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SUMMARY:Metodi avanzati di progettazione a fatica
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2384″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Pietro Paolo Milella \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nProf. Pietro Paolo Milella \nSi è laureato in Ingegneria Nucleare all’Università di Roma La Sapienza.\nDirettore della Divisione Analisi e Tecnologie Meccaniche dell’ENEA/DISP.\nResponsabile\, dal 1979 al 1994\, di tutte le ricerche di sicurezza nucleare per i reattori ad acqua in Italia in campo meccanico.\nCoordinatore\, nel 1995\, con funzioni di Direttore Generale\, della prima Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA).\nGià docente di Costruzioni di Macchine all’Università di Cassino e di Impatto Ambientale dei Cicli Produttivi.\nÈ stato membro unico\, in rappresentanza dell’Italia\, del Principal Working Group No. 3 dell’OCSE di Parigi sulla sicurezza dei componenti in pressione e del Gruppo di Lavoro dell’Agenzia Atomica Internazionale (IAEA) di Vienna on Structural Integrity of Reactor Pressure Components.\nGià membro del Pressure Vessel Research Commitee americano (PVRC) e di diversi gruppi di lavoro delle ASME e ASTM.\nHa scritto il libro: Meccanica della Frattura Lineare Elastica ed Elastoplastica ed il libro: Fatigue and Corrosion in Metals.\nÈ autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.\nÈ stato presidente della società PPMsrl di progettazione e consulenza industriale nel campo dell’analisi strutturale e progettazione a Fatica\, Corrosione e Meccanica della Frattura.\nDa oltre 20 anni è docente nei corsi di Fatica\, Meccanica della Frattura e Corrosione per ingegneri professionisti \n\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa Fatica è la causa principale dei cedimenti strutturali che avvengono in servizio\, rappresentando oltre l’80 percento di questi. Lo studio della fatica\, ancorché iniziato già a metà Ottocento\, si è particolarmente sviluppato solo di recente\, dopo la Seconda guerra mondiale\, con lo sviluppo dell’aviazione e dei voli spaziali\, l’uso di nuovi materiali e leghe a medio-alta resistenza e le richieste sempre più avanzate di prestazioni da parte dei progettisti. Non c’è materiale\, struttura o campo di applicazione industriale che possa dirsi esente da problemi di resistenza a fatica e ciò spinge sulla necessità di conoscenze sempre più approfondite ed avanzate di metodi di calcolo che fanno anche ricorso irrinunciabile a procedure di analisi probabilistica solitamente trascurate e poco conosciute.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nTra le diverse metodologie progettuali oggi a disposizione del progettista\, se ne possono individuare due particolarmente avanzate\, decisamente innovative ed efficaci\, basate su due approcci totalmente diversi che\, ancorché afferenti allo stesso meccanismo di generazione del danno di fatica\, fanno uso di metodi di calcolo distinti. Entrambi i metodi riconoscono nel volume di processo il principale fattore di cedimento dei materiali. Quanto più esso è grande tanto maggiore è l’effetto affaticante. Diverso\, tuttavia\, è l’uso che i due metodi fanno di tale volume di processo. Nel primo\, la sua definizione ed il suo calcolo\, che includono anche gli effetti della tensione media e delle tensioni residue\, incidono sulla forma della curva di Wöhler e sul limite di resistenza a fatica che possono anche risultare profondamente modificati. Nel secondo metodo\, il volume di processo determina la grandezza del peggior difetto atteso nel materiale (solitamente una fase non metallica forestiera o inclusione) da cui dipenderà la sua resistenza a fatica. Alla curva di Wöhler si sostituisce il diagramma di Kitagava-Takahashi. I due metodi vengono dettagliatamente descritti e avvalorati da esempi applicativi particolarmente significativi volti a dare ai partecipanti al corso la più completa padronanza delle basi teoriche e delle metodologie di calcolo\, pur nella ristrettezza dei tempi. Il risultato sarà una sorprendente\, nuova e piacevole attitudine al calcolo di fatica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nA chi è rivolto Ingegneri\, ricercatori e tecnici che si occupano di progettazione e calcolo strutturale ed uso di materiali e tecniche costruttive.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nIl corso è del tutto autosostenentesi. Tutte le conoscenze occorrenti sono quelle universitarie o tecnico professionali.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nCapacità di progettazione a fatica di componenti meccanici al di là degli schemi convenzionali con un grado di affidabilità e di probabilità di sopravvivenza che questi non riescono ad assicurare. Capacità di analisi dell’effettiva qualità dei materiali e di previsione del loro comportamento a fatica[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIl corso è suddiviso in tre parti: \nI Parte \nfenomenologia della fatica. Sviluppo\, crescita e progressione del danno di fatica. Definizione e calcolo del volume di processo su cui agisce la fatica e dei fattori che ne determinano il valore. \nII Parte \ncurve di Wöhler; approccio tensione-vita\, retta di Basquin e di Mason-Coffin\, effetto della tensione media. Costruzione delle curve di progetto specifiche in base all’effettivo volume di processo. \nIII Parte \nDiagramma di Kitagawa-Takahashi\, ricerca della distribuzione delle inclusioni e dei difetti e determinazione della massima dimensione attesa attraverso l’uso del calcolo probabilistico. Determinazione del limite di resistenza a fatica relativo ad una richiesta specifica di probabilità di sopravvivenza. Limite di resistenza a fatica secondo Murakami. Applicazioni pratiche di quanto descritto nelle parti precedenti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Interazione idrogeno – materiali metallici: fenomenologia e modellazione
