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SUMMARY:Sustainable planning management
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocenti:\nIng. Mariella Bruni \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nAspetti normativi e ambientali da considerare nella progettazione di un prodotto: requisiti e indicatori di performance richiesti dal mercato nell’ottica della sostenibilità[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso ha come obiettivo la definizione e l’analisi di tutti gli aspetti normativi di prodotto (Reach\, Rohs\, Conflict Minerals\, Prop 65) e ambientali (CO2 equivalente\, % di riciclabilità\, minor produzione di rifiuto o produzione di rifiuto riciclabile) da tenere in considerazione in fase di progettazione. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto a tutti i progettisti e project manager.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di base dell’attuale normativa ambientale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nComprensione di tutti gli aspetti tecnici ed ambientali che devono essere analizzati in fase di progettazione di un prodotto\, tenendo conto di tutte le fasi del suo ciclo di vita\, per una strategia di marketing e di produzione sostenibile. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nMODULO 1 – INTRODUZIONE ALL’ECODESIGN \n\n Concetti generali di Ecodesign e incorporazione sistemica degli aspetti ambientali nella progettazione\n LIFE CYCLE ASSESSMENT\, input e output e potenziali impatti della progettazione\n Sintesi del quadro giuridico di riferimento per l’Ecodesign in Europa\n\nMODULO 2 – Le NORMATIVE DI PRODOTTO IN OTTICA GREEN \n\n La normativa REACH applicabile al prodotto\n Le normative ROHS\, Prop65 e Conflict Minerals\, il portale IMDS\n Made Green in Italy e Remade Green in Italy: la riciclabilità\n Dichiarazioni ambientali di prodotto e l’”immagine green”\n Standard generali per l’Ecodesign all’interno della famiglia degli standard ISO 14000\n\nMODULO 3 – L’APPROVIGIONAMENTO DELLE MATERIE PRIME  \n\n La scelta delle materie prime ed il controllo rispetto alle normative di prodotto\n L’emissione di CO2 del prodotto come KPI del prodotto\n Le materie prime: comparabilità tra percentuale di riciclabilità e composizione chimica \n Montaggio e assemblaggio – minor tempo/minor costo\n\nMODULO 4 – I MATERIALI AUSILIARI MATERIE PRIME  \n\n La scelta del ciclo lavorativo e delle risorse naturali (energia elettrica\, gas metano\, gasolio\, FGAS) come strumento di controllo dello SCOPE 1 del Protocollo GHG\n Gli ausiliari di processo\nI materiali da imballaggio\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Mastering the Heat: Progettazione Avanzata per Applicazioni ad Alta Temperatura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nProf. Nicola Bonora\, Università di Cassino e del Lazio Meridionale\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” è un campo ingegneristico specializzato che si concentra sulla progettazione di componenti e sistemi per ambienti termicamente estremi. Essenziale in settori come l’aerospaziale\, la generazione di energia e la petrolchimica\, questa disciplina si interessa del comportamento dei materiali esposti a sollecitazioni meccaniche ed esposizioni ad elevata temperatura per lunghe durate. La comprensione dei meccanismi alla base dei fenomeni di accumulo delle deformazioni e della rottura è cruciale per lo sviluppo di criteri in grado di assicurare la vita operativa dei componenti senza che questi incorrano in rotture catastrofiche. L’obiettivo principale è sviluppare soluzioni ingegneristiche che garantiscono la durata\, l’efficienza e la sicurezza dei componenti in condizioni termiche estreme\, utilizzando leghe avanzate e principi di design innovativi. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” intende fornire una profonda comprensione dei meccanismi e delle sfide ingegneristiche legate all’utilizzo di materiali per componenti operanti in condizioni termiche estreme. Esso mira a trasmettere l’importanza di una progettazione accurata e informata per garantire la sicurezza\, l’efficienza e la durata delle componenti in ambienti ad alta temperatura. I partecipanti verranno introdotti al comportamento meccanico dei metalli e delle leghe in tali condizioni\, con particolare attenzione al fenomeno del “creep”\, la deformazione plastica che si verifica sotto sollecitazione a temperature elevate. Verranno analizzati i principali meccanismi microscopici alla base di tale deformazione\, come il movimento delle dislocazioni e la diffusione atomica. Il corso esplorerà anche metodi avanzati per modellare e prevedere il comportamento a creep\, nonché strategie di design per prevedere l’effetto dello stato di sollecitazione. Infine\, saranno affrontate applicazioni pratiche e reali\, illustrando come le conoscenze acquisite possano essere applicate nell’ingegneria con particolare attenzione agli standard e alle linee guida attualmente in uso nell’industria. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\n\nIngegneri Meccanici: specialmente quelli che lavorano in settori come l’aerospaziale\, l’automobilistico\, la generazione di energia e la produzione di metalli\, dove la resistenza dei materiali a temperature elevate è cruciale.\nIngegneri dei Materiali: che sono interessati a comprendere e migliorare le proprietà dei materiali utilizzati in condizioni termiche estreme.\nIngegneri Petrolchimici: che progettano e mantengono impianti che operano ad alte temperature e pressioni.\nRicercatori nel campo dei Materiali: che studiano nuove leghe e trattamenti termici per migliorare la resistenza al creep e ad altre forme di degrado termico.\nTecnici di Controllo Qualità: che eseguono test su materiali e componenti per assicurare che rispettino le specifiche di resistenza al calore.\nIngegneri Nucleari: data l’importanza delle temperature elevate nella progettazione e nella manutenzione dei reattori.\nConsulenti e Specialisti in Ispezione: che devono valutare l’integrità di componenti ed equipaggiamenti operanti in condizioni ad alta temperatura.\nIngegneri del Settore Alimentare: dove il trattamento termico e la resistenza al calore dei componenti degli impianti sono essenziali.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di Base dei Materiali: comprensione dei concetti fondamentali legati ai materiali metallici\, come composizione\, struttura cristallina\, e difetti. Meccanica dei Materiali: familiarità con i principi di base della meccanica dei materiali\, come tensione\, deformazione\, e le leggi di comportamento meccanico \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl corso fornisce una solida e dettagliata comprensione dei processi deformativi e di rottura in materiali operanti ad elevata temperatura\, delle leggi che governano il fenomeno e delle relazioni in grado di descriverlo per la previsione della vita operativa di componenti. I partecipanti acquisiranno le conoscenze relative alle tecniche di modellazione più avanzata in relazione agli standard industriali vigenti.  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nParte 1: Introduzione ai processi deformativi ad elevata temperatura \n\nEsempi di impianti e componenti operanti ad alta temperatura \nIntroduzione al comportamento meccanico di metalli e leghe ad elevata temperatura\nInstabilità plastica ad alta temperatura\nMeccanismi che limitano la vita operativa\n\nParte 2: Deformazione a Creep: aspetti fenomenologici \n\nIntroduzione al fenomeno del creep\nI regimi di creep\nCreep testing e standard\nMetodi di estrazione dei dati\n\nParte 3: Deformazione a Creep: micromeccanismi \n\nI difetti nei cristalli \nRichiami di meccanica delle dislocazioni\nCreep dislocazionale e diffusivo\nDeformation Mechanism Map\nFattori di influenza sul rateo di creep\n\nParte 4: Modellazione a creep \n\nModelli fenomenologici e su base fisica\nModelli di previsione di vita\nCreep multiassiale\n\nParte 5: Rottura a creep \n\nMeccanismi di rottura a creep\nCreep crack growth\nModellazione a meccanica del danno\n\nParte 6: Engineering approach \n\nMateriali per la termica\nCreep-fatica\nEngineering approach: API 579-1/ASME FFS-1\nEsempi applicativi\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:L’industrializzazione nel ciclo di sviluppo prodotto e l’intelligenza artificiale.
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nIng. Federico Valente\nMBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa fase di industrializzazione\, all’interno del ciclo di sviluppo di un prodotto industriale è la delicata fase che intercorre fra la progettazione di un prodotto (o congelamento di un disegno) e l’avvio della produzione (o SoP\, Start of Production). Come in tutte le altre fasi del ciclo di sviluppo e\, in generale\, in tutte le attività di un’organizzazione\, è fondamentale svolgere tutte le attività di cui si compone questa fase dando il massimo contributo alla creazione di valore. \nIl valore creato è un indicatore chiave per misurare e valutare la performance di un’azienda. Dal punto di vista del direttore di un’azienda manifatturiera\, la creazione di valore dipende dal raggiungimento di un target di costo\, tramite strumenti di contabilità analitica che consentono di valutare il contributo apportato da singole aree dello stabilimento ed orientare scelte strategiche. Per il responsabile della funzione di industrializzazione di prodotto\, la creazione di valore è rappresentata dall’efficacia e dall’efficienza del flusso delle informazioni. \nLa funzione d’industrializzazione deve generare i suoi output al tempo giusto e senza difetti\, guidando il processo verso valle\, tenendo conto dei vincoli\, garantendo e documentando un livello adeguato di rischio. Una caratteristica fondamentale del flusso di informazioni\, rispetto a quello di materia prima\, è il suo elevato grado d’incertezza\, in conseguenza di cui si ha un elevato rischio che il prodotto finale realizzato non soddisfi i requisiti di progetto. L’incertezza è legata alle tolleranze geometriche\, ai metodi d’analisi\, alla descrizione dei modelli di materiale\, alle condizioni di carichi e vincoli considerate nelle verifiche di prestazioni e di fattibilità. Un aspetto del valore creato riguarda pertanto la riduzione del grado d’incertezza del flusso di informazioni. \nL’applicazione combinata di strumenti e metodologie consolidati (FMEA\, control plan\, Lean Six Sigma …) e innovativi basati su Machine Learning (ML)\, Robotic Process Automation (RPA)\, Artificial Intelligence (AI) in questa fase può portare a rilevanti miglioramenti di efficienza\, qualità e processo decisionale\, con impatto significativo in ultima analisi sulla produttività e sulla competitività complessive. \n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text css=””] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso intende trasmettere vari aspetti dell’industrializzazione del prodotto industriale\, dal processo decisionale e l’ottimizzazione dei processi al miglioramento continuo e il problem solving e mira a fornire ai partecipanti una comprensione completa degli strumenti per migliorare il processo decisionale\, l’ottimizzazione dei processi e il miglioramento continuo. Copre aspetti chiave come FMEA\, decisioni make-or-buy\, gestione dei progetti e Lean Six Sigma\, sottolineando il ruolo di IA\, RPA e ML nell’automazione e nel miglioramento di questi processi. Alla fine del corso\, i partecipanti saranno in grado di applicare tali strumenti e metodologie per affrontare le sfide dell’industrializzazione di nuovi prodotti e promuovere metodi per rendere i processi sempre più efficienti. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\n\nConoscere e saper utilizzare i principali strumenti consolidati per ottimizzare la fabbricabilità e minimizzare i rischi;\nConoscere le basi della metodologia di miglioramento continuo dei processi di produzione industriali basata su Lean Six Sigma;\nConoscere e saper applicare nuovi strumenti basati su intelligenza artificiale\, machine learning\, robotic process automation.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=””] \nPROGRAMMA\nGiorno 1 \n\n\n\nIntroduzione al corso\, condivisione dei contenuti;\nStatus quo sull’organizzazione tecnica e amministrativa\, gestione dei progetti\, potenziale umano\, parti interessate\, obiettivi e sfide;\nCriteri per scelte make/buy\, definizione della catena di approvvigionamento e del valore\, distinta base;\nProcesso di industrializzazione\, diagramma di flusso\, operazioni e procedure;\nGestione progetto\, pianificazione\, allocazione delle risorse e gestione dei rischi;\nApplicazione di modelli di Machine Learning (ML) per l’analisi predittiva nella manutenzione\, nel controllo qualità e nella gestione della supply chain.\n\n\n\nGiorno 2 \n\n\n\nFMEA\, controllo e preparazione;\nFMEA (Principi\, formato\, descrizione del flusso di lavoro);\nOperazioni e procedure di processo\, diagramma di flusso\, flusso di industrializzazione\, controllo e preparazione;\nEsempio di uno studio di industrializzazione per un prodotto industriale;\nDFMEA\, PFMEA: lista di controllo;\nApplicazione di Natural Language Processing (NLP) per estrarre informazioni rilevanti da documenti tecnici\, manuali e report\, al fine di migliorare la capacità predittiva della FMEA.\n\n\n\nGiorno 3 \n\n\n\nProblem solving e miglioramento continuo;\nIl piano di controllo;\nL’intelligenza artificiale per il monitoraggio e il controllo dei processi;\nProgettazione e implementazione di un sistema di miglioramento continuo\, basato sulla metodologia Lean Six Sigma per la produzione;\nAnalisi dei dati e ottimizzazione dei processi nei sistemi di miglioramento continuo;\nApplicazione di Robotic Process Automation (RPA) per automatizzare le attività di routine come l’immissione dei dati\, la reportistica e i controlli di conformità.\nRipasso\, bibliografia e conclusione.\n\n\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Aerodinamica dei veicoli stradali
