastback\, squareback; detail optimization vs shape optimization; componenti di carrozzeria e corpo vettura che influenzano l’aerodinamica esterna del veicolo: anteriore del veicolo\, parabrezza\, montanti e tetto\, geometria del posteriore\, ruote e fondo\, spoiler anteriori e posteriori\, appendici varie; portanza e stabilità laterale; flussi interni per impianti di raffreddamento. \nVetture stradali dagli anni ’20 agli anni ‘00\nAnalisi aerodinamica di alcune delle vetture stradali più significative del secolo scorso. \nRecenti studi numerici e sperimentali nell’ambito dell’aerodinamica delle vetture stradali\nTecniche passive di controllo del flusso (vortex generators\, riblets\, streaks\, flaps); studi per l’ottimizzazione dei flussi interni di raffreddamento; ricerche per l’ottimizzazione della geometria di cerchi e pneumatici; tecniche attive di controllo del flusso (steady blowing and steady suction\, jets\, plasma actuators\, …). \nAerodinamica attiva\nComponenti mobili: active grille shutter\, diffusore estraibile\, air dam e deflettori\, spoiler e ali mobili; soluzioni di aerodinamica attiva per vetture stradali ad alte prestazioni (cenni). \nStato dell’arte: vetture e prototipi dagli anni ‘00 ad oggi\nAnalisi delle caratteristiche aerodinamiche di vetture recenti e prototipi.\nTecnologie e soluzioni aerodinamiche per le vetture del prossimo futuro. Confronto tra veicoli in termini di “drag coefficient” e di “drag area”. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Project Management per il manifatturiero
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIng. Matteo Valente\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl Project Management è una disciplina codificata e normata da cui tutte le organizzazioni\, e in particolar modo le aziende del settore manifatturiero\, possono trarre enormi vantaggi competitivi e di performance. Il Project Management\, opportunamente declinato\, consente infatti di selezionare e avviare correttamente i progetti\, identificando gli stakeholder coinvolti e formalizzando il lancio dell’iniziativa progettuale\, mantenendo il focus sugli obiettivi e sui benefici attesi dall’Organizzazione. Fornisce inoltre una metodologia semplice ma strutturata per la pianificazione di dettaglio dei progetti\, definendo opportunamente un piano d’azione per lo svolgimento del progetto. Fornisce i processi necessari all’esecuzione e al monitoraggio dei progetti\, proponendo diverse tecniche da applicare per poter governare il lavoro e prendere le dovute decisioni\, fino alla chiusura del progetto e al rilascio del deliverable finale. Tutti i progetti di sviluppo prodotto\, di ricerca e sviluppo\, di miglioramento organizzativo fino alle classiche commesse con cliente esterno\, possono beneficiare delle pratiche di Project Management proposte dai framework di riferimento. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso ha l’obiettivo di fornire gli strumenti necessari per apprendere un approccio strutturato alla gestione dei progetti\, fornendo innanzitutto il lessico appropriato e le definizioni di base\, nonché descrivendo la relazione tra progetto e contesto organizzativo.\nL’interazione con i partecipanti viene stimolata con esercitazioni e riflessioni sul confronto tra i concetti teorici esposti e quanto applicato realmente nella gestione dei progetti in azienda. In questo modo il partecipante identifica il gap organizzativo e realizza una piena presa di coscienza sui processi migliorabili.\nInoltre\, tramite opportuni focus e esercitazioni\, ci si prefigge l’obiettivo di trasmettere l’importanza della definizione del ciclo di vita di un progetto e dei processi tramite i quali declinare lo sforzo gestionale\, dall’avvio alla chiusura\, passando per la pianificazione\, l’esecuzione e il monitoraggio e controllo del progetto.\nL’importanza della definizione di ruoli e responsabilità chiare\, della gestione dei flussi informativi e della comunicazione\, della gestione degli stakeholder\, della qualità e dei rischi di progetto\, viene trasmessa con costanti riferimenti pratici e casi studio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\n\nPROJECT MANAGER\nPROGRAM MANAGER\nPROJECT LEADER\nPROJECT MANAGEMENT OFFICE (PMO)\nFigure Senior che desiderano affinare il linguaggio e la metodologia di Project Management secondo standard riconosciuti\nFigure Junior che desiderano introdursi nella gestione progetti\nQUALSIASI RESPONSABILE DI REPARTO o MANAGER AZIENDALE\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nAl termine del corso i partecipanti sapranno usare correttamente il lessico tipico del Project Management\, sapranno redigere un Project Charter e identificare gli stakeholder di progetto. Sapranno guidare il processo di pianificazione di un progetto\, redigendo un piano integrato\, coerente\, chiaro e bilanciando i vincoli di progetto. Sapranno inoltre schedulare un progetto identificando il percorso critico e il float di ciascuna attività. Inoltre sapranno impostare i SAL di progetto applicando la tecnica dell’Earned Value. Infine sapranno identificare i canali migliori di comunicazione con il team e gli stakeholder\, identificare e analizzare i rischi\, motivare il team e impostare correttamente la chiusura del progetto e la raccolta delle lessons learned.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nINTRODUZIONE \n\nDefinizioni di base: progetto\, programma\, portfolio\nIl contesto organizzativo\nLe strutture organizzative\nLa selezione dei progetti: il Business Case\nIl ciclo di vita del progetto\n\n\nAVVIO DEL PROGETTO \n\nIdentificazione e analisi degli stakeholder\nIl Project Charter\nESERCITAZIONE: preparazione del Project Charter\n\nGESTIONE DELLO SCOPE \n\nLa definizione dello scope di progetto\nLa raccolta dei requisiti\nRequirements Traceability Matrix\nLo Scope Statement\nLa Work Breakdown Structure\nESERCITAZIONE: costruzione della WBS\n\nGESTIONE DEI TEMPI \n\nDefinizione delle attività\nIl reticolo logico\nLead e lag\nLa schedulazione del progetto\nESERCITAZIONE: impostazione di un progetto con MS Project\n\nGESTIONE DEI COSTI \n\nTipologie di costi\nCostruzione del budget di progetto\nSostenibilità finanziaria di un progetto\n\nGESTIONE DELLE RISORSE \n\nL’Organizzazione del progetto: OBS\nRuoli e responsabilità: la matrice RACI\nGestione della motivazione e del team\n\nGESTIONE DEI RISCHI \n\nIdentificazione dei rischi\nAnalisi qualitativa dei rischi\nAnalisi quantitativa\nDefinizione delle risposte ai rischi\n\nGESTIONE DELLA COMUNICAZIONE \n\nModello di comunicazione\nCommunication Matrix\nComunicazione efficace\nGestione delle riunioni\n\nGESTIONE DELLA QUALITÀ \n\nControllo della qualità\nAssicurazione della qualità\n\nMONITORAGGIO E CONTROLLO \n\nMilestone Trend Analysis\nIl metodo dell’Earned Value\nESERCITAZIONE: applicazione dell’Earned Value\n\nCHIUSURA DEL PROGETTO \n\nChiudere il progetto\nLessons learned\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Finite Element Analysis & Machine Learning