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”1682″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Leonardo Bertini\, Università di Pisa \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nProf. Leonardo Bertini\, Università di Pisa \nLeonardo Bertini ha operato per circa tre anni\, in qualità di ingegnere\, presso gli uffici tecnici di due aziende nazionali operanti nel settore meccanico: la Nuovo Pignone di Firenze e la Costruzioni Metalliche FINSIDER (CMF) di Livorno. \nDal 1984 al 1986 ha seguito il corso di Dottorato di Ricerca in Meccanica dei Materiali\, svolgendo una ricerca nel campo della corrosione-fatica di acciai strutturali in ambiente marino. \nDal 1988 è divenuto Professore Associato e dal 2000 Ordinario nel settore scientifico disciplinare Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine presso l’Università di Pisa \nLa sua attività di ricerca riguarda principalmente i settori scientifici: \n\ncomportamento a fatica dei materiali metallici e compositi\, di giunti saldati e di componenti in piena scala\, anche ad alta temperatura ed in ambiente corrosivo\nmeccanica della frattura\, teorica e sperimentale\ninfragilimento da idrogeno.\nmisura e modellazione di stati di autotensione\nmodellazione numerica tramite FEM\n\nQuesta attività\, spesso in collaborazione con aziende leader in campo internazionale\, ha prodotto circa 130 memorie\, molte delle quali pubblicate su prestigiose riviste internazionali del settore. \nHa ottenuto i seguenti riconoscimenti: \n\nPremio AIAS 1992 e 2000\nPremio CEGB del Journal of Strain Analysis for Engineering Design\nPremio SMAU per l’Innovazione 2016\n\nHa contribuito allo sviluppo dei seguenti brevetti: \n\nDispositivo per la rilevazione di caratteristiche meccaniche di materiali\nHelios: Tecnica innovativa per la misura del contenuto di idrogeno\n\nHa inoltre ricoperto le seguenti cariche: \n\n\nPresidente del Consiglio di Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Meccanica \n\n\nDirettore della Scuola di Dottorato in Ingegneria “Leonardo da Vinci” \n\n\nDelegato del Rettore per la promozione di spin-off\, start-up e brevetti \n\n\nMembro del Consiglio Direttivo\, Segretario e\, infine Presidente dell’Associazione Italiana per l’Analisi delle Sollecitazioni (AIAS) \n\n\n\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”1688″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nProf. Renzo Valentini\, Università di Pisa \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nProf. Renzo Valentini\, Università di Pisa \nLaureato in Ingegneria Nucleare con indirizzo Materiali\, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Metallurgica ed attualmente è Professore Ordinario nel Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale settore scientifico disciplinare Metallurgia presso l’Università di Pisa. Ha partecipato in qualità di responsabile scientifico dell’Unità di Ricerca dell’Università di Pisa a progetti di ricerca a livello nazionale ed internazionale.\nL’attività di ricerca riguarda principalmente quattro settori:\n• Interazione dell’idrogeno con i materiali metallici\n• Sviluppo e studio di nuovi tipi di leghe metalliche sia per le costruzioni meccaniche che per prestazioni speciali\n• Problematiche metallurgiche di saldatura negli acciai\n• Innovazione dei processi di produzione siderurgici\nE’ autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche.\nE’ stato coordinatore dei seguenti gruppi di lavoro:\n-Coordinatore del gruppo di lavoro in Federacciai per la costituzione della Piattaforma Tecnologica Italiana sull’Acciaio (ACIES) dal 2007 al 2008.\n-Coordinatore scientifico nel 2014 di uno studio tecnico/scientifico commissionato dalla Regione Toscana avente lo scopo di investigare circa le possibili attività di innovazione e riqualificazione delle attività portuali e siderurgiche di Piombino.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl corso si inserisce all’interno della meccanica dei materiali\, intendendo\, in particolare\, illustrare le complesse interazioni tra l’idrogeno ed i materiali metallici (diffusione\, infragilimento)[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso si propone di formare tecnici operanti nella filiera che vede l’impiego dell’idrogeno come vettore energetico\, operando nelle sue diverse fasi di produzione\, immagazzinamento e distribuzione. \nIn tutte queste fasi\, è di fondamentale importanza la scelta dei materiali e la comprensione\, modellazione e previsione del loro comportamento\, nel tempo\, in presenza di idrogeno gassoso. \nIl corso si propone di fornire una panoramica di competenze di base sulla interazione idrogeno-materiali metallici e sugli strumenti di modellazione e previsione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri operanti nel campo della progettazione e gestione di manufatti potenzialmente in presenza di idrogeno. Ingegneri e tecnici interessati all’intera filiera dell’idrogeno come vettore energetico.