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIng. Ravelli Umberto\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nL’aerodinamica è la branca della meccanica dei fluidi che studia il moto dell’aria e le forze che questa esercita sui corpi in moto relativo rispetto ad essa. In particolare\, l’aerodinamica dei veicoli stradali applica le leggi della fluidodinamica allo studio dei flussi esterni ed interni relativi ai mezzi di trasporto su gomma\, tra cui automobili per il trasporto privato\, che saranno oggetto di questo corso. \nSe in pista il compito principale dell’aerodinamica è il miglioramento del tempo sul giro\, in strada è necessario ridurre la resistenza all’avanzamento per ottimizzare i consumi\, contenere le emissioni ed assicurarsi che la portanza generata dal veicolo non comprometta la sua stabilità\, specialmente a velocità sostenute. \nGià nel corso della prima metà del secolo scorso ingegneri e ricercatori si sono posti come obiettivo la riduzione della resistenza aerodinamica dei veicoli stradali\, raggiungendo spesso dei risultati straordinari. Le auto attualmente sul mercato\, indipendentemente dal tipo di powertrain adottato\, sono all’altezza di alcune illustri antenate? Le scelte stilistiche e progettuali di tendenza negli ultimi anni stanno realmente rendendo i veicoli stradali più efficienti dal punto di vista aerodinamico? Quali sono i filoni di ricerca più promettenti nell’ambito dell’aerodinamica dei corpi tozzi che lavorano in prossimità del suolo? \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso ha l’intento di introdurre strumenti\, terminologia e nozioni utili a comprendere come funziona l’aerodinamica di un veicolo stradale per il trasporto privato. Dopo una breve introduzione dei concetti fisici di base\, verrà descritta l’influenza delle forze aerodinamiche sulle prestazioni dei veicoli stradali\, tra cui potenza di resistenza all’avanzamento\, consumi\, accelerazione\, velocità massima. \nLa parte più sostanziosa del corso verrà dedicata allo studio di varie tipologie di carrozzeria e dei componenti che maggiormente contribuiscono alla resistenza aerodinamica e alla portanza del veicolo. \nVerrà inoltre gettato uno sguardo alle più recenti pubblicazioni scientifiche provenienti sia dal mondo universitario che da quello industriale automotive in materia di ottimizzazione aerodinamica e dispositivi innovativi di aerodinamica attiva e per il controllo del flusso. \nA valle di una breve digressione sulle vetture più significative del passato\, saranno presi in considerazione prototipi recenti e modelli già presenti sul mercato che si pongono ai vertici del panorama automotive in termini di efficienza aerodinamica. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\n\ningegneri\, tecnici e professionisti del settore automotive;\ningegneri che si occupano di consulenze e/o simulazioni CFD per clienti del settore automotive;\ndiplomati in materie scientifiche e tecniche;\nstudenti di ingegneria e fisica con passione per il settore automotive\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso è accessibile a tutti coloro che abbiano delle conoscenze di base nel campo della fluidodinamica incomprimibile (conservazione della portata\, equazione di Bernoulli\, concetto di strato limite\, flusso laminare e flusso turbolento\, …). Solo in caso di necessità\, è previsto un ripasso di questi argomenti all’interno del modulo “0” del corso. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\n\nIdentificare le varie tipologie di veicoli stradali in base alle caratteristiche aerodinamiche;\nComprendere i principali parametri di prestazione aerodinamica;\nSaper descrivere in modo qualitativo il campo di moto attorno ad un veicolo stradale;\nIdentificare le principali fonti di resistenza aerodinamica e portanza legate a forma e componenti della carrozzeria di un veicolo stradale;\nSaper proporre eventuali interventi di miglioramento dell’efficienza aerodinamica di un veicolo;\nAcquisire la terminologia tecnica necessaria per interagire con professionisti del settore;\nDisporre dei risultati delle ricerche scientifiche più recenti nel settore dell’aerodinamica del veicoli stradali.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIntroduzione ai concetti fisici di base:\nProprietà fisiche dell’aria\, equazione di continuità\, equazione di Bernoulli\, differenza tra corpo tozzo e corpo aerodinamico\, coefficiente di pressione\, flusso attaccato e flusso separato\, flusso viscoso e flusso non viscoso\, strato limite laminare e turbolento\, separazione del flusso e gradiente di pressione avverso\, numero di Reynolds\, vorticità\, flussi interni e flussi esterni. \nForze aerodinamiche\nSistema di riferimento cartesiano per le forze aerodinamiche\, coefficiente di resistenza\, coefficiente di portanza\, forze laterali sul veicolo\, momenti di imbardata\, pitch e roll\, diverse forme di resistenza: d’attrito\, di forma e indotta\, relazione tra coefficiente di resistenza e coefficiente di portanza.  \nInfluenza dell’aerodinamica su performance e consumi\nResistenza all’avanzamento e potenza richiesta\, resistenza al rotolamento e resistenza aerodinamica\, influenza della resistenza aerodinamica su consumi\, accelerazione\, velocità massima\, influenza della portanza sulla stabilità della vettura\, influenza del carico aerodinamico sulle prestazioni in curva (cenni). \nAerodinamica delle vetture stradali\nConfronto tra varie tipologie di veicolo: notchback\, fastback\, squareback; detail optimization vs shape optimization; componenti di carrozzeria e corpo vettura che influenzano l’aerodinamica esterna del veicolo: anteriore del veicolo\, parabrezza\, montanti e tetto\, geometria del posteriore\, ruote e fondo\, spoiler anteriori e posteriori\, appendici varie; portanza e stabilità laterale; flussi interni per impianti di raffreddamento. \nVetture stradali dagli anni ’20 agli anni ‘00\nAnalisi aerodinamica di alcune delle vetture stradali più significative del secolo scorso. \nRecenti studi numerici e sperimentali nell’ambito dell’aerodinamica delle vetture stradali\nTecniche passive di controllo del flusso (vortex generators\, riblets\, streaks\, flaps); studi per l’ottimizzazione dei flussi interni di raffreddamento; ricerche per l’ottimizzazione della geometria di cerchi e pneumatici; tecniche attive di controllo del flusso (steady blowing and steady suction\, jets\, plasma actuators\, …). \nAerodinamica attiva\nComponenti mobili: active grille shutter\, diffusore estraibile\, air dam e deflettori\, spoiler e ali mobili; soluzioni di aerodinamica attiva per vetture stradali ad alte prestazioni (cenni). \nStato dell’arte: vetture e prototipi dagli anni ‘00 ad oggi\nAnalisi delle caratteristiche aerodinamiche di vetture recenti e prototipi.\nTecnologie e soluzioni aerodinamiche per le vetture del prossimo futuro. Confronto tra veicoli in termini di “drag coefficient” e di “drag area”. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Project Management per il manifatturiero
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nIng. Matteo Valente\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl Project Management è una disciplina codificata e normata da cui tutte le organizzazioni\, e in particolar modo le aziende del settore manifatturiero\, possono trarre enormi vantaggi competitivi e di performance. Il Project Management\, opportunamente declinato\, consente infatti di selezionare e avviare correttamente i progetti\, identificando gli stakeholder coinvolti e formalizzando il lancio dell’iniziativa progettuale\, mantenendo il focus sugli obiettivi e sui benefici attesi dall’Organizzazione. Fornisce inoltre una metodologia semplice ma strutturata per la pianificazione di dettaglio dei progetti\, definendo opportunamente un piano d’azione per lo svolgimento del progetto. Fornisce i processi necessari all’esecuzione e al monitoraggio dei progetti\, proponendo diverse tecniche da applicare per poter governare il lavoro e prendere le dovute decisioni\, fino alla chiusura del progetto e al rilascio del deliverable finale. Tutti i progetti di sviluppo prodotto\, di ricerca e sviluppo\, di miglioramento organizzativo fino alle classiche commesse con cliente esterno\, possono beneficiare delle pratiche di Project Management proposte dai framework di riferimento. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso ha l’obiettivo di fornire gli strumenti necessari per apprendere un approccio strutturato alla gestione dei progetti\, fornendo innanzitutto il lessico appropriato e le definizioni di base\, nonché descrivendo la relazione tra progetto e contesto organizzativo.\nL’interazione con i partecipanti viene stimolata con esercitazioni e riflessioni sul confronto tra i concetti teorici esposti e quanto applicato realmente nella gestione dei progetti in azienda. In questo modo il partecipante identifica il gap organizzativo e realizza una piena presa di coscienza sui processi migliorabili.\nInoltre\, tramite opportuni focus e esercitazioni\, ci si prefigge l’obiettivo di trasmettere l’importanza della definizione del ciclo di vita di un progetto e dei processi tramite i quali declinare lo sforzo gestionale\, dall’avvio alla chiusura\, passando per la pianificazione\, l’esecuzione e il monitoraggio e controllo del progetto.\nL’importanza della definizione di ruoli e responsabilità chiare\, della gestione dei flussi informativi e della comunicazione\, della gestione degli stakeholder\, della qualità e dei rischi di progetto\, viene trasmessa con costanti riferimenti pratici e casi studio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\n\nPROJECT MANAGER\nPROGRAM MANAGER\nPROJECT LEADER\nPROJECT MANAGEMENT OFFICE (PMO)\nFigure Senior che desiderano affinare il linguaggio e la metodologia di Project Management secondo standard riconosciuti\nFigure Junior che desiderano introdursi nella gestione progetti\nQUALSIASI RESPONSABILE DI REPARTO o MANAGER AZIENDALE\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nAl termine del corso i partecipanti sapranno usare correttamente il lessico tipico del Project Management\, sapranno redigere un Project Charter e identificare gli stakeholder di progetto. Sapranno guidare il processo di pianificazione di un progetto\, redigendo un piano integrato\, coerente\, chiaro e bilanciando i vincoli di progetto. Sapranno inoltre schedulare un progetto identificando il percorso critico e il float di ciascuna attività. Inoltre sapranno impostare i SAL di progetto applicando la tecnica dell’Earned Value. Infine sapranno identificare i canali migliori di comunicazione con il team e gli stakeholder\, identificare e analizzare i rischi\, motivare il team e impostare correttamente la chiusura del progetto e la raccolta delle lessons learned.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nINTRODUZIONE \n\nDefinizioni di base: progetto\, programma\, portfolio\nIl contesto organizzativo\nLe strutture organizzative\nLa selezione dei progetti: il Business Case\nIl ciclo di vita del progetto\n\n\nAVVIO DEL PROGETTO \n\nIdentificazione e analisi degli stakeholder\nIl Project Charter\nESERCITAZIONE: preparazione del Project Charter\n\nGESTIONE DELLO SCOPE \n\nLa definizione dello scope di progetto\nLa raccolta dei requisiti\nRequirements Traceability Matrix\nLo Scope Statement\nLa Work Breakdown Structure\nESERCITAZIONE: costruzione della WBS\n\nGESTIONE DEI TEMPI \n\nDefinizione delle attività\nIl reticolo logico\nLead e lag\nLa schedulazione del progetto\nESERCITAZIONE: impostazione di un progetto con MS Project\n\nGESTIONE DEI COSTI \n\nTipologie di costi\nCostruzione del budget di progetto\nSostenibilità finanziaria di un progetto\n\nGESTIONE DELLE RISORSE \n\nL’Organizzazione del progetto: OBS\nRuoli e responsabilità: la matrice RACI\nGestione della motivazione e del team\n\nGESTIONE DEI RISCHI \n\nIdentificazione dei rischi\nAnalisi qualitativa dei rischi\nAnalisi quantitativa\nDefinizione delle risposte ai rischi\n\nGESTIONE DELLA COMUNICAZIONE \n\nModello di comunicazione\nCommunication Matrix\nComunicazione efficace\nGestione delle riunioni\n\nGESTIONE DELLA QUALITÀ \n\nControllo della qualità\nAssicurazione della qualità\n\nMONITORAGGIO E CONTROLLO \n\nMilestone Trend Analysis\nIl metodo dell’Earned Value\nESERCITAZIONE: applicazione dell’Earned Value\n\nCHIUSURA DEL PROGETTO \n\nChiudere il progetto\nLessons learned\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
URL:https://www.consorziotcn.it/corso/project-management-per-il-manifatturiero/
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SUMMARY:Finite Element Analysis & Machine Learning