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nFederico Valente\nIng.\, MBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa disciplina trattata è l’insieme accuratamente bilanciato delle conoscenze delle tecniche di analisi agli elementi finiti (FEA) e di machine learning (ML) e della loro integrazione finalizzata all’incremento delle capacità predittive degli studi ingegneristici.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso mira a trasmettere la conoscenza delle opportunità offerte dall’integrazione fra le due tecniche di calcolo numerico (FEA e ML)\, farne assimilare i concetti e i principi di base\, dare consapevolezza di alcuni casi applicativi e cominciare a impratichirsi in alcuni degli strumenti software disponibili.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri\, ricercatori e professionisti in settori come l’aerospaziale\, l’automobile\, l’ingegneria civile e la biomeccanica\, che utilizzano strumenti di calcolo agli elementi finiti\, interessati alla meccanica computazionale e alle applicazioni di machine learning in ingegneria\, software engineer\, data engineer\, innovation manager\, specialisti di AI\, FEA e ML.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza delle nozioni base dell’analisi agli elementi finiti e dei principi ingegneristici e delle tecniche di machine learning; familiarità con la programmazione (ad esempio Python); accesso a strumenti software FEA e librerie ML.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nQuesto programma di formazione consente ai partecipanti di acquisire competenze relative alle discipline FEA e ML\, di colmarne il divario per sfruttarne le sinergie al fine di una maggiore efficienza computazionale e accuratezza predittiva nelle analisi ingegneristiche.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\nIntroduzione all’analisi agli elementi finiti (FEA):\n\nPrincipi di base della FEA;\nDescrizione della metodologia di calcolo;\nIllustrazione di casi applicativi: benefici e limitazioni.\n\n\nFondamenti di Machine Learning (ML):\n\nIntroduzione ai concetti di machine learning;\nApprendimento supervisionato\, non supervisionato e con rinforzo;\nAlgoritmi di regressione\, classificazione e clustering.\n\n\nIntegrazione di FEA con ML:\n\nSfide e opportunità;\nPanoramica delle ricerche e delle applicazioni recenti;\nIllustrazione di casi applicativi.\n\n\nOttimizzazione della generazione di mesh con ML:\n\nTecniche tradizionali di generazione di mesh;\nIntroduzione alla generazione di mesh basate su ML;\nEsercitazioni pratiche con l’utilizzo di librerie ML (DMG. Gmsh\, Netgen …).\n\n\nRiduzione dei costi computazionali con il ML:\n\nIdentificazione dei colli di bottiglia computazionali nella FEA e tecniche in uso per riduzione dei tempi di calcolo (solutori avanzati\, metodo FEM generalizzato\, calcolo parallelo);\nTecnica di calcolo FEM non lineare con modelli surrogati di ordine ridotto (MOR): Proper Orthogonal Decomposition-Galerkin e Discrete Empirical Interpolation Method (POD-DEIM);\nTecnica di Recurrent Neural Network (RNN) per il calcolo FEM multiscala;\nSurrogato di calcolo FEM multifisico tramite Convolutional Neural Network (CNN);\nIllustrazione di casi applicativi e riepilogo di vantaggi e svantaggi di ogni tecnica.\n\n\nCenni alla definizione e all’utilizzo di ML per il miglioramento delle capacità predittive e dell’accuratezza dei risultati della FEA\, calibrazione del modello di materiale\, tecniche di validazione.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Attrito e Usura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nProf.ssa Nora Lecis \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa maggioranza dei corpi a contatto e in mutuo strisciamento (tra i quali componenti meccanici e gli utensili per le lavorazioni tecnologiche)\, in esercizio possono danneggiarsi in superficie a causa dell’usura. L’interazione tra le superfici a contatto\, inoltre\, è caratterizzata dalla presenza dell’attrito\, che provoca una dissipazione di energia\, con notevoli perdite di rendimento del sistema ingegneristico. I costi economici dovuti a questi fenomeni possono essere elevatissimi: si parla in genere di valori intorno al 4% del PIL di una nazione industrializzata come l’Italia.\nParticolarmente interessante è il fatto\, tuttavia\, che almeno il 25% di questi costi sarebbero evitabili se\, in fase di progetto o manutenzione\, venissero adottati opportuni criteri “tribologici”. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLa progettazione meccanica spesso trascura l’usura e l’attrito\, concentrandosi essenzialmente sulla resistenza a fatica.  \nIn caso di errato funzionamento di origine tribologica molto spesso si interviene “a posteriori”\, cercando di rimediare nel modo migliore. L’obiettivo principale di questo corso è quello di fornire le adeguate conoscenze tribologiche ed i relativi strumenti operativi sia per poter intervenire al meglio “a posteriori” sia\, soprattutto\, per essere in grado di realizzare una progettazione tribologica “a priori”\, che permetta di evitare costosi e\, spesso\, insufficienti\, interventi successivi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto principalmente a tecnici dell’industria\, a neolaureati e neo-diplomati.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nSono necessarie conoscenze di base di matematica\, fisica e meccanica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nAl termine del corso lo studente sarà in grado di riconoscere i principali meccanismi di cedimento dovuti ad usura e sulla base delle conoscenze acquisite sarà in grado di affrontare i problemi legati alla progettazione corretta di un sistema tribiologico anche in assenza di procedure di progettazione consolidate.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nl Corso si articolerà sviluppando le seguenti tematiche: \n  \n1) SUPERFICI A CONTATTO\n\nContatto tra superfici ideali\nCaratteristiche microgeometriche delle superfici\nArea reale di contatto\nAdesione tra superfici a contatto (cenni) \n  \n2) ATTRITO\n\nAttrito statico e dinamico\nInfluenza dell’attrito sugli sforzi di contatto\nDeformazioni plastiche alle asperità\nTeoria adesiva dell’attrito\nAttrito e fenomeni di trasferimento\nEffetto della rugosità iniziale\nAttrito volvente\nContributo abrasivo all’attrito\nRiscaldamento superficiale \n  \n3) LUBRIFICAZIONE E LUBRIFICANTI\n\nLubrificazione solida\nLubrificazione limite\nLubrificazione fluida (Viscosità lubrificanti liquidi\, Teoria della lubrificazione liquida)\nLubrificazione plasto-idrodinamica\nTipologie di lubrificanti liquidi (cenni) \n  \n4) MECCANISMI DI USURA\n\nUsura adesiva\nUsura tribossidativa\nUsura abrasiva\nUsura per fatica superficiale \n  \n5) PROCESSI DI USURA\n\nUsura per strisciamento (usura severa e moderata\, Effetto della lubrificazione\, Metodi di controllo dell’usura per strisciamento\, materiali per impieghi tribologici)\nUsura per sfregamento\nUsura per rotolamento-strisciamento\nUsura abrasiva da particelle dure\nUsura erosiva \nProve tribologiche (Perno contro disco\, Blocco contro anello\, disco contro disco\, 4 sfere\, DSRW\, PAWT) \n  \n6) INGEGNERIA DELLE SUPERFICI IN TRIBOLOGIA\n\nTipologie di trattamenti superficiali\nTrattamenti di modifica microstrutturale (Trattamenti meccanici\, Tempra superficiale)\nTrattamenti termochimici per diffusione (Cementazione\, Nitrurazione\, Altri)\nTrattamenti di conversione (Fosfatazione\, Ossidazione anodica)\nRivestimenti superficiali (Metallici\, Sottili\, Spessi) \nPresentazione di casi di studio[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Frattura e integrità strutturale delle tubazioni
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nProf. Pietro Paolo Milella\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa terra è attraversata da milioni di chilometri di tubazioni che rappresentano il sistema più efficace di trasporto di fluidi liquidi o gassosi. Poiché ogni tubazione ha verosimilmente una saldatura longitudinale ed una circonferenziale di testa\, ai sistemi di tubazione restano associati milioni di chilometri di saldature che sono il sito più probabile di esistenza di difetti e\, in particolare\, di cricche. Per tale ragione negli anni ’60 del secolo scorso\, sotto la richiesta irrinunciabile di sicurezza avanzata in campo nucleare\, iniziò negli Stati Uniti una campagna di studio e ricerca sperimentale sul comportamento a frattura delle tubazioni e sui relativi metodi di analisi e calcolo. Quella campagna iniziale crebbe enormemente nei decenni successivi estendendosi in tutto il mondo ed anche in Italia dove l’ente di sicurezza nucleare\, l’ENEA-DISP\, dette vita al più massiccio studio teorico-sperimentale mai condotto in Europa\, portando a rottura oltre 100 tubazioni\, in scala reale\, di acciaio al carbonio ed inossidabile\, sotto la diretta responsabilità dell’Ing. Pietro Paolo Milella\, docente del corso in oggetto. Da tutti quegli studi basati sulla Meccanica della Frattura Elasto-Plastica e Totalmente Plastica\, nacquero e si svilupparono tre metodi fondamentali di analisi\, oggi divenuti standard di progetto: 1) Net Section Collapse Method\, 2) J-integral Engineering Approach e 3) R-6 Failure Assessment Method. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nScopo del corso è quello di presentare queste tre diverse metodologie di analisi e calcolo a frattura delle tubazioni con il dovuto dettaglio ed esempi di calcolo. Si tratta di un corso totalmente nuovo che non ha eguali in Italia né all’estero. Emergerà chiara la circostanza che nessun altro metodo di calcolo tradizionale è in grado di garantire l’integrità strutturale dei sistemi di tubazione sia sotto l’azione di una pressione interna che sotto quella di un momento flettente derivante\, in particolare\, da un sisma e dai relativi spostamenti differenziati anche introdotti durante la fase di messa in opera delle tubazioni.  [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri\, ricercatori e tecnici che si occupano di progettazione e calcolo strutturale di tubi e sistemi di tubazione o di recipienti in pressione di qualunque tipo\, come caldaie od altro o generatori di vapore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso è del tutto autosostenentesi. Tutte le conoscenze occorrenti che sono quelle della Meccanica della Frattura Lineare Elastica\, Elasto-Plastica o Totalmente Plastica saranno acquisite nel Corso stesso.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nMassima capacità di progettazione dei sistemi di tubazione al di là dei limiti insiti nel calcolo convenzionale che non prevede mai l’esistenza di alcun difetto come cricche o discontinuità acute nel materiale base o in quello di saldatura. Il corso esamina sia gli aspetti tecnologici del problema che quelli del calcolo vero e proprio\, pur nella ristrettezza del tempo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIl Corso è suddiviso in tre parti: \n  \nI Parte: Analisi dei sistemi di tubazione di qualunque spessore con il metodo del Net Section Collapse Load (NSCL) che rappresenta l’approccio più semplice ed immediato. Esempi di calcolo e prove sperimentali di appoggio. \nII Parte: Analisi dei sistemi di tubazione con il metodo del J-Integral Engineering Approach che rappresenta il livello di progettazione elasto-plastica più avanzato rispetto al NSCL. Esempi di calcolo e prove sperimentali di appoggio. \nIII Parte: Analisi dei sistemi di tubazione con il metodo semi-empirico R-6 nella sua forma originale basata sul Crack Tip Opening Displacement (CTOD)\, formulazione inglese\, ed in quella più avanzata derivante dall’accoppiamento con il J-Integral Engineering Approach.\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Meccatronica: fondamenti e applicazioni
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocenti:\nProf. Massimo Sorli\nProf. Giorgio Figliolini  \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa meccatronica è la disciplina ingegneristica in cui convergono sinergicamente meccanica di precisione\, controllistica\, elettronica e informatica. Un sistema meccatronico è costituito da un sistema meccanico con attuazione elettrica\, idraulica o pneumatica\, che è controllato elettronicamente al fine di soddisfare definite specifiche funzionali. Un sistema di sensori consente la chiusura dell’anello di controllo. Inoltre\, un sistema meccatronico è composto da diversi sottosistemi con differenti caratteristiche fisiche\, che derivano da fenomeni meccanici\, elettromagnetici\, termodinamici e fluidodinamici\, i quali devono interagire in modo sinergico al fine di rispettare i requisiti di funzionalità richiesti in fase di progetto. La meccatronica trova importanti applicazioni nel mondo dei trasporti (settori automobilistico\, ferrotranviario\, aerospaziale)\, nel campo dell’automazione industriale (macchine utensili\, centri di lavoro\, sistemi di movimentazione) e della robotica (robot industriali\, umanoidi\, “pet” robot)\, della domotica (dispositivi e impianti intelligenti) e della medicina (protesi e riabilitazione).[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso di meccatronica affronta da un punto di vista tecnico e descrittivo/funzionale le problematiche riguardanti i sistemi meccatronici che costituiscono i dispositivi di attuazione controllata\, che si trovano nei servosistemi meccanici e nell’automazione industriale. Vengono in particolare descritti dal punto di vista funzionale\, i principali componenti che costituiscono un generico servosistema\, quali gli attuatori con i rispettivi dispositivi di azionamento\, il sistema di sensorizzazione ed il controllore\, anche in relazione alle modalità di gestione e programmazione. Sono previsti diversi esempi applicativi in cui si rivolge particolare attenzione agli aspetti funzionali\, piuttosto che a quelli fisico-matematici\, e alla modellazione e conseguente simulazione a calcolatore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso di meccatronica è principalmente rivolto ai tecnici\, periti o ingegneri di primo o secondo livello\, che operano nel campo dei sistemi  meccatronici con l’obiettivo primario di acquisire o migliorare le proprie competenze tecniche trasversali e interdisciplinari.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nI prerequisiti minimi per una corretta comprensione degli argomenti erogati nel corso di meccatronica\, sono quelli tipici che caratterizzano la formazione di un tecnico operante nell’ambiente industriale. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nLe competenze che i discenti acquisiranno tramite il corso in meccatronica sono una buona conoscenza dei principali componenti che costituiscono un servosistema idraulico\, pneumatico o elettromeccanico\, nonché la comprensione delle modalità di regolazione del servosistema in relazione alle prestazioni statiche e dinamiche richieste dalla specifica applicazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n1° Giornata  \nDefinizione di sistema meccatronico. Principali componenti: attuazione\, sensorizzazione\, interfacciamento\, controllo. Tipologie di attuazione: elettrica\, pneumatica e oleoidraulica. Controllo dei sistemi meccanici: Sistemi del primo e del secondo ordine; Analisi della risposta a gradino e della risposta in frequenza; Funzioni di trasferimento; Sistemi in retroazione. Esempi applicativi. \n2° Giornata  \nDispositivi e sistemi oleoidraulici. Valvole digitali e proporzionali: caratteristiche meccatroniche costruttive e analisi delle prestazioni statiche e dinamiche. Schemi funzionali e circuiti. Servovalvole jet-pipe e flapper–nozzle. Servosistemi idraulici: esempi applicativi. \nDispositivi e sistemi elettropneumatici. Valvole digitali e continue: caratteristiche meccatroniche costruttive e analisi delle prestazioni statiche e dinamiche. Schemi funzionali e circuiti. Valvole digitali modulate e tecniche di modulazione. Servosistemi pneumatici: esempi applicativi. \n3° Giornata  \nDispositivi e sistemi elettromeccanici. Motori elettrici e azionamenti. Accoppiamento motore-carico diretto e indiretto. Analisi dei transitori. Trasmissione del moto: riduttori di velocità; viti a ricircolo e a rulli; cinghie e catene; giunti e frizioni. Servosistemi elettromeccanici: esempi applicativi. PLC e controllori PID: principi di funzionamento e programmazione. Sensori e organi di fine corsa. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Sicurezza chimica dei materiali: conformità alle norme europee REACH e CLP