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nCompetenze relative al comportamento meccanico dei materiali metallici ed alle loro proprietà di base[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nI partecipanti al corso acquisiranno competenze relativa ai fenomeni che governano l’interazione tra idrogeno e materiali metallici e sugli strumenti matematici e numerici (FEM) utilizzabili per la loro modellazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n  \n\nGeneralità\, cenni storici e rilevanza moderna del fenomeno\nDiffusione e solubilità dell’Idrogeno nei metalli\nConcetto di trappole reversibili ed irreversibili\nConcetto di idrogeno diffusibile e totale\nTecniche di misura dell’idrogeno\nMeccanismi di base del danneggiamento da idrogeno: attacco\, blistering\, infragilimento\nInfragilimento dall’interno e dall’esterno dei materiali: il ruolo dell’idrogeno nella Stress Corrosion Cracking\nEffetti combinati di stress-microstruttura-idrogeno nella frattura delle leghe metalliche\nPrincipali test meccanici per la valutazione dell’infragilimento da idrogeno\nCenni sui meccanismi di danneggiamento per fatica in presenza di idrogeno\nRimedi\, suggerimenti tecnici e scelta dei materiali per minimizzare i rischi di danneggiamento da idrogeno\nModelli matematici per la rappresentazione del processo di diffusione dell’idrogeno: prima e seconda legge di Fick\nSoluzioni delle equazioni di Fick in alcuni casi notevoli\, sia in regime stazionario che transitorio\nPresenza di trappole\nRappresentazione matematica delle trappole\nModello semplificato di Oriani e relativa soluzione\nModello di MacNabb e Foster e relative equazioni differenziali\nFormulazione dell’algoritmo di soluzione del problema generale della diffusione con trappole tramite Finite Difference Method\nProblemi di stabilità e convergenza della soluzione nel caso stazionario e transitorio\nFormulazione del problema della diffusione con il Finite Element Method\nModellazione di strutture con elementi “multifield”\nEsempi applicativi basati sul codice ANSYS\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Direttiva PED
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2372″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nIng. Mario Nivoli   \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nIng. Mario Nivoli   \nSi è laureato in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino ed è iscritto alla sezione B dell’Albo degli Ingegneri di Tornio. \nPer oltre 15 anni ha lavorato presso aziende di ingegneria e metalmeccaniche operanti su commessa in Italia ed all’estero\, prima come progettista e poi come responsabile di ufficio tecnico. Oggi mette a disposizione le proprie competenze come consulente e formatore. \nSi occupa di prodotti in pressione e macchinari per impianti e applicazioni critiche (petrolchimico\, processi industriali\, acciaierie\, energia\, nucleare)\, nello specifico: \n\ncompensatori di dilatazione metallici e manichette flessibili\nsupporti elastici per tubazioni\ncomponenti di macchinari per automazione\nstrutture fisse e pulegge funiviarie\nmacchinari di movimentazione pesante (carrelli semoventi\, ribaltatori e sollevatori idraulici ed elettromeccanici)\n\nSi occupa in particolare delle seguenti fasi dello sviluppo: \n\nattività tecnica pre-vendita\nanalisi delle specifiche e capitolato\nco-operazione alla stesura delle specifiche e capitolato\nprogettazione preliminare e di dettaglio\ndimensionamenti meccanici\ncalcoli strutturali con metodi analitici e ad elementi finiti FEM\nanalisi termo-meccaniche\nanalisi vibrazionali modali e di risposta in frequenza\ndisegnazione CAD\nstesura di piani di controllo e collaudo\ncertificazione di prodotto e di processo\ncoordinamento delle attività di saldatura secondo UNI EN ISO 3834\nadeguamento delle aziende ai requisiti delle norme ISO 9001\, ISO 3834\, EN 1090\ninstallazione\, montaggio ed ispezioni post-installazione degli impianti\n\n\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl 20 Luglio 2016 è entrata in vigore definitivamente in tutta Europa la Direttiva 2014/68/EU (Nuova PED) per le attrezzature a pressione che integra e sostituisce la storica direttiva 97/23/CE (PED) in vigore dal 29 Maggio 2002. In Italia è stata recepita attraverso il decreto legislativo attuativo del 15 Febbraio 2016 n. 26. \nLa Direttiva\, come la precedente\, deve essere applicata nella progettazione\, fabbricazione e valutazione di conformità delle attrezzature e dei componenti sottoposti a una pressione massima ammissibile superiore a 0.5 bar. \nI requisiti della Direttiva PED possono essere soddisfatti attraverso l’applicazione di norme europee armonizzate che godono del privilegio della presunzione di conformità alla Direttiva stessa (e in quanto tali sono riconosciute da tutti gli organismi Europei di certificazione notificati nei vari Paesi membri). \nNel contesto della Direttiva PED\, lo standard armonizzato considerato più importante è la norma EN13445: esso raccoglie in circa 1000 pagine tutte le informazioni e i criteri relativi ai materiali\, alla fabbricazione e\, soprattutto\, alla progettazione dei recipienti in pressione non sottoposti a fiamma\, proponendosi come alternativa agli standard ASME e alle norme nazionali europee (VSR\, Codap\, BS\, ecc) precedentemente in vigore. \nTra i capitoli più significativi di questo nuovo standard sono da considerare le parti dedicate alla “Design by Analysis” che affrontano il problema della verifica degli spessori e delle tensioni/deformazioni massime ammissibili attraverso le più recenti applicazioni agli elementi finiti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso proposto ha lo scopo di fornire\, oltre ad una informativa generale sulla Direttiva PED e sulla norma armonizzata EN 13445\, un iter procedurale di applicazione della norma nella parte 3 dedicata appunto alla Design by Analysis. Saranno perciò messi particolarmente in evidenza: le differenze e i parallelismi con le norme ASME Section VIII\, Division 2 per i ‘Pressure Vessels’\, i nuovi concetti e le nuove procedure applicative e\, soprattutto\, attraverso l’esecuzione completa di alcuni esempi le corrette modalità d’uso di modelli ad elementi finiti\, e del relativo post-processamento\, per la verifica secondo la nuova normativa dei recipienti in pressione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nProgettisti di apparecchi in pressione\, sia in generale\, che rispetto all’applicazione di modelli ad