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nFederico Valente\nIng.\, MBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa disciplina trattata è l’insieme accuratamente bilanciato delle conoscenze delle tecniche di analisi agli elementi finiti (FEA) e di machine learning (ML) e della loro integrazione finalizzata all’incremento delle capacità predittive degli studi ingegneristici.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso mira a trasmettere la conoscenza delle opportunità offerte dall’integrazione fra le due tecniche di calcolo numerico (FEA e ML)\, farne assimilare i concetti e i principi di base\, dare consapevolezza di alcuni casi applicativi e cominciare a impratichirsi in alcuni degli strumenti software disponibili.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri\, ricercatori e professionisti in settori come l’aerospaziale\, l’automobile\, l’ingegneria civile e la biomeccanica\, che utilizzano strumenti di calcolo agli elementi finiti\, interessati alla meccanica computazionale e alle applicazioni di machine learning in ingegneria\, software engineer\, data engineer\, innovation manager\, specialisti di AI\, FEA e ML.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza delle nozioni base dell’analisi agli elementi finiti e dei principi ingegneristici e delle tecniche di machine learning; familiarità con la programmazione (ad esempio Python); accesso a strumenti software FEA e librerie ML.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nQuesto programma di formazione consente ai partecipanti di acquisire competenze relative alle discipline FEA e ML\, di colmarne il divario per sfruttarne le sinergie al fine di una maggiore efficienza computazionale e accuratezza predittiva nelle analisi ingegneristiche.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\nIntroduzione all’analisi agli elementi finiti (FEA):\n\nPrincipi di base della FEA;\nDescrizione della metodologia di calcolo;\nIllustrazione di casi applicativi: benefici e limitazioni.\n\n\nFondamenti di Machine Learning (ML):\n\nIntroduzione ai concetti di machine learning;\nApprendimento supervisionato\, non supervisionato e con rinforzo;\nAlgoritmi di regressione\, classificazione e clustering.\n\n\nIntegrazione di FEA con ML:\n\nSfide e opportunità;\nPanoramica delle ricerche e delle applicazioni recenti;\nIllustrazione di casi applicativi.\n\n\nOttimizzazione della generazione di mesh con ML:\n\nTecniche tradizionali di generazione di mesh;\nIntroduzione alla generazione di mesh basate su ML;\nEsercitazioni pratiche con l’utilizzo di librerie ML (DMG. Gmsh\, Netgen …).\n\n\nRiduzione dei costi computazionali con il ML:\n\nIdentificazione dei colli di bottiglia computazionali nella FEA e tecniche in uso per riduzione dei tempi di calcolo (solutori avanzati\, metodo FEM generalizzato\, calcolo parallelo);\nTecnica di calcolo FEM non lineare con modelli surrogati di ordine ridotto (MOR): Proper Orthogonal Decomposition-Galerkin e Discrete Empirical Interpolation Method (POD-DEIM);\nTecnica di Recurrent Neural Network (RNN) per il calcolo FEM multiscala;\nSurrogato di calcolo FEM multifisico tramite Convolutional Neural Network (CNN);\nIllustrazione di casi applicativi e riepilogo di vantaggi e svantaggi di ogni tecnica.\n\n\nCenni alla definizione e all’utilizzo di ML per il miglioramento delle capacità predittive e dell’accuratezza dei risultati della FEA\, calibrazione del modello di materiale\, tecniche di validazione.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Attrito e Usura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nProf.ssa Nora Lecis \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa maggioranza dei corpi a contatto e in mutuo strisciamento (tra i quali componenti meccanici e gli utensili per le lavorazioni tecnologiche)\, in esercizio possono danneggiarsi in superficie a causa dell’usura. L’interazione tra le superfici a contatto\, inoltre\, è caratterizzata dalla presenza dell’attrito\, che provoca una dissipazione di energia\, con notevoli perdite di rendimento del sistema ingegneristico. I costi economici dovuti a questi fenomeni possono essere elevatissimi: si parla in genere di valori intorno al 4% del PIL di una nazione industrializzata come l’Italia.\nParticolarmente interessante è il fatto\, tuttavia\, che almeno il 25% di questi costi sarebbero evitabili se\, in fase di progetto o manutenzione\, venissero adottati opportuni criteri “tribologici”. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLa progettazione meccanica spesso trascura l’usura e l’attrito\, concentrandosi essenzialmente sulla resistenza a fatica.  \nIn caso di errato funzionamento di origine tribologica molto spesso si interviene “a posteriori”\, cercando di rimediare nel modo migliore. L’obiettivo principale di questo corso è quello di fornire le adeguate conoscenze tribologiche ed i relativi strumenti operativi sia per poter intervenire al meglio “a posteriori” sia\, soprattutto\, per essere in grado di realizzare una progettazione tribologica “a priori”\, che permetta di evitare costosi e\, spesso\, insufficienti\, interventi successivi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto principalmente a tecnici dell’industria\, a neolaureati e neo-diplomati.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nSono necessarie conoscenze di base di matematica\, fisica e meccanica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nAl termine del corso lo studente sarà in grado di riconoscere i principali meccanismi di cedimento dovuti ad usura e sulla base delle conoscenze acquisite sarà in grado di affrontare i problemi legati alla progettazione corretta di un sistema tribiologico anche in assenza di procedure di progettazione consolidate.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nl Corso si articolerà sviluppando le seguenti tematiche: \n  \n1) SUPERFICI A CONTATTO\n\nContatto tra superfici ideali\nCaratteristiche microgeometriche delle superfici\nArea reale di contatto\nAdesione tra superfici a contatto (cenni) \n  \n2) ATTRITO\n\nAttrito statico e dinamico\nInfluenza dell’attrito sugli sforzi di contatto\nDeformazioni plastiche alle asperità\nTeoria adesiva dell’attrito\nAttrito e fenomeni di trasferimento\nEffetto della rugosità iniziale\nAttrito volvente\nContributo abrasivo all’attrito\nRiscaldamento superficiale \n  \n3) LUBRIFICAZIONE E LUBRIFICANTI\n\nLubrificazione solida\nLubrificazione limite\nLubrificazione fluida (Viscosità lubrificanti liquidi\, Teoria della lubrificazione liquida)\nLubrificazione plasto-idrodinamica\nTipologie di lubrificanti liquidi (cenni) \n  \n4) MECCANISMI DI USURA\n\nUsura adesiva\nUsura tribossidativa\nUsura abrasiva\nUsura per fatica superficiale \n  \n5) PROCESSI DI USURA\n\nUsura per strisciamento (usura severa e moderata\, Effetto della lubrificazione\, Metodi di controllo dell’usura per strisciamento\, materiali per impieghi tribologici)\nUsura per sfregamento\nUsura per rotolamento-strisciamento\nUsura abrasiva da particelle dure\nUsura erosiva \nProve tribologiche (Perno contro disco\, Blocco contro anello\, disco contro disco\, 4 sfere\, DSRW\, PAWT) \n  \n6) INGEGNERIA DELLE SUPERFICI IN TRIBOLOGIA\n\nTipologie di trattamenti superficiali\nTrattamenti di modifica microstrutturale (Trattamenti meccanici\, Tempra superficiale)\nTrattamenti termochimici per diffusione (Cementazione\, Nitrurazione\, Altri)\nTrattamenti di conversione (Fosfatazione\, Ossidazione anodica)\nRivestimenti superficiali (Metallici\, Sottili\, Spessi) \nPresentazione di casi di studio[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Frattura e integrità strutturale delle tubazioni
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocente:\nProf. Pietro Paolo Milella\n \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa terra è attraversata da milioni di chilometri di tubazioni che rappresentano il sistema più efficace di trasporto di fluidi liquidi o gassosi. Poiché ogni tubazione ha verosimilmente una saldatura longitudinale ed una circonferenziale di testa\, ai sistemi di tubazione restano associati milioni di chilometri di saldature che sono il sito più probabile di esistenza di difetti e\, in particolare\, di cricche. Per tale ragione negli anni ’60 del secolo scorso\, sotto la richiesta irrinunciabile di sicurezza avanzata in campo nucleare\, iniziò negli Stati Uniti una campagna di studio e ricerca sperimentale sul comportamento a frattura delle tubazioni e sui relativi metodi di analisi e calcolo. Quella campagna iniziale crebbe enormemente nei decenni successivi estendendosi in tutto il mondo ed anche in Italia dove l’ente di sicurezza nucleare\, l’ENEA-DISP\, dette vita al più massiccio studio teorico-sperimentale mai condotto in Europa\, portando a rottura oltre 100 tubazioni\, in scala reale\, di acciaio al carbonio ed inossidabile\, sotto la diretta responsabilità dell’Ing. Pietro Paolo Milella\, docente del corso in oggetto. Da tutti quegli studi basati sulla Meccanica della Frattura Elasto-Plastica e Totalmente Plastica\, nacquero e si svilupparono tre metodi fondamentali di analisi\, oggi divenuti standard di progetto: 1) Net Section Collapse Method\, 2) J-integral Engineering Approach e 3) R-6 Failure Assessment Method. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nScopo del corso è quello di presentare queste tre diverse metodologie di analisi e calcolo a frattura delle tubazioni con il dovuto dettaglio ed esempi di calcolo. Si tratta di un corso totalmente nuovo che non ha eguali in Italia né all’estero. Emergerà chiara la circostanza che nessun altro metodo di calcolo tradizionale è in grado di garantire l’integrità strutturale dei sistemi di tubazione sia sotto l’azione di una pressione interna che sotto quella di un momento flettente derivante\, in particolare\, da un sisma e dai relativi spostamenti differenziati anche introdotti durante la fase di messa in opera delle tubazioni.  [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri\, ricercatori e tecnici che si occupano di progettazione e calcolo strutturale di tubi e sistemi di tubazione o di recipienti in pressione di qualunque tipo\, come caldaie od altro o generatori di vapore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso è del tutto autosostenentesi. Tutte le conoscenze occorrenti che sono quelle della Meccanica della Frattura Lineare Elastica\, Elasto-Plastica o Totalmente Plastica saranno acquisite nel Corso stesso.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nMassima capacità di progettazione dei sistemi di tubazione al di là dei limiti insiti nel calcolo convenzionale che non prevede mai l’esistenza di alcun difetto come cricche o discontinuità acute nel materiale base o in quello di saldatura. Il corso esamina sia gli aspetti tecnologici del problema che quelli del calcolo vero e proprio\, pur nella ristrettezza del tempo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIl Corso è suddiviso in tre parti: \n  \nI Parte: Analisi dei sistemi di tubazione di qualunque spessore con il metodo del Net Section Collapse Load (NSCL) che rappresenta l’approccio più semplice ed immediato. Esempi di calcolo e prove sperimentali di appoggio. \nII Parte: Analisi dei sistemi di tubazione con il metodo del J-Integral Engineering Approach che rappresenta il livello di progettazione elasto-plastica più avanzato rispetto al NSCL. Esempi di calcolo e prove sperimentali di appoggio. \nIII Parte: Analisi dei sistemi di tubazione con il metodo semi-empirico R-6 nella sua forma originale basata sul Crack Tip Opening Displacement (CTOD)\, formulazione inglese\, ed in quella più avanzata derivante dall’accoppiamento con il J-Integral Engineering Approach.\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Meccatronica: fondamenti e applicazioni