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDott. Chim. Eugenio Melani  \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nQuadro regolatorio delle sostanze chimiche nell’Unione Europea per la tutela della salute umana e dell’ambiente. \nLa transizione di sostanze e miscele in articoli\, le informazioni da comunicare per la gestione del rischio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nTrasmettere in azienda competenze specifiche sulla legislazione UE relativa alla sicurezza chimica dei prodotti. Applicare le prescrizioni\, dichiarare e comunicare la conformità del fornitore di articoli\, gestire la comunicazione lungo la catena di approvvigionamento in relazione a sostanze pericolose vietate o da dichiarare.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nReferenti dell’area: \n\nricerca e sviluppo\nufficio tecnico\nqualità\n\nsalute/sicurezza/ambiente[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\n\nConoscenza e applicazione della legislazione europea relativa alla sicurezza chimica dei prodotti.\nRispetto delle prescrizioni\, dichiarazione e comunicazione della conformità del fornitore di articoli\, gestione della comunicazione lungo la catena di approvvigionamento in relazione a sostanze pericolose vietate o da dichiarare.\nCapacità di gestione delle SDS di materie prime e prodotti finiti.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nRegolamento europeo REACH \n\nSintesi di principi\, definizioni e prescrizioni del regolamento REACH;\nEsenzione dalla registrazione per sostanze recuperate (End of Waste);\nObblighi di informazione lungo la catena di approvvigionamento: SVHC\, restrizioni e autorizzazioni;\nSchede di dati di sicurezza: obbligo di trasmissione\, corretta compilazione e aggiornamenti.\n\n  \nRegolamento europeo CLP \n\nLa classificazione\, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele in relazione ai pericoli fisici\, per la salute e per l’ambiente.\nSintesi di principi\, definizioni e prescrizioni del regolamento europeo CLP;\n\n  \nApplicazioni REACH-CLP \n\nSchede di dati di sicurezza di sostanze e miscele (esempi di SDS)\,\nNotifica SCIP per articoli che contengono sostanze pericolose.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Transizioni 4.0 e 5.0
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nFederico Valente \n ingegnere\, MBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nValente Federico \nSi è laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino nel febbraio 1994. Nel maggio 1994\, ha ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere\, iscritto all’albo presso la provincia di Torino dal 2007 e presso la provincia di Asti dal 2021. Possiede il diploma MBA (Master of Business Administration) ottenuto presso la scuola SAA (Scuola d’Amministrazione Aziendale) dell’Università di Torino\, laureandosi con lode nel gennaio 2015. Possiede il certificato BEC (Business English Certificate) Higher ed il certificato Six Sigma Black Belt. \nDopo una breve parentesi presso il Dipartimento di Fisica del Politecnico di Torino (borsa INFM)\, ha iniziato l’attività lavorativa nel 1994 presso il Centro Ricerche Fiat\, dove si è occupato di analisi FEM di processo di stampaggio e di prestazione di prodotto\, di sviluppo programmi in FORTRAN e metodologie CAE\, di progettazione e calcolo di componenti realizzati con tecnologie e materiali innovativi. \nDal 2000 al 2005 ha lavorato presso la divisione “Stampaggio” del Gruppo CLN\, dove ha avuto la responsabilità dell’attività di calcolo ad elementi finiti e della gestione di progetti di sviluppo prodotto. Dal 2005 a metà del 2013 presso la divisione “Ruote” dello stesso Gruppo\, ha avuto la responsabilità di funzione in ambito R&D\, e successivamente dell’industrializzazione nello stabilimento di produzione italiano e gestione delle tecnologie a livello Corporate. Si è occupato di metodi per la gestione della qualità e del miglioramento continuo\, guidando team inter-funzionali su questi temi. \nDa giugno 2013\, è rappresentante legale della Società ITACAe s.r.l.\, di cui è stato anche co-fondatore e direttore tecnico\, oggi socio unico. ITACAe realizza servizi di tipo ingegneristico per la progettazione e l’ingegnerizzazione di prodotto e di processo. Supporta lo sviluppo di linee guida pratiche di implementazione competenze ICT in ambiente di produzione industriale di SME. Svolge attività di consulenza tecnica per l’ente certificatore RINA. \nDa aprile 2016\, è membro del Consiglio Direttivo di AITA (Associazione Italiana Tecnologie Additive). Da febbraio 2018\, è esperto designato da AITA per la partecipazione e il coordinamento del GdL legato al processo di valutazione dei contenuti delle norme CEN e ISO\, per la commissione UNI/CT 529 «Additive Manufacturing».\nPossiede più di 30 pubblicazioni e articoli per conferenze internazionali e riviste specializzate e un brevetto per un nuovo processo di fabbricazione di prodotto Automotive (“EP2628611B1”). È esperto designato per la valutazione di progetti finanziati dalla Commissione Europea H2020 e coach designato per supporto ad alcune SME vincitrici di progetti finanziati dalla Commissione Europea (SME-Instruments).\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa disciplina trattata nel corso è l’insieme delle conoscenze che gli operatori\, imprese e consulenti\, devono assimilare per rispondere nel modo più efficace ed efficiente ai requisiti della quarta rivoluzione industriale e della transizione 5.0. La transizione 4.0 è resa possibile dalla digitalizzazione\, cioè il processo di conversione in formato digitale di dati raccolti nei processi produttivi e funzionali\, dalla disponibilità di sensori e di connessioni a basso costo\, associata a un impiego pervasivo di dati e informazioni\, di tecnologie computazionali e di analisi dei dati\, di nuovi materiali\, macchine\, componenti e sistemi automatizzati\, digitalizzati e connessi (internet of things and machines)\, dalla certificazione dei beni strumentali per l’ottenimento di agevolazioni fiscali tramite regolamentazione che resterà in vigore fino al 2025. La transizione 5.0 è parte integrante di un modello di sviluppo industriale “rigenerativo e circolare”\, con investimenti a partire dal 2024 in beni strumentali materiali o immateriali 4.0\, beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili\, formazione del personale in competenze per la transizione verde\, con l’ottenimento di benefici fiscali vincolato alla dimostrazione di risultati misurabili in termini di efficienza energetica o risparmio di energia.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso intende trasmettere la conoscenza degli aspetti legati alla digitalizzazione e alla certificazione delle imprese secondo il paradigma della cosiddetta transizione 4.0\, dal punto di vista operativo. Un secondo obiettivo del corso è la preparazione alla transizione 5.0 e alla relativa trasformazione / creazione di Impresa resiliente\, umanocentrica e sostenibile.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nProfessionisti nel campo della gestione e analisi dei dati (data scientists\, data architects)\, Agile Transformation (specialisti in metodologie lean) e HR Innovation (specialista del Digital Learning)\, software engineer\, data engineer\, certification engineer\, innovation manager\, specialisti di AI\, ML\, IoT\, robotica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza delle nozioni base di IT\, delle tecnologie legate alla digitalizzazione dell’impresa\, delle metodologie lean.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl partecipante ha la possibilità di formare le basi per poter affrontare e impostare un progetto di digitalizzazione o di certificazione dell’impresa secondo il paradigma della transizione Industria 4.0 e di prepararsi alla transizione 5.0.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nPiano industria 4.0: \n\nPanoramica\nDigitalizzazione\n\nRoadmap per la creazione di una Fabbrica Intelligente\nModalità di revisione dei Processi Industriali nelle aree Produzione – Sviluppo Nuovo Prodotto – Logistica\nStrumenti statistici per la definizione delle frequenze di campionamento e per il controllo di processo\nAnalisi Indici di Efficienza – OEE (Overall Equipment Effectiveness)\nTecniche di Miglioramento continuo (Kaizen): Root Cause Analysis (RCA)\, Plan\, Do\, Check\, Act (PDCA)\nTeoria e applicazione del controllo statistico di processo (SPC)\n\n\nCertificazione\n\nTipologie di beni agevolabili\nRequisiti tecnici da soddisfare\nObblighi di legge\nBenefici economici\nStruttura di una relazione tecnica\nNovità introdotte nella ldb 2024\n\n\nEsempi di casi ammissibili\, non ammissibili e particolari\n\n  \nTransizione 5.0: \n\nPanoramica\nDettagli delle misure\nTipologie di beni agevolabili\nPrerequisiti\, aliquote\, misure affiancate di incentivazione\nBenefici economici\nSistema di certificazione\nApplicazione tecniche di intelligenza artificiale e analisi dei dati\nSicurezza informatica\nRoadmap per la creazione di una Impresa resiliente\, umanocentrica e sostenibile\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Innovation Management