elementi finiti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di base del metodo agli elementi finiti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nAttraverso una lettura critica della normativa\, si approfondiscono i requisiti essenziali di sicurezza per poterli successivamente soddisfare in fase di progettazione. \nUn richiamo alle teorie alla base delle metodiche di progettazione secondo i codici EN ed ASME e al metodo degli elementi finiti consentiranno maggiore consapevolezza nell’applicazione dei metodi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\nDirettive europee per la certificazione di prodotto\nNorme armonizzate – new legislative framework\nDirettiva PED (info generali e recepimento italiano)\nL’Iter procedurale\nLe norme armonizzate Requisiti essenziali di sicurezza\nLa Progettazione strutturale di parti in pressione La Design by Formulas e la Design by Analysis\nRichiami FEA\nDesign by analysis: esempi applicativi\n\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Introduzione all'Intelligenza Artificiale
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2370″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nDott. Mirko Mazzoleni\, Università degli Studi di Bergamo \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nDott. Mirko Mazzoleni\, Università degli Studi di Bergamo \nHa conseguito la laurea magistrale (summa cum laude) in Ingegneria Informatica nel 2014 e il Dottorato di Ricerca in Ingegneria e Scienze Applicate (sistemi di controllo) nel 2018\, presso l’Università degli Studi di Bergamo. Attualmente è ricercatore RTD-B presso l’Università degli Studi di Bergamo. Da Novembre 2023 è abilitato come professore di seconda fascia mediante esame di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) nel settore concorsuale 09/G1 (Automatica). I suoi principali interessi di ricerca includono applicazioni teoriche e pratiche dell’identificazione dei sistemi dinamici e della diagnosi dei guasti. È co-fondatore di AISent\, una startup che progetta soluzioni di intelligenza artificiale nei campi dell’industria manifatturiera\, delle scienze della vita e dell’innovazione sociale.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_empty_space][vc_single_image image=”2353″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nIng. Michele Ermidoro\, AISent srl \n[/vc_column_text]Biografia\n\n	\n		\n			\n			\nIng. Michele Ermidoro\, AISent srl \nHa conseguito la laurea magistrale (summa cum laude) in Ingegneria Informatica nel 2011 e il Dottorato di Ricerca in Ingegneria e Scienze Applicate (sistemi di controllo) nel 2015\, presso l’Università degli Studi di Bergamo. Dopo il dottorato ha svolto l’attività di consulente fino al 2021 seguendo progetti in ambito Data Science\, Machine Learning e Meccatronica. Nel 2018 ha fondato una startup\, AISent che si occupa di ingegnerizzare sistemi di intelligenza artificiale. Dal 2021 si dedica quasi completamente alla gestione dei progetti di computer vision in AISent. E’ docente a contratto per i corsi di Automazione Industriale e Control System Technology presso l’Università degli studi di Bergamo.\n			\n	\n	\n	Close\n[/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nIl contenuto del corso riguarda la progettazione di metodi e algoritmi per l’analisi dei dati e l’apprendimento automatico dai dati. Fanno parte dell’ambito del corso i concetti di machine learning\, regressione\, classificazione\, computer vision\, processamento del testo e clustering. Gli ambiti di utilizzo dei concetti del corso sono diversi data la possibilità odierna di acquisire e analizzare dati da ogni aspetto del business.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1704465057196{padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nL’obiettivo del corso è introdurre agli studenti i concetti di analisi del dato e come sia possibile prendere decisioni informate tramite gli strumenti di analisi dei dati proposti. Verranno presentati i concetti di regressione lineare e logistica\, le reti neurali e gli alberi decisionali. In particolare\, una lezione sarà dedicata alla computer vision (sia con metodi tradizionali che moderni) con esempi applicativi industriali. Il corso terminerà con una panoramica sul processamento del testo in linguaggio naturale e sul reinforcement learning. Durante il corso\, verranno presentati esempi in linguaggio Python.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nTecnici progettisti\, Manager\, Ingegneri\, Fisici\, Matematici. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nI requisiti minimi riguardano delle basi in algebra lineare\, analisi matematica reale e programmazione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nIl materiale didattico utilizzato durante le lezioni sarà fornito in forma digitale ad ogni partecipante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nGli studenti apprenderanno come stimare un modello di apprendimento dai dati\, sia supervisionato che non supervisionato\, applicando tali conoscenze ad ambiti applicativi come la computer vision. Le competenze acquisite sono generali e possono essere applicate agli ambiti applicativi di interesse dei singoli partecipanti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n  \nGIORNO 1\nMattino \n\nIntroduzione all’intelligenza artificiale\, data science e machine learning\nDai problemi di business ai problemi di data science\nRegressione lineare\n\nPomeriggio \n\nRegressione logistica\nLaboratorio pratico in python di regressione e classificazione\n\nGIORNO 2\nMattino \n\nOverfitting e regolarizzazione\nValidazione del modello di machine learning\n\nPomeriggio \n\nMetriche di performance del modello di machine learning\nAlberi decisionali e random forest\nLaboratorio pratico in python sulla