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDocenti:\nProf. Massimo Sorli\nProf. Giorgio Figliolini  \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa meccatronica è la disciplina ingegneristica in cui convergono sinergicamente meccanica di precisione\, controllistica\, elettronica e informatica. Un sistema meccatronico è costituito da un sistema meccanico con attuazione elettrica\, idraulica o pneumatica\, che è controllato elettronicamente al fine di soddisfare definite specifiche funzionali. Un sistema di sensori consente la chiusura dell’anello di controllo. Inoltre\, un sistema meccatronico è composto da diversi sottosistemi con differenti caratteristiche fisiche\, che derivano da fenomeni meccanici\, elettromagnetici\, termodinamici e fluidodinamici\, i quali devono interagire in modo sinergico al fine di rispettare i requisiti di funzionalità richiesti in fase di progetto. La meccatronica trova importanti applicazioni nel mondo dei trasporti (settori automobilistico\, ferrotranviario\, aerospaziale)\, nel campo dell’automazione industriale (macchine utensili\, centri di lavoro\, sistemi di movimentazione) e della robotica (robot industriali\, umanoidi\, “pet” robot)\, della domotica (dispositivi e impianti intelligenti) e della medicina (protesi e riabilitazione).[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso di meccatronica affronta da un punto di vista tecnico e descrittivo/funzionale le problematiche riguardanti i sistemi meccatronici che costituiscono i dispositivi di attuazione controllata\, che si trovano nei servosistemi meccanici e nell’automazione industriale. Vengono in particolare descritti dal punto di vista funzionale\, i principali componenti che costituiscono un generico servosistema\, quali gli attuatori con i rispettivi dispositivi di azionamento\, il sistema di sensorizzazione ed il controllore\, anche in relazione alle modalità di gestione e programmazione. Sono previsti diversi esempi applicativi in cui si rivolge particolare attenzione agli aspetti funzionali\, piuttosto che a quelli fisico-matematici\, e alla modellazione e conseguente simulazione a calcolatore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso di meccatronica è principalmente rivolto ai tecnici\, periti o ingegneri di primo o secondo livello\, che operano nel campo dei sistemi  meccatronici con l’obiettivo primario di acquisire o migliorare le proprie competenze tecniche trasversali e interdisciplinari.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nI prerequisiti minimi per una corretta comprensione degli argomenti erogati nel corso di meccatronica\, sono quelli tipici che caratterizzano la formazione di un tecnico operante nell’ambiente industriale. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nLe competenze che i discenti acquisiranno tramite il corso in meccatronica sono una buona conoscenza dei principali componenti che costituiscono un servosistema idraulico\, pneumatico o elettromeccanico\, nonché la comprensione delle modalità di regolazione del servosistema in relazione alle prestazioni statiche e dinamiche richieste dalla specifica applicazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n1° Giornata  \nDefinizione di sistema meccatronico. Principali componenti: attuazione\, sensorizzazione\, interfacciamento\, controllo. Tipologie di attuazione: elettrica\, pneumatica e oleoidraulica. Controllo dei sistemi meccanici: Sistemi del primo e del secondo ordine; Analisi della risposta a gradino e della risposta in frequenza; Funzioni di trasferimento; Sistemi in retroazione. Esempi applicativi. \n2° Giornata  \nDispositivi e sistemi oleoidraulici. Valvole digitali e proporzionali: caratteristiche meccatroniche costruttive e analisi delle prestazioni statiche e dinamiche. Schemi funzionali e circuiti. Servovalvole jet-pipe e flapper–nozzle. Servosistemi idraulici: esempi applicativi. \nDispositivi e sistemi elettropneumatici. Valvole digitali e continue: caratteristiche meccatroniche costruttive e analisi delle prestazioni statiche e dinamiche. Schemi funzionali e circuiti. Valvole digitali modulate e tecniche di modulazione. Servosistemi pneumatici: esempi applicativi. \n3° Giornata  \nDispositivi e sistemi elettromeccanici. Motori elettrici e azionamenti. Accoppiamento motore-carico diretto e indiretto. Analisi dei transitori. Trasmissione del moto: riduttori di velocità; viti a ricircolo e a rulli; cinghie e catene; giunti e frizioni. Servosistemi elettromeccanici: esempi applicativi. PLC e controllori PID: principi di funzionamento e programmazione. Sensori e organi di fine corsa. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Sicurezza chimica dei materiali: conformità alle norme europee REACH e CLP
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nDott. Chim. Eugenio Melani  \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nQuadro regolatorio delle sostanze chimiche nell’Unione Europea per la tutela della salute umana e dell’ambiente. \nLa transizione di sostanze e miscele in articoli\, le informazioni da comunicare per la gestione del rischio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nTrasmettere in azienda competenze specifiche sulla legislazione UE relativa alla sicurezza chimica dei prodotti. Applicare le prescrizioni\, dichiarare e comunicare la conformità del fornitore di articoli\, gestire la comunicazione lungo la catena di approvvigionamento in relazione a sostanze pericolose vietate o da dichiarare.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nReferenti dell’area: \n\nricerca e sviluppo\nufficio tecnico\nqualità\n\nsalute/sicurezza/ambiente[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\n\nConoscenza e applicazione della legislazione europea relativa alla sicurezza chimica dei prodotti.\nRispetto delle prescrizioni\, dichiarazione e comunicazione della conformità del fornitore di articoli\, gestione della comunicazione lungo la catena di approvvigionamento in relazione a sostanze pericolose vietate o da dichiarare.\nCapacità di gestione delle SDS di materie prime e prodotti finiti.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nRegolamento europeo REACH \n\nSintesi di principi\, definizioni e prescrizioni del regolamento REACH;\nEsenzione dalla registrazione per sostanze recuperate (End of Waste);\nObblighi di informazione lungo la catena di approvvigionamento: SVHC\, restrizioni e autorizzazioni;\nSchede di dati di sicurezza: obbligo di trasmissione\, corretta compilazione e aggiornamenti.\n\n  \nRegolamento europeo CLP \n\nLa classificazione\, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele in relazione ai pericoli fisici\, per la salute e per l’ambiente.\nSintesi di principi\, definizioni e prescrizioni del regolamento europeo CLP;\n\n  \nApplicazioni REACH-CLP \n\nSchede di dati di sicurezza di sostanze e miscele (esempi di SDS)\,\nNotifica SCIP per articoli che contengono sostanze pericolose.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Transizioni 4.0 e 5.0
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1706868882451{margin-left: 30px !important;padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_column_text] \nFederico Valente \n ingegnere\, MBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nValente Federico \nSi è laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino nel febbraio 1994. Nel maggio 1994\, ha ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere\, iscritto all’albo presso la provincia di Torino dal 2007 e presso la provincia di Asti dal 2021. Possiede il diploma MBA (Master of Business Administration) ottenuto presso la scuola SAA (Scuola d’Amministrazione Aziendale) dell’Università di Torino\, laureandosi con lode nel gennaio 2015. Possiede il certificato BEC (Business English Certificate) Higher ed il certificato Six Sigma Black Belt. \nDopo una breve parentesi presso il Dipartimento di Fisica del Politecnico di Torino (borsa INFM)\, ha iniziato l’attività lavorativa nel 1994 presso il Centro Ricerche Fiat\, dove si è occupato di analisi FEM di processo di stampaggio e di prestazione di prodotto\, di sviluppo programmi in FORTRAN e metodologie CAE\, di progettazione e calcolo di componenti realizzati con tecnologie e materiali innovativi. \nDal 2000 al 2005 ha lavorato presso la divisione “Stampaggio” del Gruppo CLN\, dove ha avuto la responsabilità dell’attività di calcolo ad elementi finiti e della gestione di progetti di sviluppo prodotto. Dal 2005 a metà del 2013 presso la divisione “Ruote” dello stesso Gruppo\, ha avuto la responsabilità di funzione in ambito R&D\, e successivamente dell’industrializzazione nello stabilimento di produzione italiano e gestione delle tecnologie a livello Corporate. Si è occupato di metodi per la gestione della qualità e del miglioramento continuo\, guidando team inter-funzionali su questi temi. \nDa giugno 2013\, è rappresentante legale della Società ITACAe s.r.l.\, di cui è stato anche co-fondatore e direttore tecnico\, oggi socio unico. ITACAe realizza servizi di tipo ingegneristico per la progettazione e l’ingegnerizzazione di prodotto e di processo. Supporta lo sviluppo di linee guida pratiche di implementazione competenze ICT in ambiente di produzione industriale di SME. Svolge attività di consulenza tecnica per l’ente certificatore RINA. \nDa aprile 2016\, è membro del Consiglio Direttivo di AITA (Associazione Italiana Tecnologie Additive). Da febbraio 2018\, è esperto designato da AITA per la partecipazione e il coordinamento del GdL legato al processo di valutazione dei contenuti delle norme CEN e ISO\, per la commissione UNI/CT 529 «Additive Manufacturing».\nPossiede più di 30 pubblicazioni e articoli per conferenze internazionali e riviste specializzate e un brevetto per un nuovo processo di fabbricazione di prodotto Automotive (“EP2628611B1”). È esperto designato per la valutazione di progetti finanziati dalla Commissione Europea H2020 e coach designato per supporto ad alcune SME vincitrici di progetti finanziati dalla Commissione Europea (SME-Instruments).\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa disciplina trattata nel corso è l’insieme delle conoscenze che gli operatori\, imprese e consulenti\, devono assimilare per rispondere nel modo più efficace ed efficiente ai requisiti della quarta rivoluzione industriale e della transizione 5.0. La transizione 4.0 è resa possibile dalla digitalizzazione\, cioè il processo di conversione in formato digitale di dati raccolti nei processi produttivi e funzionali\, dalla disponibilità di sensori e di connessioni a basso costo\, associata a un impiego pervasivo di dati e informazioni\, di tecnologie computazionali e di analisi dei dati\, di nuovi materiali\, macchine\, componenti e sistemi automatizzati\, digitalizzati e connessi (internet of things and machines)\, dalla certificazione dei beni strumentali per l’ottenimento di agevolazioni fiscali tramite regolamentazione che resterà in vigore fino al 2025. La transizione 5.0 è parte integrante di un modello di sviluppo industriale “rigenerativo e circolare”\, con investimenti a partire dal 2024 in beni strumentali materiali o immateriali 4.0\, beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili\, formazione del personale in competenze per la transizione verde\, con l’ottenimento di benefici fiscali vincolato alla dimostrazione di risultati misurabili in termini di efficienza energetica o risparmio di energia.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso intende trasmettere la conoscenza degli aspetti legati alla digitalizzazione e alla certificazione delle imprese secondo il paradigma della cosiddetta transizione 4.0\, dal punto di vista operativo. Un secondo obiettivo del corso è la preparazione alla transizione 5.0 e alla relativa trasformazione / creazione di Impresa resiliente\, umanocentrica e sostenibile.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nProfessionisti nel campo della gestione e analisi dei dati (data scientists\, data architects)\, Agile Transformation (specialisti in metodologie lean) e HR Innovation (specialista del Digital Learning)\, software engineer\, data engineer\, certification engineer\, innovation manager\, specialisti di AI\, ML\, IoT\, robotica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza delle nozioni base di IT\, delle tecnologie legate alla digitalizzazione dell’impresa\, delle metodologie lean.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl partecipante ha la possibilità di formare le basi per poter affrontare e impostare un progetto di digitalizzazione o di certificazione dell’impresa secondo il paradigma della transizione Industria 4.0 e di prepararsi alla transizione 5.0.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nPiano industria 4.0: \n\nPanoramica\nDigitalizzazione\n\nRoadmap per la creazione di una Fabbrica Intelligente\nModalità di revisione dei Processi Industriali nelle aree Produzione – Sviluppo Nuovo Prodotto – Logistica\nStrumenti statistici per la definizione delle frequenze di campionamento e per il controllo di processo\nAnalisi Indici di Efficienza – OEE (Overall Equipment Effectiveness)\nTecniche di Miglioramento continuo (Kaizen): Root Cause Analysis (RCA)\, Plan\, Do\, Check\, Act (PDCA)\nTeoria e applicazione del controllo statistico di processo (SPC)\n\n\nCertificazione\n\nTipologie di beni agevolabili\nRequisiti tecnici da soddisfare\nObblighi di legge\nBenefici economici\nStruttura di una relazione tecnica\nNovità introdotte nella ldb 2024\n\n\nEsempi di casi ammissibili\, non ammissibili e particolari\n\n  \nTransizione 5.0: \n\nPanoramica\nDettagli delle misure\nTipologie di beni agevolabili\nPrerequisiti\, aliquote\, misure affiancate di incentivazione\nBenefici economici\nSistema di certificazione\nApplicazione tecniche di intelligenza artificiale e analisi dei dati\nSicurezza informatica\nRoadmap per la creazione di una Impresa resiliente\, umanocentrica e sostenibile\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Innovation Management