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2867″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nInnovation Manager Paolo Sordo \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nInnovation Manager Sordo Paolo \n  \nE’ Innovation Manager certificato UNI 11814\, iscritto negli elenchi nazionali di Unioncamere e del MISE (2019) nonché nel MIMIt (2023)\, e ha oltre trent’anni di esperienza nel campo della gestione aziendale.\nLe aree di specializzazione sono: innovazione\, digitalizzazione e\, più recentemente\, sostenibilità. \nHa collaborato con un’ampia varietà di aziende\, dalle start-up emergenti alle grandi imprese\, guidandole attraverso le sfide dell’innovazione globale e supportandole nella trasformazione dei loro modelli di business.\nL’esperienza di Paolo Sordo comprende anche la gestione di complesse riorganizzazioni aziendali e l’introduzione di innovazioni tecnologiche\, sempre con focus sulla sostenibilità e l’efficienza.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl corso di Innovation Management è un percorso formativo avanzato\, progettato per ampliare le competenze nel settore dell’innovazione. Il corso è strutturato per offrire una comprensione approfondita delle dinamiche dell’innovazione aziendale\, con un focus particolare sull’Innovation Management e sulla costruzione di un efficace Innovation Management System (IMS). I partecipanti acquisiranno competenze pratiche e strategiche essenziali per guidare l’innovazione all’interno delle loro organizzazioni. \nI temi cruciali trattati sono: la leadership nell’innovazione\, la gestione strategica in contesti innovativi\, l’open innovation e i vari livelli di innovazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIn questo corso di Innovation Management\, l’obiettivo principale è fornire ai professionisti le competenze e le strategie necessarie per guidare con successo l’innovazione nelle loro organizzazioni. I partecipanti impareranno a: \n\n Gestire l’innovazione in modo sistematico: acquisire metodologie per strutturare e gestire processi di innovazione\, garantendo che siano integrati efficacemente nelle operazioni aziendali quotidiane.\n Stimolare la creatività e l’innovazione sostenibile: sviluppare strategie per incoraggiare la creatività e l’innovazione all’interno dei team\, promuovendo soluzioni che siano non solo innovative ma anche sostenibili e responsabili.\n Valutare e mitigare i rischi dell’innovazione: Imparare a identificare e gestire i rischi associati all’introduzione di nuove idee e tecnologie\, assicurando un equilibrio tra innovazione e stabilità operativa.\n Creare un ambiente favorevole all’innovazione: fornire gli strumenti per sviluppare una cultura aziendale che supporti e valorizzi l’innovazione\, trasformando le idee in azioni concrete e risultati misurabili.\n Guidare il cambiamento e la trasformazione: imparare a guidare il cambiamento all’interno delle organizzazioni\, superando le resistenze e allineando le iniziative di innovazione con gli obiettivi aziendali a lungo termine.\nPromuovere la leadership nell’innovazione: sviluppare le capacità di leadership necessarie per ispirare e guidare i team verso il successo nell’ambito dell’innovazione.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nDipendenti\, manager e professionisti [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nNessun prerequisito perché il tema sarà sviluppato dalle basi[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nConoscenza approfondita degli aspetti legati all’innovazione con particolare riferimento alla sua gestione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\nStoria e concetti dell’innovazione\nStrategia dell’innovazione \nPolitica dell’innovazione\nContesto dell’organizzazione\nRisorse per l’innovazione\nGrado dell’innovazione \nClosed e open innovation.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Metodi avanzati di progettazione a fatica
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2384″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Pietro Paolo Milella \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nProf. Pietro Paolo Milella \nSi è laureato in Ingegneria Nucleare all’Università di Roma La Sapienza.\nDirettore della Divisione Analisi e Tecnologie Meccaniche dell’ENEA/DISP.\nResponsabile\, dal 1979 al 1994\, di tutte le ricerche di sicurezza nucleare per i reattori ad acqua in Italia in campo meccanico.\nCoordinatore\, nel 1995\, con funzioni di Direttore Generale\, della prima Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA).\nGià docente di Costruzioni di Macchine all’Università di Cassino e di Impatto Ambientale dei Cicli Produttivi.\nÈ stato membro unico\, in rappresentanza dell’Italia\, del Principal Working Group No. 3 dell’OCSE di Parigi sulla sicurezza dei componenti in pressione e del Gruppo di Lavoro dell’Agenzia Atomica Internazionale (IAEA) di Vienna on Structural Integrity of Reactor Pressure Components.\nGià membro del Pressure Vessel Research Commitee americano (PVRC) e di diversi gruppi di lavoro delle ASME e ASTM.\nHa scritto il libro: Meccanica della Frattura Lineare Elastica ed Elastoplastica ed il libro: Fatigue and Corrosion in Metals.\nÈ autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.\nÈ stato presidente della società PPMsrl di progettazione e consulenza industriale nel campo dell’analisi strutturale e progettazione a Fatica\, Corrosione e Meccanica della Frattura.\nDa oltre 20 anni è docente nei corsi di Fatica\, Meccanica della Frattura e Corrosione per ingegneri professionisti \n\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa Fatica è la causa principale dei cedimenti strutturali che avvengono in servizio\, rappresentando oltre l’80 percento di questi. Lo studio della fatica\, ancorché iniziato già a metà Ottocento\, si è particolarmente sviluppato solo di recente\, dopo la Seconda guerra mondiale\, con lo sviluppo dell’aviazione e dei voli spaziali\, l’uso di nuovi materiali e leghe a medio-alta resistenza e le richieste sempre più avanzate di prestazioni da parte dei progettisti. Non c’è materiale\, struttura o campo di applicazione industriale che possa dirsi esente da problemi di resistenza a fatica e ciò spinge sulla necessità di conoscenze sempre più approfondite ed avanzate di metodi di calcolo che fanno anche ricorso irrinunciabile a procedure di analisi probabilistica solitamente trascurate e poco conosciute.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nTra le diverse metodologie progettuali oggi a disposizione del progettista\, se ne possono individuare due particolarmente avanzate\, decisamente innovative ed efficaci\, basate su due approcci totalmente diversi che\, ancorché afferenti allo stesso meccanismo di generazione del danno di fatica\, fanno uso di metodi di calcolo distinti. Entrambi i metodi riconoscono nel volume di processo il principale fattore di cedimento dei materiali. Quanto più esso è grande tanto maggiore è l’effetto affaticante. Diverso\, tuttavia\, è l’uso che i due metodi fanno di tale volume di processo. Nel primo\, la sua definizione ed il suo calcolo\, che includono anche gli effetti della tensione media e delle tensioni residue\, incidono sulla forma della curva di Wöhler e sul limite di resistenza a fatica che possono anche risultare profondamente modificati. Nel secondo metodo\, il volume di processo determina la grandezza del peggior difetto atteso nel materiale (solitamente una fase non metallica forestiera o inclusione) da cui dipenderà la sua resistenza a fatica. Alla curva di Wöhler si sostituisce il diagramma di Kitagava-Takahashi. I due metodi vengono dettagliatamente descritti e avvalorati da esempi applicativi particolarmente significativi volti a dare ai partecipanti al corso la più completa padronanza delle basi teoriche e delle metodologie di calcolo\, pur nella ristrettezza dei tempi. Il risultato sarà una sorprendente\, nuova e piacevole attitudine al calcolo di fatica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nA chi è rivolto Ingegneri\, ricercatori e tecnici che si occupano di progettazione e calcolo strutturale ed uso di materiali e tecniche costruttive.