regolarizzazione\, validazione\n\nGIORNO 3\nMattino \n\nReti neurali\nIntroduzione al deep learning\nSpiegabilità e interpretabilità delle reti neurali\nLaboratorio pratico in python su alberi decisionali\n\nPomeriggio \n\nMachine vision\nConvolutional neural networks\n\nGIORNO 4\nMattino \n\nObject detection\nLaboratorio pratico in python su reti neurali\nLaboratorio pratico in python su convolutional neural networks\n\nPomeriggio \n\nClustering\nPrincipal Components Analsyis\nLaboratorio pratico in python su clustering e PCA\n\nGIORNO 5\nMattino \n\nRecommender systems\nText analytics\nLaboratorio pratico in python su recommender systems text analytics\n\nPomeriggio \n\nBandit algorithms\nLaboratorio pratico in python su bandit algorithms\nOpen discussion\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nATTESTATO\nAl termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai partecipanti che avranno frequentato un minimo dell’80% delle lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
URL:https://www.consorziotcn.it/corso/introduzione-allintelligenza-artificiale/
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SUMMARY:Progettazione e Analisi degli Esperimenti
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”1925″ img_size=”medium”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_custom_heading text=”Docenti:” font_container=”tag:h3|text_align:center|color:%23a02a25″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1700234854483{padding-top: 40px !important;}”][/vc_column][vc_column width=”1/3″ css=”.vc_custom_1700234457257{margin-top: 20px !important;}”][vc_empty_space height=”20px”][vc_single_image image=”1680″ add_caption=”yes” alignment=”center”][vc_column_text] \nIng. Federico Valente \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Corso: DOE01 \nProgettazione e Analisi degli Esperimenti – DOE[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa sperimentazione svolta in maniera metodica attraverso tecniche statistiche è il principale metodo scientifico che può essere impiegato nell’industria per migliorare i prodotti e i processi. La corretta pianificazione degli esperimenti consente di raggiungere in maniera efficiente ed efficace un livello di conoscenza affidabile del prodotto o processo che si vuole migliorare. Le ricadute di una corretta applicazione del metodo DoE (Design of Experiments) sono molteplici: \n\nottimizzare le performance di un prodotto\nsviluppare un prodotto che è meno sensibile alle variabilità ambientali o operative\nriduzione degli scarti\nindagare in maniera efficiente diverse scelte progettuali\nridurre i tempi di sviluppo del prodotto\nincrementare e consolidare il livello di conoscenza del prodotto/processo\naumentare l’affidabilità del prodotto\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto ai responsabili di gruppi di progettazione\, ai progettisti che intendono comprendere e valutare le possibilità di utilizzare strumenti di progettazione avanzati\, ai professionisti nelle aree ricerca\, sviluppo e innovazione. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nSebbene il corso sia rivolto in particolare ai laureati in Ingegneria o altre discipline scientifiche\, si ritiene possa essere indicato anche ai diplomati tecnici\, qualora possiedano nozioni di statistica ed esperienze applicative.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense/note relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni in Powerpoint utilizzate durante le lezioni. Durante il corso verranno svolte delle attività didattiche per riprodurre situazioni reali di progettazione degli esperimenti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\n\n\n\n\n1a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione e cenni storici.\nIntroduzione al DOE: obiettivo\, terminologia\, linee guida.\nProblem solving (chart di Ishikawa)\, PDCA\, FMEA.\nDOE\, linguaggio e concetti:\no modalità di scelta e di esecuzione dell’attività sperimentale\no rassegna diverse strategie di sperimentazione: best guess approach\, trial & errro\, OFAT\, metodo Steepest Ascent\, progettazione fattoriale\no i pro ed i contro delle diverse strategie sperimentali\no cos’è un esperimento fattoriale e quali sono le informazioni che fornisce\n\n\n2a Lezione (5 ore) \n\nFondamenti di statistica.\nLa distribuzione normale\, teorema limite centrale\, confronto tra due campioni.\nConfronto tra k campioni\, il test di Student\, l’ipotesi statistica.\nIntroduzione al metodo di Analisi della Varianza (ANOVA).\nPrincipi base del DoE: controllo\, randomizzazione\, Replicazione\, ortogonalità e bilanciamento.\nIntroduzione al robust design\nBlocking\, confounding\, (esempio 1: blocks).\nAncova (esempio 2: ancova)\nAltri esempi (mont271\, adesione\, roughness).\nGlossario\n\n3a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione agli esperimenti fattoriali frazionati.\nTecniche di riduzione e proiezione dei piani fattoriali. La risoluzione e l’aliasing di un piano.\nIl metodo “split-plot”.\nIl metodo delle superfici di risposta: metodi Box-Behnken\, CCD.\nDOE + Ottimizzazione.\nTest di verifica apprendimento.\nAlcuni software per analisi statistica e ottimizzazione.\n\n\n\n\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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CATEGORIES:Corso Applicativo