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2867″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nInnovation Manager Paolo Sordo \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nInnovation Manager Sordo Paolo \n  \nE’ Innovation Manager certificato UNI 11814\, iscritto negli elenchi nazionali di Unioncamere e del MISE (2019) nonché nel MIMIt (2023)\, e ha oltre trent’anni di esperienza nel campo della gestione aziendale.\nLe aree di specializzazione sono: innovazione\, digitalizzazione e\, più recentemente\, sostenibilità. \nHa collaborato con un’ampia varietà di aziende\, dalle start-up emergenti alle grandi imprese\, guidandole attraverso le sfide dell’innovazione globale e supportandole nella trasformazione dei loro modelli di business.\nL’esperienza di Paolo Sordo comprende anche la gestione di complesse riorganizzazioni aziendali e l’introduzione di innovazioni tecnologiche\, sempre con focus sulla sostenibilità e l’efficienza.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl corso di Innovation Management è un percorso formativo avanzato\, progettato per ampliare le competenze nel settore dell’innovazione. Il corso è strutturato per offrire una comprensione approfondita delle dinamiche dell’innovazione aziendale\, con un focus particolare sull’Innovation Management e sulla costruzione di un efficace Innovation Management System (IMS). I partecipanti acquisiranno competenze pratiche e strategiche essenziali per guidare l’innovazione all’interno delle loro organizzazioni. \nI temi cruciali trattati sono: la leadership nell’innovazione\, la gestione strategica in contesti innovativi\, l’open innovation e i vari livelli di innovazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIn questo corso di Innovation Management\, l’obiettivo principale è fornire ai professionisti le competenze e le strategie necessarie per guidare con successo l’innovazione nelle loro organizzazioni. I partecipanti impareranno a: \n\n Gestire l’innovazione in modo sistematico: acquisire metodologie per strutturare e gestire processi di innovazione\, garantendo che siano integrati efficacemente nelle operazioni aziendali quotidiane.\n Stimolare la creatività e l’innovazione sostenibile: sviluppare strategie per incoraggiare la creatività e l’innovazione all’interno dei team\, promuovendo soluzioni che siano non solo innovative ma anche sostenibili e responsabili.\n Valutare e mitigare i rischi dell’innovazione: Imparare a identificare e gestire i rischi associati all’introduzione di nuove idee e tecnologie\, assicurando un equilibrio tra innovazione e stabilità operativa.\n Creare un ambiente favorevole all’innovazione: fornire gli strumenti per sviluppare una cultura aziendale che supporti e valorizzi l’innovazione\, trasformando le idee in azioni concrete e risultati misurabili.\n Guidare il cambiamento e la trasformazione: imparare a guidare il cambiamento all’interno delle organizzazioni\, superando le resistenze e allineando le iniziative di innovazione con gli obiettivi aziendali a lungo termine.\nPromuovere la leadership nell’innovazione: sviluppare le capacità di leadership necessarie per ispirare e guidare i team verso il successo nell’ambito dell’innovazione.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nDipendenti\, manager e professionisti [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nNessun prerequisito perché il tema sarà sviluppato dalle basi[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nConoscenza approfondita degli aspetti legati all’innovazione con particolare riferimento alla sua gestione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\nStoria e concetti dell’innovazione\nStrategia dell’innovazione \nPolitica dell’innovazione\nContesto dell’organizzazione\nRisorse per l’innovazione\nGrado dell’innovazione \nClosed e open innovation.\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Metodi avanzati di progettazione a fatica
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2384″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Pietro Paolo Milella \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nProf. Pietro Paolo Milella \nSi è laureato in Ingegneria Nucleare all’Università di Roma La Sapienza.\nDirettore della Divisione Analisi e Tecnologie Meccaniche dell’ENEA/DISP.\nResponsabile\, dal 1979 al 1994\, di tutte le ricerche di sicurezza nucleare per i reattori ad acqua in Italia in campo meccanico.\nCoordinatore\, nel 1995\, con funzioni di Direttore Generale\, della prima Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA).\nGià docente di Costruzioni di Macchine all’Università di Cassino e di Impatto Ambientale dei Cicli Produttivi.\nÈ stato membro unico\, in rappresentanza dell’Italia\, del Principal Working Group No. 3 dell’OCSE di Parigi sulla sicurezza dei componenti in pressione e del Gruppo di Lavoro dell’Agenzia Atomica Internazionale (IAEA) di Vienna on Structural Integrity of Reactor Pressure Components.\nGià membro del Pressure Vessel Research Commitee americano (PVRC) e di diversi gruppi di lavoro delle ASME e ASTM.\nHa scritto il libro: Meccanica della Frattura Lineare Elastica ed Elastoplastica ed il libro: Fatigue and Corrosion in Metals.\nÈ autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.\nÈ stato presidente della società PPMsrl di progettazione e consulenza industriale nel campo dell’analisi strutturale e progettazione a Fatica\, Corrosione e Meccanica della Frattura.\nDa oltre 20 anni è docente nei corsi di Fatica\, Meccanica della Frattura e Corrosione per ingegneri professionisti \n\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa Fatica è la causa principale dei cedimenti strutturali che avvengono in servizio\, rappresentando oltre l’80 percento di questi. Lo studio della fatica\, ancorché iniziato già a metà Ottocento\, si è particolarmente sviluppato solo di recente\, dopo la Seconda guerra mondiale\, con lo sviluppo dell’aviazione e dei voli spaziali\, l’uso di nuovi materiali e leghe a medio-alta resistenza e le richieste sempre più avanzate di prestazioni da parte dei progettisti. Non c’è materiale\, struttura o campo di applicazione industriale che possa dirsi esente da problemi di resistenza a fatica e ciò spinge sulla necessità di conoscenze sempre più approfondite ed avanzate di metodi di calcolo che fanno anche ricorso irrinunciabile a procedure di analisi probabilistica solitamente trascurate e poco conosciute.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nTra le diverse metodologie progettuali oggi a disposizione del progettista\, se ne possono individuare due particolarmente avanzate\, decisamente innovative ed efficaci\, basate su due approcci totalmente diversi che\, ancorché afferenti allo stesso meccanismo di generazione del danno di fatica\, fanno uso di metodi di calcolo distinti. Entrambi i metodi riconoscono nel volume di processo il principale fattore di cedimento dei materiali. Quanto più esso è grande tanto maggiore è l’effetto affaticante. Diverso\, tuttavia\, è l’uso che i due metodi fanno di tale volume di processo. Nel primo\, la sua definizione ed il suo calcolo\, che includono anche gli effetti della tensione media e delle tensioni residue\, incidono sulla forma della curva di Wöhler e sul limite di resistenza a fatica che possono anche risultare profondamente modificati. Nel secondo metodo\, il volume di processo determina la grandezza del peggior difetto atteso nel materiale (solitamente una fase non metallica forestiera o inclusione) da cui dipenderà la sua resistenza a fatica. Alla curva di Wöhler si sostituisce il diagramma di Kitagava-Takahashi. I due metodi vengono dettagliatamente descritti e avvalorati da esempi applicativi particolarmente significativi volti a dare ai partecipanti al corso la più completa padronanza delle basi teoriche e delle metodologie di calcolo\, pur nella ristrettezza dei tempi. Il risultato sarà una sorprendente\, nuova e piacevole attitudine al calcolo di fatica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nA chi è rivolto Ingegneri\, ricercatori e tecnici che si occupano di progettazione e calcolo strutturale ed uso di materiali e tecniche costruttive.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso è del tutto autosostenentesi. Tutte le conoscenze occorrenti sono quelle universitarie o tecnico professionali.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nCapacità di progettazione a fatica di componenti meccanici al di là degli schemi convenzionali con un grado di affidabilità e di probabilità di sopravvivenza che questi non riescono ad assicurare. Capacità di analisi dell’effettiva qualità dei materiali e di previsione del loro comportamento a fatica[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIl corso è suddiviso in tre parti: \nI Parte \nfenomenologia della fatica. Sviluppo\, crescita e progressione del danno di fatica. Definizione e calcolo del volume di processo su cui agisce la fatica e dei fattori che ne determinano il valore. \nII Parte \ncurve di Wöhler; approccio tensione-vita\, retta di Basquin e di Mason-Coffin\, effetto della tensione media. Costruzione delle curve di progetto specifiche in base all’effettivo volume di processo. \nIII Parte \nDiagramma di Kitagawa-Takahashi\, ricerca della distribuzione delle inclusioni e dei difetti e determinazione della massima dimensione attesa attraverso l’uso del calcolo probabilistico. Determinazione del limite di resistenza a fatica relativo ad una richiesta specifica di probabilità di sopravvivenza. Limite di resistenza a fatica secondo Murakami. Applicazioni pratiche di quanto descritto nelle parti precedenti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Interazione idrogeno – materiali metallici: fenomenologia e modellazione
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”1682″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Leonardo Bertini\, Università di Pisa \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nProf. Leonardo Bertini\, Università di Pisa \nLeonardo Bertini ha operato per circa tre anni\, in qualità di ingegnere\, presso gli uffici tecnici di due aziende nazionali operanti nel settore meccanico: la Nuovo Pignone di Firenze e la Costruzioni Metalliche FINSIDER (CMF) di Livorno. \nDal 1984 al 1986 ha seguito il corso di Dottorato di Ricerca in Meccanica dei Materiali\, svolgendo una ricerca nel campo della corrosione-fatica di acciai strutturali in ambiente marino. \nDal 1988 è divenuto Professore Associato e dal 2000 Ordinario nel settore scientifico disciplinare Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine presso l’Università di Pisa \nLa sua attività di ricerca riguarda principalmente i settori scientifici: \n\ncomportamento a fatica dei materiali metallici e compositi\, di giunti saldati e di componenti in piena scala\, anche ad alta temperatura ed in ambiente corrosivo\nmeccanica della frattura\, teorica e sperimentale\ninfragilimento da idrogeno.\nmisura e modellazione di stati di autotensione\nmodellazione numerica tramite FEM\n\nQuesta attività\, spesso in collaborazione con aziende leader in campo internazionale\, ha prodotto circa 130 memorie\, molte delle quali pubblicate su prestigiose riviste internazionali del settore. \nHa ottenuto i seguenti riconoscimenti: \n\nPremio AIAS 1992 e 2000\nPremio CEGB del Journal of Strain Analysis for Engineering Design\nPremio SMAU per l’Innovazione 2016\n\nHa contribuito allo sviluppo dei seguenti brevetti: \n\nDispositivo per la rilevazione di caratteristiche meccaniche di materiali\nHelios: Tecnica innovativa per la misura del contenuto di idrogeno\n\nHa inoltre ricoperto le seguenti cariche: \n\n\nPresidente del Consiglio di Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Meccanica \n\n\nDirettore della Scuola di Dottorato in Ingegneria “Leonardo da Vinci” \n\n\nDelegato del Rettore per la promozione di spin-off\, start-up e brevetti \n\n\nMembro del Consiglio Direttivo\, Segretario e\, infine Presidente dell’Associazione Italiana per l’Analisi delle Sollecitazioni (AIAS) \n\n\n\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”1688″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Renzo Valentini\, Università di Pisa \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nProf. Renzo Valentini\, Università di Pisa \nLaureato in Ingegneria Nucleare con indirizzo Materiali\, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Metallurgica ed attualmente è Professore Ordinario nel Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale settore scientifico disciplinare Metallurgia presso l’Università di Pisa. Ha partecipato in qualità di responsabile scientifico dell’Unità di Ricerca dell’Università di Pisa a progetti di ricerca a livello nazionale ed internazionale.\nL’attività di ricerca riguarda principalmente quattro settori:\n• Interazione dell’idrogeno con i materiali metallici\n• Sviluppo e studio di nuovi tipi di leghe metalliche sia per le costruzioni meccaniche che per prestazioni speciali\n• Problematiche metallurgiche di saldatura negli acciai\n• Innovazione dei processi di produzione siderurgici\nE’ autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche.\nE’ stato coordinatore dei seguenti gruppi di lavoro:\n-Coordinatore del gruppo di lavoro in Federacciai per la costituzione della Piattaforma Tecnologica Italiana sull’Acciaio (ACIES) dal 2007 al 2008.\n-Coordinatore scientifico nel 2014 di uno studio tecnico/scientifico commissionato dalla Regione Toscana avente lo scopo di investigare circa le possibili attività di innovazione e riqualificazione delle attività portuali e siderurgiche di Piombino.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl corso si inserisce all’interno della meccanica dei materiali\, intendendo\, in particolare\, illustrare le complesse interazioni tra l’idrogeno ed i materiali metallici (diffusione\, infragilimento)[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso si propone di formare tecnici operanti nella filiera che vede l’impiego dell’idrogeno come vettore energetico\, operando nelle sue diverse fasi di produzione\, immagazzinamento e distribuzione. \nIn tutte queste fasi\, è di fondamentale importanza la scelta dei materiali e la comprensione\, modellazione e previsione del loro comportamento\, nel tempo\, in presenza di idrogeno gassoso. \nIl corso si propone di fornire una panoramica di competenze di base sulla interazione idrogeno-materiali metallici e sugli strumenti di modellazione e previsione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri operanti nel campo della progettazione e gestione di manufatti potenzialmente in presenza di idrogeno. Ingegneri e tecnici interessati all’intera filiera dell’idrogeno come vettore energetico.