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso è del tutto autosostenentesi. Tutte le conoscenze occorrenti sono quelle universitarie o tecnico professionali.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nCapacità di progettazione a fatica di componenti meccanici al di là degli schemi convenzionali con un grado di affidabilità e di probabilità di sopravvivenza che questi non riescono ad assicurare. Capacità di analisi dell’effettiva qualità dei materiali e di previsione del loro comportamento a fatica[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIl corso è suddiviso in tre parti: \nI Parte \nfenomenologia della fatica. Sviluppo\, crescita e progressione del danno di fatica. Definizione e calcolo del volume di processo su cui agisce la fatica e dei fattori che ne determinano il valore. \nII Parte \ncurve di Wöhler; approccio tensione-vita\, retta di Basquin e di Mason-Coffin\, effetto della tensione media. Costruzione delle curve di progetto specifiche in base all’effettivo volume di processo. \nIII Parte \nDiagramma di Kitagawa-Takahashi\, ricerca della distribuzione delle inclusioni e dei difetti e determinazione della massima dimensione attesa attraverso l’uso del calcolo probabilistico. Determinazione del limite di resistenza a fatica relativo ad una richiesta specifica di probabilità di sopravvivenza. Limite di resistenza a fatica secondo Murakami. Applicazioni pratiche di quanto descritto nelle parti precedenti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Interazione idrogeno – materiali metallici: fenomenologia e modellazione
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”1682″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Leonardo Bertini\, Università di Pisa \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nProf. Leonardo Bertini\, Università di Pisa \nLeonardo Bertini ha operato per circa tre anni\, in qualità di ingegnere\, presso gli uffici tecnici di due aziende nazionali operanti nel settore meccanico: la Nuovo Pignone di Firenze e la Costruzioni Metalliche FINSIDER (CMF) di Livorno. \nDal 1984 al 1986 ha seguito il corso di Dottorato di Ricerca in Meccanica dei Materiali\, svolgendo una ricerca nel campo della corrosione-fatica di acciai strutturali in ambiente marino. \nDal 1988 è divenuto Professore Associato e dal 2000 Ordinario nel settore scientifico disciplinare Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine presso l’Università di Pisa \nLa sua attività di ricerca riguarda principalmente i settori scientifici: \n\ncomportamento a fatica dei materiali metallici e compositi\, di giunti saldati e di componenti in piena scala\, anche ad alta temperatura ed in ambiente corrosivo\nmeccanica della frattura\, teorica e sperimentale\ninfragilimento da idrogeno.\nmisura e modellazione di stati di autotensione\nmodellazione numerica tramite FEM\n\nQuesta attività\, spesso in collaborazione con aziende leader in campo internazionale\, ha prodotto circa 130 memorie\, molte delle quali pubblicate su prestigiose riviste internazionali del settore. \nHa ottenuto i seguenti riconoscimenti: \n\nPremio AIAS 1992 e 2000\nPremio CEGB del Journal of Strain Analysis for Engineering Design\nPremio SMAU per l’Innovazione 2016\n\nHa contribuito allo sviluppo dei seguenti brevetti: \n\nDispositivo per la rilevazione di caratteristiche meccaniche di materiali\nHelios: Tecnica innovativa per la misura del contenuto di idrogeno\n\nHa inoltre ricoperto le seguenti cariche: \n\n\nPresidente del Consiglio di Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Meccanica \n\n\nDirettore della Scuola di Dottorato in Ingegneria “Leonardo da Vinci” \n\n\nDelegato del Rettore per la promozione di spin-off\, start-up e brevetti \n\n\nMembro del Consiglio Direttivo\, Segretario e\, infine Presidente dell’Associazione Italiana per l’Analisi delle Sollecitazioni (AIAS) \n\n\n\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”1688″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Renzo Valentini\, Università di Pisa \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nProf. Renzo Valentini\, Università di Pisa \nLaureato in Ingegneria Nucleare con indirizzo Materiali\, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Metallurgica ed attualmente è Professore Ordinario nel Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale settore scientifico disciplinare Metallurgia presso l’Università di Pisa. Ha partecipato in qualità di responsabile scientifico dell’Unità di Ricerca dell’Università di Pisa a progetti di ricerca a livello nazionale ed internazionale.\nL’attività di ricerca riguarda principalmente quattro settori:\n• Interazione dell’idrogeno con i materiali metallici\n• Sviluppo e studio di nuovi tipi di leghe metalliche sia per le costruzioni meccaniche che per prestazioni speciali\n• Problematiche metallurgiche di saldatura negli acciai\n• Innovazione dei processi di produzione siderurgici\nE’ autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche.\nE’ stato coordinatore dei seguenti gruppi di lavoro:\n-Coordinatore del gruppo di lavoro in Federacciai per la costituzione della Piattaforma Tecnologica Italiana sull’Acciaio (ACIES) dal 2007 al 2008.\n-Coordinatore scientifico nel 2014 di uno studio tecnico/scientifico commissionato dalla Regione Toscana avente lo scopo di investigare circa le possibili attività di innovazione e riqualificazione delle attività portuali e siderurgiche di Piombino.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl corso si inserisce all’interno della meccanica dei materiali\, intendendo\, in particolare\, illustrare le complesse interazioni tra l’idrogeno ed i materiali metallici (diffusione\, infragilimento)[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso si propone di formare tecnici operanti nella filiera che vede l’impiego dell’idrogeno come vettore energetico\, operando nelle sue diverse fasi di produzione\, immagazzinamento e distribuzione. \nIn tutte queste fasi\, è di fondamentale importanza la scelta dei materiali e la comprensione\, modellazione e previsione del loro comportamento\, nel tempo\, in presenza di idrogeno gassoso. \nIl corso si propone di fornire una panoramica di competenze di base sulla interazione idrogeno-materiali metallici e sugli strumenti di modellazione e previsione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri operanti nel campo della progettazione e gestione di manufatti potenzialmente in presenza di idrogeno. Ingegneri e tecnici interessati all’intera filiera dell’idrogeno come vettore energetico.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nCompetenze relative al comportamento meccanico dei materiali metallici ed alle loro proprietà di base[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nI partecipanti al corso acquisiranno competenze relativa ai fenomeni che governano l’interazione tra idrogeno e materiali metallici e sugli strumenti matematici e numerici (FEM) utilizzabili per la loro modellazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n  \n\nGeneralità\, cenni storici e rilevanza moderna del fenomeno\nDiffusione e solubilità dell’Idrogeno nei metalli\nConcetto di trappole reversibili ed irreversibili\nConcetto di idrogeno diffusibile e totale\nTecniche di misura dell’idrogeno\nMeccanismi di base del danneggiamento da idrogeno: attacco\, blistering\, infragilimento\nInfragilimento dall’interno e dall’esterno dei materiali: il ruolo dell’idrogeno nella Stress Corrosion Cracking\nEffetti combinati di stress-microstruttura-idrogeno nella frattura delle leghe metalliche\nPrincipali test meccanici per la valutazione dell’infragilimento da idrogeno\nCenni sui meccanismi di danneggiamento per fatica in presenza di idrogeno\nRimedi\, suggerimenti tecnici e scelta dei materiali per minimizzare i rischi di danneggiamento da idrogeno\nModelli matematici per la rappresentazione del processo di diffusione dell’idrogeno: prima e seconda legge di Fick\nSoluzioni delle equazioni di Fick in alcuni casi notevoli\, sia in regime stazionario che transitorio\nPresenza di trappole\nRappresentazione matematica delle trappole\nModello semplificato di Oriani e relativa soluzione\nModello di MacNabb e Foster e relative equazioni differenziali\nFormulazione dell’algoritmo di soluzione del problema generale della diffusione con trappole tramite Finite Difference Method\nProblemi di stabilità e convergenza della soluzione nel caso stazionario e transitorio\nFormulazione del problema della diffusione con il Finite Element Method\nModellazione di strutture con elementi “multifield”\nEsempi applicativi basati sul codice ANSYS\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Direttiva PED