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SUMMARY:Attrito e Usura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/3″][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_custom_heading text=”Docenti:” font_container=”tag:h3|text_align:center|color:%23a02a25″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1700234854483{padding-top: 40px !important;}”][vc_column_text] \nProf. Nora Lecis \n[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/3″ css=”.vc_custom_1700234457257{margin-top: 20px !important;}”][vc_empty_space height=”20px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa maggioranza dei corpi a contatto e in mutuo strisciamento (tra i quali componenti meccanici e gli utensili per le lavorazioni tecnologiche)\, in esercizio possono danneggiarsi in superficie a causa dell’usura. L’interazione tra le superfici a contatto\, inoltre\, è caratterizzata dalla presenza dell’attrito\, che provoca una dissipazione di energia\, con notevoli perdite di rendimento del sistema ingegneristico. I costi economici dovuti a questi fenomeni possono essere elevatissimi: si parla in genere di valori intorno al 4% del PIL di una nazione industrializzata come l’Italia. \nParticolarmente interessante è il fatto\, tuttavia\, che almeno il 25% di questi costi sarebbero evitabili se\, in fase di progetto o manutenzione\, venissero adottati opportuni criteri “tribologici”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLa progettazione meccanica spesso trascura l’usura e l’attrito\, concentrandosi essenzialmente sulla resistenza a fatica. \nIn caso di errato funzionamento di origine tribologica molto spesso si interviene “a posteriori”\, cercando di rimediare nel modo migliore. L’obiettivo principale di questo corso è quello di fornire le adeguate conoscenze tribologiche ed i relativi strumenti operativi sia per poter intervenire al meglio “a posteriori” sia\, soprattutto\, per essere in grado di realizzare una progettazione tribologica “a priori”\, che permetta di evitare costosi e\, spesso\, insufficienti\, interventi successivi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIl corso è rivolto principalmente a tecnici dell’industria\, a neolaureati e neo-diplomati. \n [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nSono necessarie conoscenze di base di matematica\, fisica e meccanica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense/note relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni in Powerpoint utilizzate durante le lezioni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nIl Corso si articolerà sviluppando le seguenti tematiche: \n1) SUPERFICI A CONTATTO \n\nContatto tra superfici ideali\nCaratteristiche microgeometriche delle superfici\nArea reale di contatto\nAdesione tra superfici a contatto (cenni)\n\n2) ATTRITO \n\nAttrito statico e dinamico\nInfluenza dell’attrito sugli sforzi di contatto\nDeformazioni plastiche alle asperità\nTeoria adesiva dell’attrito\nAttrito e fenomeni di trasferimento\nEffetto della rugosità iniziale\nAttrito volvente\nContributo abrasivo all’attrito\nRiscaldamento superficiale\n\n3) LUBRIFICAZIONE E LUBRIFICANTI \nLubrificazione solida \nLubrificazione limite\nLubrificazione fluida (Viscosità lubrificanti liquidi\, Teoria della lubrificazione liquida)\nLubrificazione plasto-idrodinamica\nTipologie di lubrificanti liquidi (cenni)\n\n4) MECCANISMI DI USURA \n\nUsura adesiva\nUsura tribossidativa\nUsura abrasiva\nUsura per fatica superficiale\n\n5) PROCESSI DI USURA \n\nUsura per strisciamento (usura severa e moderata\, Effetto della lubrificazione\, Metodi di controllo dell’usura per strisciamento\, materiali per impieghi tribologici)\nUsura per sfregamento\nUsura per rotolamento-strisciamento\nUsura abrasiva da particelle dure\nUsura erosiva\nProve tribologiche (Perno contro disco\, Blocco contro anello\, disco contro disco\, 4 sfere\, DSRW\, PAWT)\n\n6) INGEGNERIA DELLE SUPERFICI IN TRIBOLOGIA \n\nTipologie di trattamenti superficiali\nTrattamenti di modifica microstrutturale (Trattamenti meccanici\, Tempra superficiale)\nTrattamenti termochimici per diffusione (Cementazione\, Nitrurazione\, Altri)\nTrattamenti di conversione (Fosfatazione\, Ossidazione anodica)\nRivestimenti superficiali (Metallici\, Sottili\, Spessi)\nPresentazione di casi di studio\n\n [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Mastering the Heat: Progettazione Avanzata per Applicazioni ad Alta Temperatura
DESCRIPTION:[vc_row css=”.vc_custom_1700066081805{padding-top: 30px !important;}”][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”1664″ img_size=”medium”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_custom_heading text=”Docenti:” font_container=”tag:h3|text_align:center|color:%23a02a25″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1700234934538{padding-top: 40px !important;}”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_empty_space height=”20px”][vc_single_image image=”146″ add_caption=”yes” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” è un campo ingegneristico specializzato che si concentra sulla progettazione di componenti e sistemi per ambienti termicamente estremi. Essenziale in settori come l’aerospaziale\, la generazione di energia e la petrolchimica\, questa disciplina si interessa del comportamento dei materiali esposti a sollecitazioni meccaniche ed esposizioni ad elevata temperatura per lunghe durate. La comprensione dei meccanismi alla base dei fenomeni di accumulo delle deformazioni e della rottura è cruciale per lo sviluppo di criteri in grado di assicurare la vita operativa dei componenti senza che questi incorrano in rotture catastrofiche. L’obiettivo principale è sviluppare soluzioni ingegneristiche che garantiscono la durata\, l’efficienza e la sicurezza dei componenti in condizioni termiche estreme\, utilizzando leghe avanzate e principi di design innovativi. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nOBIETTIVI DEL CORSO\nIl corso “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” intende fornire una profonda comprensione dei meccanismi e delle sfide ingegneristiche legate all’utilizzo di materiali per componenti operanti in condizioni termiche estreme. Esso mira a trasmettere l’importanza di una progettazione accurata e informata per garantire la sicurezza\, l’efficienza e la durata delle componenti in ambienti ad alta temperatura. I partecipanti verranno introdotti al comportamento meccanico dei metalli e delle leghe in tali condizioni\, con particolare attenzione al fenomeno del “creep”\, la deformazione plastica che si verifica sotto sollecitazione a temperature elevate. Verranno analizzati i principali meccanismi microscopici alla base di tale deformazione\, come il movimento delle dislocazioni e la diffusione atomica. Il corso esplorerà anche metodi avanzati per modellare e prevedere il comportamento a creep\, nonché strategie di design per prevedere l’effetto dello stato di sollecitazione. Infine\, saranno affrontate applicazioni pratiche e reali\, illustrando come le conoscenze acquisite possano essere applicate nell’ingegneria con particolare attenzione agli standard e alle linee guida attualmente in uso nell’industria. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDESTINATARI\nIngegneri Meccanici: specialmente quelli che lavorano in settori come l’aerospaziale\, l’automobilistico\, la generazione di energia e la produzione di metalli\, dove la resistenza dei materiali a temperature elevate è cruciale. \nIngegneri dei Materiali: che sono interessati a comprendere e migliorare le proprietà dei materiali utilizzati in condizioni termiche estreme. \nIngegneri Petrolchimici: che progettano e mantengono impianti che operano ad alte temperature e pressioni. \nRicercatori nel campo dei Materiali: che studiano nuove leghe e trattamenti termici per migliorare la resistenza al creep e ad altre forme di degrado termico. \nTecnici di Controllo Qualità: che eseguono test su materiali e componenti per assicurare che rispettino le specifiche di resistenza al calore. \nIngegneri Nucleari: data l’importanza delle temperature elevate nella progettazione e nella manutenzione dei reattori. \nConsulenti e Specialisti in Ispezione: che devono valutare l’integrità di componenti ed equipaggiamenti operanti in condizioni ad alta temperatura. \nIngegneri del Settore Alimentare: dove il trattamento termico e la resistenza al calore dei componenti degli impianti sono essenziali. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPREREQUISITI\nConoscenza di Base dei Materiali: comprensione dei concetti fondamentali legati ai materiali metallici\, come composizione\, struttura cristallina\, e difetti. Meccanica dei Materiali: familiarità con i principi di base della meccanica dei materiali\, come tensione\, deformazione\, e le leggi di comportamento meccanico \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nPROGRAMMA\nPart 1: Introduzione ai processi deformativi ad elevata temperatura \n\nEsempi di impianti e componenti operanti ad alta temperatura\nIntroduzione al comportamento meccanico di metalli e leghe ad elevata temperatura\nInstabilità plastica ad alta temperatura\nMeccanismi che limitano la vita operativa\n\nPart 2: Deformazione a Creep: aspetti fenomenologici \n\nIntroduzione al fenomeno del creep\nI regimi di creep\nCreep testing e standard\nMetodi di estrazione dei dati\n\nPart 3: Deformazione a Creep: micromeccanismi \n\nI difetti nei cristalli\nRichiami di meccanica delle dislocazioni\nCreep dislocazionale e diffusivo\nDeformation Mechanism Map\nFattori di influenza sul rateo di creep\n\nPart 4: Modellazione a creep \n\nModelli fenomenologici e su base fisica\nModelli di previsione di vita\nCreep multiassiale\n\nPart 5: Rottura a creep \n\nMeccanismi di rottura a creep\nCreep crack growth\nModellazione a meccanica del danno\n\nPart 6: Engineering approach \n\nMateriali per la termica\nCreep-fatica\nEngineering approach: API 579-1/ASME FFS-1\nEsempi applicativi\n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl corso fornisce una solida e dettagliata comprensione dei processi deformativi e di rottura in materiali operanti ad elevata temperatura\, delle leggi che governano il fenomeno e delle relazioni in grado di descriverlo per la previsione della vita operativa di componenti. I partecipanti acquisiranno le conoscenze relative alle tecniche di modellazione più avanzata in relazione agli standard industriali vigenti. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row disable_element=”yes”][vc_column][vc_column_text] \nDocenti\nProf. Nicola BonoraUniversità di Cassino e del Lazio Meridionale \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nLa “Progettazione per applicazioni ad alta temperatura” è un campo ingegneristico specializzato che si concentra sulla progettazione di componenti e sistemi per ambienti termicamente estremi. Essenziale in settori come l’aerospaziale\, la generazione di energia e la petrolchimica\, questa disciplina si interessa del comportamento dei materiali esposti a sollecitazioni meccaniche ed esposizioni ad elevata temperatura per lunghe durate. La comprensione dei meccanismi alla base dei fenomeni di accumulo delle deformazioni e della rottura è cruciale per lo sviluppo di criteri in grado di assicurare la vita operativa dei componenti senza che questi incorrano in rotture catastrofiche. L’obiettivo principale è sviluppare soluzioni ingegneristiche che garantiscono la durata\, l’efficienza e la sicurezza dei componenti in condizioni termiche estreme\, utilizzando leghe avanzate e principi di design innovativi. \n  \n  \n  \n  \nCOMPETENZE CHE SI ACQUISISCONO\nIl corso fornisce una solida e dettagliata comprensione dei processi deformativi e di rottura in materiali operanti ad elevata temperatura\, delle leggi che governano il fenomeno e delle relazioni in grado di descriverlo per la previsione della vita operativa di componenti. I partecipanti acquisiranno le conoscenze relative alle tecniche di modellazione più avanzata in relazione agli standard industriali vigenti. \n\n \n\n  \n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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CATEGORIES:Corso Applicativo