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nCompetenze relative al comportamento meccanico dei materiali metallici ed alle loro proprietà di base[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nI partecipanti al corso acquisiranno competenze relativa ai fenomeni che governano l’interazione tra idrogeno e materiali metallici e sugli strumenti matematici e numerici (FEM) utilizzabili per la loro modellazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n  \n\nGeneralità\, cenni storici e rilevanza moderna del fenomeno\nDiffusione e solubilità dell’Idrogeno nei metalli\nConcetto di trappole reversibili ed irreversibili\nConcetto di idrogeno diffusibile e totale\nTecniche di misura dell’idrogeno\nMeccanismi di base del danneggiamento da idrogeno: attacco\, blistering\, infragilimento\nInfragilimento dall’interno e dall’esterno dei materiali: il ruolo dell’idrogeno nella Stress Corrosion Cracking\nEffetti combinati di stress-microstruttura-idrogeno nella frattura delle leghe metalliche\nPrincipali test meccanici per la valutazione dell’infragilimento da idrogeno\nCenni sui meccanismi di danneggiamento per fatica in presenza di idrogeno\nRimedi\, suggerimenti tecnici e scelta dei materiali per minimizzare i rischi di danneggiamento da idrogeno\nModelli matematici per la rappresentazione del processo di diffusione dell’idrogeno: prima e seconda legge di Fick\nSoluzioni delle equazioni di Fick in alcuni casi notevoli\, sia in regime stazionario che transitorio\nPresenza di trappole\nRappresentazione matematica delle trappole\nModello semplificato di Oriani e relativa soluzione\nModello di MacNabb e Foster e relative equazioni differenziali\nFormulazione dell’algoritmo di soluzione del problema generale della diffusione con trappole tramite Finite Difference Method\nProblemi di stabilità e convergenza della soluzione nel caso stazionario e transitorio\nFormulazione del problema della diffusione con il Finite Element Method\nModellazione di strutture con elementi “multifield”\nEsempi applicativi basati sul codice ANSYS\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Direttiva PED
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2372″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nIng. Mario Nivoli   \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nIng. Mario Nivoli   \nSi è laureato in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino ed è iscritto alla sezione B dell’Albo degli Ingegneri di Tornio. \nPer oltre 15 anni ha lavorato presso aziende di ingegneria e metalmeccaniche operanti su commessa in Italia ed all’estero\, prima come progettista e poi come responsabile di ufficio tecnico. Oggi mette a disposizione le proprie competenze come consulente e formatore. \nSi occupa di prodotti in pressione e macchinari per impianti e applicazioni critiche (petrolchimico\, processi industriali\, acciaierie\, energia\, nucleare)\, nello specifico: \n\ncompensatori di dilatazione metallici e manichette flessibili\nsupporti elastici per tubazioni\ncomponenti di macchinari per automazione\nstrutture fisse e pulegge funiviarie\nmacchinari di movimentazione pesante (carrelli semoventi\, ribaltatori e sollevatori idraulici ed elettromeccanici)\n\nSi occupa in particolare delle seguenti fasi dello sviluppo: \n\nattività tecnica pre-vendita\nanalisi delle specifiche e capitolato\nco-operazione alla stesura delle specifiche e capitolato\nprogettazione preliminare e di dettaglio\ndimensionamenti meccanici\ncalcoli strutturali con metodi analitici e ad elementi finiti FEM\nanalisi termo-meccaniche\nanalisi vibrazionali modali e di risposta in frequenza\ndisegnazione CAD\nstesura di piani di controllo e collaudo\ncertificazione di prodotto e di processo\ncoordinamento delle attività di saldatura secondo UNI EN ISO 3834\nadeguamento delle aziende ai requisiti delle norme ISO 9001\, ISO 3834\, EN 1090\ninstallazione\, montaggio ed ispezioni post-installazione degli impianti\n\n\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl 20 Luglio 2016 è entrata in vigore definitivamente in tutta Europa la Direttiva 2014/68/EU (Nuova PED) per le attrezzature a pressione che integra e sostituisce la storica direttiva 97/23/CE (PED) in vigore dal 29 Maggio 2002. In Italia è stata recepita attraverso il decreto legislativo attuativo del 15 Febbraio 2016 n. 26. \nLa Direttiva\, come la precedente\, deve essere applicata nella progettazione\, fabbricazione e valutazione di conformità delle attrezzature e dei componenti sottoposti a una pressione massima ammissibile superiore a 0.5 bar. \nI requisiti della Direttiva PED possono essere soddisfatti attraverso l’applicazione di norme europee armonizzate che godono del privilegio della presunzione di conformità alla Direttiva stessa (e in quanto tali sono riconosciute da tutti gli organismi Europei di certificazione notificati nei vari Paesi membri). \nNel contesto della Direttiva PED\, lo standard armonizzato considerato più importante è la norma EN13445: esso raccoglie in circa 1000 pagine tutte le informazioni e i criteri relativi ai materiali\, alla fabbricazione e\, soprattutto\, alla progettazione dei recipienti in pressione non sottoposti a fiamma\, proponendosi come alternativa agli standard ASME e alle norme nazionali europee (VSR\, Codap\, BS\, ecc) precedentemente in vigore. \nTra i capitoli più significativi di questo nuovo standard sono da considerare le parti dedicate alla “Design by Analysis” che affrontano il problema della verifica degli spessori e delle tensioni/deformazioni massime ammissibili attraverso le più recenti applicazioni agli elementi finiti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso proposto ha lo scopo di fornire\, oltre ad una informativa generale sulla Direttiva PED e sulla norma armonizzata EN 13445\, un iter procedurale di applicazione della norma nella parte 3 dedicata appunto alla Design by Analysis. Saranno perciò messi particolarmente in evidenza: le differenze e i parallelismi con le norme ASME Section VIII\, Division 2 per i ‘Pressure Vessels’\, i nuovi concetti e le nuove procedure applicative e\, soprattutto\, attraverso l’esecuzione completa di alcuni esempi le corrette modalità d’uso di modelli ad elementi finiti\, e del relativo post-processamento\, per la verifica secondo la nuova normativa dei recipienti in pressione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nProgettisti di apparecchi in pressione\, sia in generale\, che rispetto all’applicazione di modelli ad elementi finiti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di base del metodo agli elementi finiti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nAttraverso una lettura critica della normativa\, si approfondiscono i requisiti essenziali di sicurezza per poterli successivamente soddisfare in fase di progettazione. \nUn richiamo alle teorie alla base delle metodiche di progettazione secondo i codici EN ed ASME e al metodo degli elementi finiti consentiranno maggiore consapevolezza nell’applicazione dei metodi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\nDirettive europee per la certificazione di prodotto\nNorme armonizzate – new legislative framework\nDirettiva PED (info generali e recepimento italiano)\nL’Iter procedurale\nLe norme armonizzate Requisiti essenziali di sicurezza\nLa Progettazione strutturale di parti in pressione La Design by Formulas e la Design by Analysis\nRichiami FEA\nDesign by analysis: esempi applicativi\n\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Introduzione all'Intelligenza Artificiale
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2370″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nDott. Mirko Mazzoleni\, Università degli Studi di Bergamo \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nDott. Mirko Mazzoleni\, Università degli Studi di Bergamo \nHa conseguito la laurea magistrale (summa cum laude) in Ingegneria Informatica nel 2014 e il Dottorato di Ricerca in Ingegneria e Scienze Applicate (sistemi di controllo) nel 2018\, presso l’Università degli Studi di Bergamo. Attualmente è ricercatore RTD-B presso l’Università degli Studi di Bergamo. Da Novembre 2023 è abilitato come professore di seconda fascia mediante esame di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) nel settore concorsuale 09/G1 (Automatica). I suoi principali interessi di ricerca includono applicazioni teoriche e pratiche dell’identificazione dei sistemi dinamici e della diagnosi dei guasti. È co-fondatore di AISent\, una startup che progetta soluzioni di intelligenza artificiale nei campi dell’industria manifatturiera\, delle scienze della vita e dell’innovazione sociale.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2353″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nIng. Michele Ermidoro\, AISent srl \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nIng. Michele Ermidoro\, AISent srl \nHa conseguito la laurea magistrale (summa cum laude) in Ingegneria Informatica nel 2011 e il Dottorato di Ricerca in Ingegneria e Scienze Applicate (sistemi di controllo) nel 2015\, presso l’Università degli Studi di Bergamo. Dopo il dottorato ha svolto l’attività di consulente fino al 2021 seguendo progetti in ambito Data Science\, Machine Learning e Meccatronica. Nel 2018 ha fondato una startup\, AISent che si occupa di ingegnerizzare sistemi di intelligenza artificiale. Dal 2021 si dedica quasi completamente alla gestione dei progetti di computer vision in AISent. E’ docente a contratto per i corsi di Automazione Industriale e Control System Technology presso l’Università degli studi di Bergamo.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl contenuto del corso riguarda la progettazione di metodi e algoritmi per l’analisi dei dati e l’apprendimento automatico dai dati. Fanno parte dell’ambito del corso i concetti di machine learning\, regressione\, classificazione\, computer vision\, processamento del testo e clustering. Gli ambiti di utilizzo dei concetti del corso sono diversi data la possibilità odierna di acquisire e analizzare dati da ogni aspetto del business.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nL’obiettivo del corso è introdurre agli studenti i concetti di analisi del dato e come sia possibile prendere decisioni informate tramite gli strumenti di analisi dei dati proposti. Verranno presentati i concetti di regressione lineare e logistica\, le reti neurali e gli alberi decisionali. In particolare\, una lezione sarà dedicata alla computer vision (sia con metodi tradizionali che moderni) con esempi applicativi industriali. Il corso terminerà con una panoramica sul processamento del testo in linguaggio naturale e sul reinforcement learning. Durante il corso\, verranno presentati esempi in linguaggio Python.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nTecnici progettisti\, Manager\, Ingegneri\, Fisici\, Matematici. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nI requisiti minimi riguardano delle basi in algebra lineare\, analisi matematica reale e programmazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nGli studenti apprenderanno come stimare un modello di apprendimento dai dati\, sia supervisionato che non supervisionato\, applicando tali conoscenze ad ambiti applicativi come la computer vision. Le competenze acquisite sono generali e possono essere applicate agli ambiti applicativi di interesse dei singoli partecipanti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n  \nGIORNO 1\nMattino \n\nIntroduzione all’intelligenza artificiale\, data science e machine learning\nDai problemi di business ai problemi di data science\nRegressione lineare\n\nPomeriggio \n\nRegressione logistica\nLaboratorio pratico in python di regressione e classificazione\n\nGIORNO 2\nMattino \n\nOverfitting e regolarizzazione\nValidazione del modello di machine learning\n\nPomeriggio \n\nMetriche di performance del modello di machine learning\nAlberi decisionali e random forest\nLaboratorio pratico in python sulla regolarizzazione\, validazione\n\nGIORNO 3\nMattino \n\nReti neurali\nIntroduzione al deep learning\nSpiegabilità e interpretabilità delle reti neurali\nLaboratorio pratico in python su alberi decisionali\n\nPomeriggio \n\nMachine vision\nConvolutional neural networks\n\nGIORNO 4\nMattino \n\nObject detection\nLaboratorio pratico in python su reti neurali\nLaboratorio pratico in python su convolutional neural networks\n\nPomeriggio \n\nClustering\nPrincipal Components Analsyis\nLaboratorio pratico in python su clustering e PCA\n\nGIORNO 5\nMattino \n\nRecommender systems\nText analytics\nLaboratorio pratico in python su recommender systems text analytics\n\nPomeriggio \n\nBandit algorithms\nLaboratorio pratico in python su bandit algorithms\nOpen discussion\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Progettazione e Analisi degli Esperimenti