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2372″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nIng. Mario Nivoli   \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nIng. Mario Nivoli   \nSi è laureato in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino ed è iscritto alla sezione B dell’Albo degli Ingegneri di Tornio. \nPer oltre 15 anni ha lavorato presso aziende di ingegneria e metalmeccaniche operanti su commessa in Italia ed all’estero\, prima come progettista e poi come responsabile di ufficio tecnico. Oggi mette a disposizione le proprie competenze come consulente e formatore. \nSi occupa di prodotti in pressione e macchinari per impianti e applicazioni critiche (petrolchimico\, processi industriali\, acciaierie\, energia\, nucleare)\, nello specifico: \n\ncompensatori di dilatazione metallici e manichette flessibili\nsupporti elastici per tubazioni\ncomponenti di macchinari per automazione\nstrutture fisse e pulegge funiviarie\nmacchinari di movimentazione pesante (carrelli semoventi\, ribaltatori e sollevatori idraulici ed elettromeccanici)\n\nSi occupa in particolare delle seguenti fasi dello sviluppo: \n\nattività tecnica pre-vendita\nanalisi delle specifiche e capitolato\nco-operazione alla stesura delle specifiche e capitolato\nprogettazione preliminare e di dettaglio\ndimensionamenti meccanici\ncalcoli strutturali con metodi analitici e ad elementi finiti FEM\nanalisi termo-meccaniche\nanalisi vibrazionali modali e di risposta in frequenza\ndisegnazione CAD\nstesura di piani di controllo e collaudo\ncertificazione di prodotto e di processo\ncoordinamento delle attività di saldatura secondo UNI EN ISO 3834\nadeguamento delle aziende ai requisiti delle norme ISO 9001\, ISO 3834\, EN 1090\ninstallazione\, montaggio ed ispezioni post-installazione degli impianti\n\n\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl 20 Luglio 2016 è entrata in vigore definitivamente in tutta Europa la Direttiva 2014/68/EU (Nuova PED) per le attrezzature a pressione che integra e sostituisce la storica direttiva 97/23/CE (PED) in vigore dal 29 Maggio 2002. In Italia è stata recepita attraverso il decreto legislativo attuativo del 15 Febbraio 2016 n. 26. \nLa Direttiva\, come la precedente\, deve essere applicata nella progettazione\, fabbricazione e valutazione di conformità delle attrezzature e dei componenti sottoposti a una pressione massima ammissibile superiore a 0.5 bar. \nI requisiti della Direttiva PED possono essere soddisfatti attraverso l’applicazione di norme europee armonizzate che godono del privilegio della presunzione di conformità alla Direttiva stessa (e in quanto tali sono riconosciute da tutti gli organismi Europei di certificazione notificati nei vari Paesi membri). \nNel contesto della Direttiva PED\, lo standard armonizzato considerato più importante è la norma EN13445: esso raccoglie in circa 1000 pagine tutte le informazioni e i criteri relativi ai materiali\, alla fabbricazione e\, soprattutto\, alla progettazione dei recipienti in pressione non sottoposti a fiamma\, proponendosi come alternativa agli standard ASME e alle norme nazionali europee (VSR\, Codap\, BS\, ecc) precedentemente in vigore. \nTra i capitoli più significativi di questo nuovo standard sono da considerare le parti dedicate alla “Design by Analysis” che affrontano il problema della verifica degli spessori e delle tensioni/deformazioni massime ammissibili attraverso le più recenti applicazioni agli elementi finiti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso proposto ha lo scopo di fornire\, oltre ad una informativa generale sulla Direttiva PED e sulla norma armonizzata EN 13445\, un iter procedurale di applicazione della norma nella parte 3 dedicata appunto alla Design by Analysis. Saranno perciò messi particolarmente in evidenza: le differenze e i parallelismi con le norme ASME Section VIII\, Division 2 per i ‘Pressure Vessels’\, i nuovi concetti e le nuove procedure applicative e\, soprattutto\, attraverso l’esecuzione completa di alcuni esempi le corrette modalità d’uso di modelli ad elementi finiti\, e del relativo post-processamento\, per la verifica secondo la nuova normativa dei recipienti in pressione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nProgettisti di apparecchi in pressione\, sia in generale\, che rispetto all’applicazione di modelli ad elementi finiti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di base del metodo agli elementi finiti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nAttraverso una lettura critica della normativa\, si approfondiscono i requisiti essenziali di sicurezza per poterli successivamente soddisfare in fase di progettazione. \nUn richiamo alle teorie alla base delle metodiche di progettazione secondo i codici EN ed ASME e al metodo degli elementi finiti consentiranno maggiore consapevolezza nell’applicazione dei metodi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\nDirettive europee per la certificazione di prodotto\nNorme armonizzate – new legislative framework\nDirettiva PED (info generali e recepimento italiano)\nL’Iter procedurale\nLe norme armonizzate Requisiti essenziali di sicurezza\nLa Progettazione strutturale di parti in pressione La Design by Formulas e la Design by Analysis\nRichiami FEA\nDesign by analysis: esempi applicativi\n\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Introduzione all'Intelligenza Artificiale
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2370″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nDott. Mirko Mazzoleni\, Università degli Studi di Bergamo \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nDott. Mirko Mazzoleni\, Università degli Studi di Bergamo \nHa conseguito la laurea magistrale (summa cum laude) in Ingegneria Informatica nel 2014 e il Dottorato di Ricerca in Ingegneria e Scienze Applicate (sistemi di controllo) nel 2018\, presso l’Università degli Studi di Bergamo. Attualmente è ricercatore RTD-B presso l’Università degli Studi di Bergamo. Da Novembre 2023 è abilitato come professore di seconda fascia mediante esame di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) nel settore concorsuale 09/G1 (Automatica). I suoi principali interessi di ricerca includono applicazioni teoriche e pratiche dell’identificazione dei sistemi dinamici e della diagnosi dei guasti. È co-fondatore di AISent\, una startup che progetta soluzioni di intelligenza artificiale nei campi dell’industria manifatturiera\, delle scienze della vita e dell’innovazione sociale.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2353″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nIng. Michele Ermidoro\, AISent srl \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nIng. Michele Ermidoro\, AISent srl \nHa conseguito la laurea magistrale (summa cum laude) in Ingegneria Informatica nel 2011 e il Dottorato di Ricerca in Ingegneria e Scienze Applicate (sistemi di controllo) nel 2015\, presso l’Università degli Studi di Bergamo. Dopo il dottorato ha svolto l’attività di consulente fino al 2021 seguendo progetti in ambito Data Science\, Machine Learning e Meccatronica. Nel 2018 ha fondato una startup\, AISent che si occupa di ingegnerizzare sistemi di intelligenza artificiale. Dal 2021 si dedica quasi completamente alla gestione dei progetti di computer vision in AISent. E’ docente a contratto per i corsi di Automazione Industriale e Control System Technology presso l’Università degli studi di Bergamo.