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”1925″ img_size=”medium”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_custom_heading text=”Docenti:” font_container=”tag:h3|text_align:center|color:%23a02a25″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1700234854483{padding-top: 40px !important;}”][/vc_column][vc_column width=”1/3″ css=”.vc_custom_1700234457257{margin-top: 20px !important;}”][vc_empty_space height=”20px”][vc_single_image image=”1680″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nIng. Federico Valente \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Corso: DOE01 \nProgettazione e Analisi degli Esperimenti – DOE[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa sperimentazione svolta in maniera metodica attraverso tecniche statistiche è il principale metodo scientifico che può essere impiegato nell’industria per migliorare i prodotti e i processi. La corretta pianificazione degli esperimenti consente di raggiungere in maniera efficiente ed efficace un livello di conoscenza affidabile del prodotto o processo che si vuole migliorare. Le ricadute di una corretta applicazione del metodo DoE (Design of Experiments) sono molteplici: \n\nottimizzare le performance di un prodotto\nsviluppare un prodotto che è meno sensibile alle variabilità ambientali o operative\nriduzione degli scarti\nindagare in maniera efficiente diverse scelte progettuali\nridurre i tempi di sviluppo del prodotto\nincrementare e consolidare il livello di conoscenza del prodotto/processo\naumentare l’affidabilità del prodotto\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto ai responsabili di gruppi di progettazione\, ai progettisti che intendono comprendere e valutare le possibilità di utilizzare strumenti di progettazione avanzati\, ai professionisti nelle aree ricerca\, sviluppo e innovazione. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nSebbene il corso sia rivolto in particolare ai laureati in Ingegneria o altre discipline scientifiche\, si ritiene possa essere indicato anche ai diplomati tecnici\, qualora possiedano nozioni di statistica ed esperienze applicative.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense/note relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni in Powerpoint utilizzate durante le lezioni. Durante il corso verranno svolte delle attività didattiche per riprodurre situazioni reali di progettazione degli esperimenti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\n\n\n\n1a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione e cenni storici.\nIntroduzione al DOE: obiettivo\, terminologia\, linee guida.\nProblem solving (chart di Ishikawa)\, PDCA\, FMEA.\nDOE\, linguaggio e concetti:\no modalità di scelta e di esecuzione dell’attività sperimentale\no rassegna diverse strategie di sperimentazione: best guess approach\, trial & errro\, OFAT\, metodo Steepest Ascent\, progettazione fattoriale\no i pro ed i contro delle diverse strategie sperimentali\no cos’è un esperimento fattoriale e quali sono le informazioni che fornisce\n\n\n2a Lezione (5 ore) \n\nFondamenti di statistica.\nLa distribuzione normale\, teorema limite centrale\, confronto tra due campioni.\nConfronto tra k campioni\, il test di Student\, l’ipotesi statistica.\nIntroduzione al metodo di Analisi della Varianza (ANOVA).\nPrincipi base del DoE: controllo\, randomizzazione\, Replicazione\, ortogonalità e bilanciamento.\nIntroduzione al robust design\nBlocking\, confounding\, (esempio 1: blocks).\nAncova (esempio 2: ancova)\nAltri esempi (mont271\, adesione\, roughness).\nGlossario\n\n3a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione agli esperimenti fattoriali frazionati.\nTecniche di riduzione e proiezione dei piani fattoriali. La risoluzione e l’aliasing di un piano.\nIl metodo “split-plot”.\nIl metodo delle superfici di risposta: metodi Box-Behnken\, CCD.\nDOE + Ottimizzazione.\nTest di verifica apprendimento.\nAlcuni software per analisi statistica e ottimizzazione.\n\n\n\n\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Attrito e Usura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/3″][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_custom_heading text=”Docenti:” font_container=”tag:h3|text_align:center|color:%23a02a25″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1700234854483{padding-top: 40px !important;}”][vc_column_text] \nProf. Nora Lecis \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/3″ css=”.vc_custom_1700234457257{margin-top: 20px !important;}”][vc_empty_space height=”20px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa maggioranza dei corpi a contatto e in mutuo strisciamento (tra i quali componenti meccanici e gli utensili per le lavorazioni tecnologiche)\, in esercizio possono danneggiarsi in superficie a causa dell’usura. L’interazione tra le superfici a contatto\, inoltre\, è caratterizzata dalla presenza dell’attrito\, che provoca una dissipazione di energia\, con notevoli perdite di rendimento del sistema ingegneristico. I costi economici dovuti a questi fenomeni possono essere elevatissimi: si parla in genere di valori intorno al 4% del PIL di una nazione industrializzata come l’Italia. \nParticolarmente interessante è il fatto\, tuttavia\, che almeno il 25% di questi costi sarebbero evitabili se\, in fase di progetto o manutenzione\, venissero adottati opportuni criteri “tribologici”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLa progettazione meccanica spesso trascura l’usura e l’attrito\, concentrandosi essenzialmente sulla resistenza a fatica. \nIn caso di errato funzionamento di origine tribologica molto spesso si interviene “a posteriori”\, cercando di rimediare nel modo migliore. L’obiettivo principale di questo corso è quello di fornire le adeguate conoscenze tribologiche ed i relativi strumenti operativi sia per poter intervenire al meglio “a posteriori” sia\, soprattutto\, per essere in grado di realizzare una progettazione tribologica “a priori”\, che permetta di evitare costosi e\, spesso\, insufficienti\, interventi successivi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto principalmente a tecnici dell’industria\, a neolaureati e neo-diplomati. \n [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nSono necessarie conoscenze di base di matematica\, fisica e meccanica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense/note relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni in Powerpoint utilizzate durante le lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIl Corso si articolerà sviluppando le seguenti tematiche: \n1) SUPERFICI A CONTATTO \n\nContatto tra superfici ideali\nCaratteristiche microgeometriche delle superfici\nArea reale di contatto\nAdesione tra superfici a contatto (cenni)\n\n2) ATTRITO \n\nAttrito statico e dinamico\nInfluenza dell’attrito sugli sforzi di contatto\nDeformazioni plastiche alle asperità\nTeoria adesiva dell’attrito\nAttrito e fenomeni di trasferimento\nEffetto della rugosità iniziale\nAttrito volvente\nContributo abrasivo all’attrito\nRiscaldamento superficiale\n\n3) LUBRIFICAZIONE E LUBRIFICANTI \nLubrificazione solida \nLubrificazione limite\nLubrificazione fluida (Viscosità lubrificanti liquidi\, Teoria della lubrificazione liquida)\nLubrificazione plasto-idrodinamica\nTipologie di lubrificanti liquidi (cenni)\n\n4) MECCANISMI DI USURA \n\nUsura adesiva\nUsura tribossidativa\nUsura abrasiva\nUsura per fatica superficiale\n\n5) PROCESSI DI USURA \n\nUsura per strisciamento (usura severa e moderata\, Effetto della lubrificazione\, Metodi di controllo dell’usura per strisciamento\, materiali per impieghi tribologici)\nUsura per sfregamento\nUsura per rotolamento-strisciamento\nUsura abrasiva da particelle dure\nUsura erosiva\nProve tribologiche (Perno contro disco\, Blocco contro anello\, disco contro disco\, 4 sfere\, DSRW\, PAWT)\n\n6) INGEGNERIA DELLE SUPERFICI IN TRIBOLOGIA \n\nTipologie di trattamenti superficiali\nTrattamenti di modifica microstrutturale (Trattamenti meccanici\, Tempra superficiale)\nTrattamenti termochimici per diffusione (Cementazione\, Nitrurazione\, Altri)\nTrattamenti di conversione (Fosfatazione\, Ossidazione anodica)\nRivestimenti superficiali (Metallici\, Sottili\, Spessi)\nPresentazione di casi di studio\n\n [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Mastering the Heat: Progettazione Avanzata per Applicazioni ad Alta Temperatura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”1664″ img_size=”medium”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_custom_heading text=”Docenti:” font_container=”tag:h3|text_align:center|color:%23a02a25″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1700234934538{padding-top: 40px !important;}”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_single_image image=”146″ add_caption=”yes” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” è un campo ingegneristico specializzato che si concentra sulla progettazione di componenti e sistemi per ambienti termicamente estremi. Essenziale in settori come l’aerospaziale\, la generazione di energia e la petrolchimica\, questa disciplina si interessa del comportamento dei materiali esposti a sollecitazioni meccaniche ed esposizioni ad elevata temperatura per lunghe durate. La comprensione dei meccanismi alla base dei fenomeni di accumulo delle deformazioni e della rottura è cruciale per lo sviluppo di criteri in grado di assicurare la vita operativa dei componenti senza che questi incorrano in rotture catastrofiche. L’obiettivo principale è sviluppare soluzioni ingegneristiche che garantiscono la durata\, l’efficienza e la sicurezza dei componenti in condizioni termiche estreme\, utilizzando leghe avanzate e principi di design innovativi. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” intende fornire una profonda comprensione dei meccanismi e delle sfide ingegneristiche legate all’utilizzo di materiali per componenti operanti in condizioni termiche estreme. Esso mira a trasmettere l’importanza di una progettazione accurata e informata per garantire la sicurezza\, l’efficienza e la durata delle componenti in ambienti ad alta temperatura. I partecipanti verranno introdotti al comportamento meccanico dei metalli e delle leghe in tali condizioni\, con particolare attenzione al fenomeno del “creep”\, la deformazione plastica che si verifica sotto sollecitazione a temperature elevate. Verranno analizzati i principali meccanismi microscopici alla base di tale deformazione\, come il movimento delle dislocazioni e la diffusione atomica. Il corso esplorerà anche metodi avanzati per modellare e prevedere il comportamento a creep\, nonché strategie di design per prevedere l’effetto dello stato di sollecitazione. Infine\, saranno affrontate applicazioni pratiche e reali\, illustrando come le conoscenze acquisite possano essere applicate nell’ingegneria con particolare attenzione agli standard e alle linee guida attualmente in uso nell’industria. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri Meccanici: specialmente quelli che lavorano in settori come l’aerospaziale\, l’automobilistico\, la generazione di energia e la produzione di metalli\, dove la resistenza dei materiali a temperature elevate è cruciale. \nIngegneri dei Materiali: che sono interessati a comprendere e migliorare le proprietà dei materiali utilizzati in condizioni termiche estreme. \nIngegneri Petrolchimici: che progettano e mantengono impianti che operano ad alte temperature e pressioni. \nRicercatori nel campo dei Materiali: che studiano nuove leghe e trattamenti termici per migliorare la resistenza al creep e ad altre forme di degrado termico. \nTecnici di Controllo Qualità: che eseguono test su materiali e componenti per assicurare che rispettino le specifiche di resistenza al calore. \nIngegneri Nucleari: data l’importanza delle temperature elevate nella progettazione e nella manutenzione dei reattori. \nConsulenti e Specialisti in Ispezione: che devono valutare l’integrità di componenti ed equipaggiamenti operanti in condizioni ad alta temperatura. \nIngegneri del Settore Alimentare: dove il trattamento termico e la resistenza al calore dei componenti degli impianti sono essenziali. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di Base dei Materiali: comprensione dei concetti fondamentali legati ai materiali metallici\, come composizione\, struttura cristallina\, e difetti. Meccanica dei Materiali: familiarità con i principi di base della meccanica dei materiali\, come tensione\, deformazione\, e le leggi di comportamento meccanico \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nPart 1: Introduzione ai processi deformativi ad elevata temperatura \n\nEsempi di impianti e componenti operanti ad alta temperatura\nIntroduzione al comportamento meccanico di metalli e leghe ad elevata temperatura\nInstabilità plastica ad alta temperatura\nMeccanismi che limitano la vita operativa\n\nPart 2: Deformazione a Creep: aspetti fenomenologici \n\nIntroduzione al fenomeno del creep\nI regimi di creep\nCreep testing e standard\nMetodi di estrazione dei dati\n\nPart 3: Deformazione a Creep: micromeccanismi \n\nI difetti nei cristalli\nRichiami di meccanica delle dislocazioni\nCreep dislocazionale e diffusivo\nDeformation Mechanism Map\nFattori di influenza sul rateo di creep\n\nPart 4: Modellazione a creep \n\nModelli fenomenologici e su base fisica\nModelli di previsione di vita\nCreep multiassiale\n\nPart 5: Rottura a creep \n\nMeccanismi di rottura a creep\nCreep crack growth\nModellazione a meccanica del danno\n\nPart 6: Engineering approach \n\nMateriali per la termica\nCreep-fatica\nEngineering approach: API 579-1/ASME FFS-1\nEsempi applicativi\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl corso fornisce una solida e dettagliata comprensione dei processi deformativi e di rottura in materiali operanti ad elevata temperatura\, delle leggi che governano il fenomeno e delle relazioni in grado di descriverlo per la previsione della vita operativa di componenti. I partecipanti acquisiranno le conoscenze relative alle tecniche di modellazione più avanzata in relazione agli standard industriali vigenti. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row disable_element=”yes”][vc_column][vc_column_text] \nDocenti\nProf. Nicola BonoraUniversità di Cassino e del Lazio Meridionale \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” è un campo ingegneristico specializzato che si concentra sulla progettazione di componenti e sistemi per ambienti termicamente estremi. Essenziale in settori come l’aerospaziale\, la generazione di energia e la petrolchimica\, questa disciplina si interessa del comportamento dei materiali esposti a sollecitazioni meccaniche ed esposizioni ad elevata temperatura per lunghe durate. La comprensione dei meccanismi alla base dei fenomeni di accumulo delle deformazioni e della rottura è cruciale per lo sviluppo di criteri in grado di assicurare la vita operativa dei componenti senza che questi incorrano in rotture catastrofiche. L’obiettivo principale è sviluppare soluzioni ingegneristiche che garantiscono la durata\, l’efficienza e la sicurezza dei componenti in condizioni termiche estreme\, utilizzando leghe avanzate e principi di design innovativi. \n  \n  \n  \n  \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl corso fornisce una solida e dettagliata comprensione dei processi deformativi e di rottura in materiali operanti ad elevata temperatura\, delle leggi che governano il fenomeno e delle relazioni in grado di descriverlo per la previsione della vita operativa di componenti. I partecipanti acquisiranno le conoscenze relative alle tecniche di modellazione più avanzata in relazione agli standard industriali vigenti. \n\n \n\n  \n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
URL:https://www.consorziotcn.it/corso/mastering-the-heat-progettazione-avanzata-per-applicazioni-ad-alta-temperatura/
CATEGORIES:Corso Applicativo
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SUMMARY:Progettazione e Analisi degli Esperimenti - DOE (Corso a Distanza)
DESCRIPTION:DOE01 \nDocenti\nIng. Federico Valente – MBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl \nFINALITÀ\nLa sperimentazione svolta in maniera metodica attraverso tecniche statistiche è il principale metodo scientifico che può essere impiegato nell’industria per migliorare i prodotti e i processi. La corretta pianificazione degli esperimenti consente di raggiungere in maniera efficiente ed efficace un livello di conoscenza affidabile del prodotto o processo che si vuole migliorare. Le ricadute di una corretta applicazione del metodo DoE (Design of Experiments) sono molteplici: \n\nottimizzare le performance di un prodotto\nsviluppare un prodotto che è meno sensibile alle variabilità ambientali o operative\nriduzione degli scarti\nindagare in maniera efficiente diverse scelte progettuali\nridurre i tempi di sviluppo del prodotto\nincrementare e consolidare il livello di conoscenza del prodotto/processo\naumentare l’affidabilità del prodotto\n\nDESTINATARI\nIl corso è rivolto ai responsabili di gruppi di progettazione\, ai progettisti che intendono comprendere e valutare le possibilità di utilizzare strumenti di progettazione avanzati\, ai professionisti nelle aree ricerca\, sviluppo e innovazione. \nDURATA E STRUTTURA DEL CORSO\nIl corso svolto interamente in modalità remota ha una durata complessiva di 15 ore\, suddivise in 3 lezioni della durata di 5 ore ciascuna. L’intera attività didattica si terrà in italiano mediante una piattaforma di web conference con l’ausilio di slides e testi. È previsto\, per ogni\, un momento di presentazione di esempi e di svolgimento di esercitazioni on-line. \nPREREQUISITI\nSebbene il corso sia rivolto in particolare ai laureati in Ingegneria o altre discipline scientifiche\, si ritiene possa essere indicato anche ai diplomati tecnici\, qualora possiedano nozioni di statistica ed esperienze applicative. \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense/note relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni in Powerpoint utilizzate durante le lezioni. Durante il corso verranno svolte delle attività didattiche per riprodurre situazioni reali di progettazione degli esperimenti. \nPROGRAMMA\n1a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione e cenni storici.\nIntroduzione al DOE: obiettivo\, terminologia\, linee guida.\nProblem solving (chart di Ishikawa)\, PDCA\, FMEA.\nDOE\, linguaggio e concetti:\no modalità di scelta e di esecuzione dell’attività sperimentale\no rassegna diverse strategie di sperimentazione: best guess approach\, trial & errro\, OFAT\, metodo Steepest Ascent\, progettazione fattoriale\no i pro ed i contro delle diverse strategie sperimentali\no cos’è un esperimento fattoriale e quali sono le informazioni che fornisce\n\n\n2a Lezione (5 ore) \n\nFondamenti di statistica.\nLa distribuzione normale\, teorema limite centrale\, confronto tra due campioni.\nConfronto tra k campioni\, il test di Student\, l’ipotesi statistica.\nIntroduzione al metodo di Analisi della Varianza (ANOVA).\nPrincipi base del DoE: controllo\, randomizzazione\, Replicazione\, ortogonalità e bilanciamento.\nIntroduzione al robust design\nBlocking\, confounding\, (esempio 1: blocks).\nAncova (esempio 2: ancova)\nAltri esempi (mont271\, adesione\, roughness).\nGlossario\n\n3a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione agli esperimenti fattoriali frazionati.\nTecniche di riduzione e proiezione dei piani fattoriali. La risoluzione e l’aliasing di un piano.\nIl metodo “split-plot”.\nIl metodo delle superfici di risposta: metodi Box-Behnken\, CCD.\nDOE + Ottimizzazione.\nTest di verifica apprendimento.\nAlcuni software per analisi statistica e ottimizzazione.
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SUMMARY:Introduzione alla progettazione con i materiali compositi
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDocenti\nIng. Andrea RottigniIng. Francesco Grispo \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLe finalità di questo corso sono quelle di affrontare i primi cenni legati alla progettazione con i materiali compositi\, oltre alle materie prime utilizzate ed alcune tra le più importanti tecnologie produttive utilizzate. \nNello specifico della parte di progettazione\, le finalità sono quelle di far acquisire le prime competenze teorico pratiche per gestire semplici progettazioni di componenti in materiali compositi. In linea generale\, il partecipante avrà la possibilità di vedere illustrati strumenti come Analisi di fattibilità e definizione dei Requisiti; Matrice Decisionale; Diagrammi di Ashby\, impostazione di un Ply Book\, Legge di Pareto; Nonché le principali metodologie di calcolo seguendo sia il tradizionale approccio del “Building Block Approach” sia le principali tecniche di calcolo semplificato. Il tutto al fine di fornire strumenti di management generale dello sviluppo di un progetto. \nDESTINATARI\nProgettisti che vogliano avere un primo contatto con tali materiali per capirne le caratteristiche principali; e le modalità di approccio progettuali; responsabili tecnici delle aree di progettazione e R&D. \nPREREQUISITI\nIl modulo\, concepito come introduzione alla progettazione con i materiali polimerici necessita di prerequisiti specifici legate principalmente a: \nFormazione tecnica fornita da laurea magistrale o breve di natura tecnica \nÈ opportuno possedere conoscenze di base di algebra delle matrici; oltre che conoscenze base di scienza delle costruzioni (teoria della trave\, sezioni\, cenni di teoria della piastra). \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \nPROGRAMMA\nIntroduzione Generale: \n\nGeneralità sulle materie prime\nPanoramica delle materie prime utilizzate\nCenni Fibre di carbonio\, di vetro\, aramidiche\, di basalto – resine termoindurenti – loro interazioni\n\nTecnologie produttive principali: \n\nTecnologie produttive principali utilizzate\, tra cui: laminazione in manuale\, autoclave\, resin transfer moulding (RTM)\n\nPrincipali tecniche di progettazione di strutture: \n\nInquadramento generale sullo sviluppo di un progetto e le relative tecniche di gestione\, in particolare con riferimento alla necessità di compiere scelte progressive.\nCenni su strumenti utili a definire in maniera iterativa e sempre più dettagliata gli aspetti salienti del componente da progettare (Analisi di fattibilità e definizione dei Requisiti; Matrice Decisionale; Diagrammi di Ashby\, impostazione di un Ply Book\, Legge di Pareto\nCenni sui principali tipi di laminato e le relative proprietà meccaniche e tecnologiche (laminati simmetrici\, bilanciati\, antisimmetrici\, quasi isotropi) con esempi pratici ed applicativi di parti realizzate in materiale composito\, ciascuna presa a riferimento per un aspetto saliente del comportamento (Struttura soggetta a carico di punta\, strutture per crash\, travi in forte spessore\, Pannelli Sandwich).\n\nAl termine di ogni macro-argomento saranno presentate brevi esercitazioni/esempi pratici volti a chiarire meglio gli aspetti teorici trattati . \n  \n  \n  \n  \n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Introduzione ai materiali polimerici e loro principali tecnologie di produzione
DESCRIPTION:Docenti\nIng. Andrea RottigniIng. Gabriele Carrara \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nI materiali polimerici rappresentano diverse tipologie di materiali caratterizzati da elevate prestazioni\, che hanno ormai da tempo raggiunto ampia diffusione ed importanti e significativi utilizzi in vari settori industriali a partire dal settore automotive\, ma non solo. Quindi risulta molto importante conoscere le peculiarità di tali materiali e le loro tecnologie di trasformazione principali\, potendo avere\, nel proprio bagaglio professionale competenze in merito. Questo corso si pone esattamente questo obiettivo e cioè fornire le prime informazioni teorico/tecniche di base e di caratterizzazione relative a tali materiali\, oltre che alle principali tecnologie di trasformazione\, che permettano una prima presa di contatto corretta ed efficace con tali materiali. \nIl corso punta a dare una introduzione tecnico/teorica sul mondo dei materiali polimerici\, con particolare attenzione ai materiali termoplastici ed alle diverse tecnologie produttive che li utilizzano. Oltre ad una introduzione alle tecnologie di additive manufacturing (stampa 3D) con i materiali polimerici nelle ultime 8 ore verranno trattati i seguenti argomenti: materiali polimerici termoindurenti ed elastomeri \nDESTINATARI\nProgettisti che vogliano avere un primo contatto con tali materiali per capirne le caratteristiche principali; responsabili tecnici delle aree di progettazione e R&D; tecnologi di processo; responsabili delle aree di Business Development che hanno la necessità di approcciare i materiali polimerici; ricercatori\, tecnici e tutte quelle persone che intendano avere un primo contatto con tale tipologia di materiali e non ultimo imprenditori che vogliono capire le potenzialità di tali materiali il loro utilizzo specifico e gli futuri sviluppi. \nPREREQUISITI\nIl modulo\, concepito come introduzione ai materiali polimerici ed alle loro tecnologie principali di produzione\, non necessità di prerequisiti specifici. \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \nPROGRAMMA\nIntroduzione \nTermoplastico – Termoindurente\, le differenze macro \n\ncosa è un termoplastico e come si comporta\ncosa è un termoindurente e come si comporta\nperché scegliere termoplastico o termoindurente\npro e contro\n\nTecnologie di realizzazione di un particolare in materiale termoplastico \n\ncosa sono e come possono essere utilizzate\nper quali settori sono consigliate\nlotti minimi o lotti massimi per ogni tecnologia\n\nTecnologia : iniezione \n\nla pressa\ni materiali maggiormante utilizzati\ngli stampi\nbassi lotti produttivi vs alti lotti produttivi\nesempio di particolari\n\nTecnologia: estrusione e soffiaggio \n\nla soffiatrice\ngli stampi\nesempio di particolari\n\nTecnologia: rotazionale \n\nle tecnologie attualmente disponibili\ngli stampi\nesempio di particolari\n\nTecnologia: termoformatura \n\nle tecnologie attualmente disponibili\ngli stampi\nesempio di particolari\n\nTecnologia Additive \n\ndifferenti tipologie di produzione\ndifferenti particolari producibili\npro e contro fra le tecnologie MJF\, fdm\, SLA\, DLP\n\nTempolastici con basi elastomeriche. \nBack injection e co stampaggi su tessuti a fibra lunga \nTecnolgie di stampaggio dei termoindurenti \nTecnologie di stampaggio materiali elastomerici
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