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl contenuto del corso riguarda la progettazione di metodi e algoritmi per l’analisi dei dati e l’apprendimento automatico dai dati. Fanno parte dell’ambito del corso i concetti di machine learning\, regressione\, classificazione\, computer vision\, processamento del testo e clustering. Gli ambiti di utilizzo dei concetti del corso sono diversi data la possibilità odierna di acquisire e analizzare dati da ogni aspetto del business.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nL’obiettivo del corso è introdurre agli studenti i concetti di analisi del dato e come sia possibile prendere decisioni informate tramite gli strumenti di analisi dei dati proposti. Verranno presentati i concetti di regressione lineare e logistica\, le reti neurali e gli alberi decisionali. In particolare\, una lezione sarà dedicata alla computer vision (sia con metodi tradizionali che moderni) con esempi applicativi industriali. Il corso terminerà con una panoramica sul processamento del testo in linguaggio naturale e sul reinforcement learning. Durante il corso\, verranno presentati esempi in linguaggio Python.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nTecnici progettisti\, Manager\, Ingegneri\, Fisici\, Matematici. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nI requisiti minimi riguardano delle basi in algebra lineare\, analisi matematica reale e programmazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nGli studenti apprenderanno come stimare un modello di apprendimento dai dati\, sia supervisionato che non supervisionato\, applicando tali conoscenze ad ambiti applicativi come la computer vision. Le competenze acquisite sono generali e possono essere applicate agli ambiti applicativi di interesse dei singoli partecipanti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n  \nGIORNO 1\nMattino \n\nIntroduzione all’intelligenza artificiale\, data science e machine learning\nDai problemi di business ai problemi di data science\nRegressione lineare\n\nPomeriggio \n\nRegressione logistica\nLaboratorio pratico in python di regressione e classificazione\n\nGIORNO 2\nMattino \n\nOverfitting e regolarizzazione\nValidazione del modello di machine learning\n\nPomeriggio \n\nMetriche di performance del modello di machine learning\nAlberi decisionali e random forest\nLaboratorio pratico in python sulla regolarizzazione\, validazione\n\nGIORNO 3\nMattino \n\nReti neurali\nIntroduzione al deep learning\nSpiegabilità e interpretabilità delle reti neurali\nLaboratorio pratico in python su alberi decisionali\n\nPomeriggio \n\nMachine vision\nConvolutional neural networks\n\nGIORNO 4\nMattino \n\nObject detection\nLaboratorio pratico in python su reti neurali\nLaboratorio pratico in python su convolutional neural networks\n\nPomeriggio \n\nClustering\nPrincipal Components Analsyis\nLaboratorio pratico in python su clustering e PCA\n\nGIORNO 5\nMattino \n\nRecommender systems\nText analytics\nLaboratorio pratico in python su recommender systems text analytics\n\nPomeriggio \n\nBandit algorithms\nLaboratorio pratico in python su bandit algorithms\nOpen discussion\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
URL:https://www.consorziotcn.it/corso/introduzione-allintelligenza-artificiale/
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SUMMARY:Progettazione e Analisi degli Esperimenti
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SUMMARY:Attrito e Usura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/3″][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_custom_heading text=”Docenti:” font_container=”tag:h3|text_align:center|color:%23a02a25″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1700234854483{padding-top: 40px !important;}”][vc_column_text] \nProf. Nora Lecis \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/3″ css=”.vc_custom_1700234457257{margin-top: 20px !important;}”][vc_empty_space height=”20px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa maggioranza dei corpi a contatto e in mutuo strisciamento (tra i quali componenti meccanici e gli utensili per le lavorazioni tecnologiche)\, in esercizio possono danneggiarsi in superficie a causa dell’usura. L’interazione tra le superfici a contatto\, inoltre\, è caratterizzata dalla presenza dell’attrito\, che provoca una dissipazione di energia\, con notevoli perdite di rendimento del sistema ingegneristico. I costi economici dovuti a questi fenomeni possono essere elevatissimi: si parla in genere di valori intorno al 4% del PIL di una nazione industrializzata come l’Italia. \nParticolarmente interessante è il fatto\, tuttavia\, che almeno il 25% di questi costi sarebbero evitabili se\, in fase di progetto o manutenzione\, venissero adottati opportuni criteri “tribologici”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLa progettazione meccanica spesso trascura l’usura e l’attrito\, concentrandosi essenzialmente sulla resistenza a fatica. \nIn caso di errato funzionamento di origine tribologica molto spesso si interviene “a posteriori”\, cercando di rimediare nel modo migliore. L’obiettivo principale di questo corso è quello di fornire le adeguate conoscenze tribologiche ed i relativi strumenti operativi sia per poter intervenire al meglio “a posteriori” sia\, soprattutto\, per essere in grado di realizzare una progettazione tribologica “a priori”\, che permetta di evitare costosi e\, spesso\, insufficienti\, interventi successivi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto principalmente a tecnici dell’industria\, a neolaureati e neo-diplomati. \n [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nSono necessarie conoscenze di base di matematica\, fisica e meccanica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense/note relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni in Powerpoint utilizzate durante le lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIl Corso si articolerà sviluppando le seguenti tematiche: \n1) SUPERFICI A CONTATTO \n\nContatto tra superfici ideali\nCaratteristiche microgeometriche delle superfici\nArea reale di contatto\nAdesione tra superfici a contatto (cenni)\n\n2) ATTRITO \n\nAttrito statico e dinamico\nInfluenza dell’attrito sugli sforzi di contatto\nDeformazioni plastiche alle asperità\nTeoria adesiva dell’attrito\nAttrito e fenomeni di trasferimento\nEffetto della rugosità iniziale\nAttrito volvente\nContributo abrasivo all’attrito\nRiscaldamento superficiale\n\n3) LUBRIFICAZIONE E LUBRIFICANTI \nLubrificazione solida \nLubrificazione limite\nLubrificazione fluida (Viscosità lubrificanti liquidi\, Teoria della lubrificazione liquida)\nLubrificazione plasto-idrodinamica\nTipologie di lubrificanti liquidi (cenni)\n\n4) MECCANISMI DI USURA \n\nUsura adesiva\nUsura tribossidativa\nUsura abrasiva\nUsura per fatica superficiale\n\n5) PROCESSI DI USURA \n\nUsura per strisciamento (usura severa e moderata\, Effetto della lubrificazione\, Metodi di controllo dell’usura per strisciamento\, materiali per impieghi tribologici)\nUsura per sfregamento\nUsura per rotolamento-strisciamento\nUsura abrasiva da particelle dure\nUsura erosiva\nProve tribologiche (Perno contro disco\, Blocco contro anello\, disco contro disco\, 4 sfere\, DSRW\, PAWT)\n\n6) INGEGNERIA DELLE SUPERFICI IN TRIBOLOGIA \n\nTipologie di trattamenti superficiali\nTrattamenti di modifica microstrutturale (Trattamenti meccanici\, Tempra superficiale)\nTrattamenti termochimici per diffusione (Cementazione\, Nitrurazione\, Altri)\nTrattamenti di conversione (Fosfatazione\, Ossidazione anodica)\nRivestimenti superficiali (Metallici\, Sottili\, Spessi)\nPresentazione di casi di studio\n\n [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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