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SUMMARY:Progettazione e Analisi degli Esperimenti - DOE (Corso a Distanza)
DESCRIPTION:DOE01 \nDocenti\nIng. Federico Valente – MBA\, Six Sigma Black Belt\, amministratore unico ITACAe Srl \nFINALITÀ\nLa sperimentazione svolta in maniera metodica attraverso tecniche statistiche è il principale metodo scientifico che può essere impiegato nell’industria per migliorare i prodotti e i processi. La corretta pianificazione degli esperimenti consente di raggiungere in maniera efficiente ed efficace un livello di conoscenza affidabile del prodotto o processo che si vuole migliorare. Le ricadute di una corretta applicazione del metodo DoE (Design of Experiments) sono molteplici: \n\nottimizzare le performance di un prodotto\nsviluppare un prodotto che è meno sensibile alle variabilità ambientali o operative\nriduzione degli scarti\nindagare in maniera efficiente diverse scelte progettuali\nridurre i tempi di sviluppo del prodotto\nincrementare e consolidare il livello di conoscenza del prodotto/processo\naumentare l’affidabilità del prodotto\n\nDESTINATARI\nIl corso è rivolto ai responsabili di gruppi di progettazione\, ai progettisti che intendono comprendere e valutare le possibilità di utilizzare strumenti di progettazione avanzati\, ai professionisti nelle aree ricerca\, sviluppo e innovazione. \nDURATA E STRUTTURA DEL CORSO\nIl corso svolto interamente in modalità remota ha una durata complessiva di 15 ore\, suddivise in 3 lezioni della durata di 5 ore ciascuna. L’intera attività didattica si terrà in italiano mediante una piattaforma di web conference con l’ausilio di slides e testi. È previsto\, per ogni\, un momento di presentazione di esempi e di svolgimento di esercitazioni on-line. \nPREREQUISITI\nSebbene il corso sia rivolto in particolare ai laureati in Ingegneria o altre discipline scientifiche\, si ritiene possa essere indicato anche ai diplomati tecnici\, qualora possiedano nozioni di statistica ed esperienze applicative. \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense/note relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni in Powerpoint utilizzate durante le lezioni. Durante il corso verranno svolte delle attività didattiche per riprodurre situazioni reali di progettazione degli esperimenti. \nPROGRAMMA\n1a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione e cenni storici.\nIntroduzione al DOE: obiettivo\, terminologia\, linee guida.\nProblem solving (chart di Ishikawa)\, PDCA\, FMEA.\nDOE\, linguaggio e concetti:\no modalità di scelta e di esecuzione dell’attività sperimentale\no rassegna diverse strategie di sperimentazione: best guess approach\, trial & errro\, OFAT\, metodo Steepest Ascent\, progettazione fattoriale\no i pro ed i contro delle diverse strategie sperimentali\no cos’è un esperimento fattoriale e quali sono le informazioni che fornisce\n\n\n2a Lezione (5 ore) \n\nFondamenti di statistica.\nLa distribuzione normale\, teorema limite centrale\, confronto tra due campioni.\nConfronto tra k campioni\, il test di Student\, l’ipotesi statistica.\nIntroduzione al metodo di Analisi della Varianza (ANOVA).\nPrincipi base del DoE: controllo\, randomizzazione\, Replicazione\, ortogonalità e bilanciamento.\nIntroduzione al robust design\nBlocking\, confounding\, (esempio 1: blocks).\nAncova (esempio 2: ancova)\nAltri esempi (mont271\, adesione\, roughness).\nGlossario\n\n3a Lezione (5 ore) \n\nIntroduzione agli esperimenti fattoriali frazionati.\nTecniche di riduzione e proiezione dei piani fattoriali. La risoluzione e l’aliasing di un piano.\nIl metodo “split-plot”.\nIl metodo delle superfici di risposta: metodi Box-Behnken\, CCD.\nDOE + Ottimizzazione.\nTest di verifica apprendimento.\nAlcuni software per analisi statistica e ottimizzazione.
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SUMMARY:Introduzione alla progettazione con i materiali compositi
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text] \nDocenti\nIng. Andrea RottigniIng. Francesco Grispo \nOBIETTIVI DEL CORSO\nLe finalità di questo corso sono quelle di affrontare i primi cenni legati alla progettazione con i materiali compositi\, oltre alle materie prime utilizzate ed alcune tra le più importanti tecnologie produttive utilizzate. \nNello specifico della parte di progettazione\, le finalità sono quelle di far acquisire le prime competenze teorico pratiche per gestire semplici progettazioni di componenti in materiali compositi. In linea generale\, il partecipante avrà la possibilità di vedere illustrati strumenti come Analisi di fattibilità e definizione dei Requisiti; Matrice Decisionale; Diagrammi di Ashby\, impostazione di un Ply Book\, Legge di Pareto; Nonché le principali metodologie di calcolo seguendo sia il tradizionale approccio del “Building Block Approach” sia le principali tecniche di calcolo semplificato. Il tutto al fine di fornire strumenti di management generale dello sviluppo di un progetto. \nDESTINATARI\nProgettisti che vogliano avere un primo contatto con tali materiali per capirne le caratteristiche principali; e le modalità di approccio progettuali; responsabili tecnici delle aree di progettazione e R&D. \nPREREQUISITI\nIl modulo\, concepito come introduzione alla progettazione con i materiali polimerici necessita di prerequisiti specifici legate principalmente a: \nFormazione tecnica fornita da laurea magistrale o breve di natura tecnica \nÈ opportuno possedere conoscenze di base di algebra delle matrici; oltre che conoscenze base di scienza delle costruzioni (teoria della trave\, sezioni\, cenni di teoria della piastra). \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \nPROGRAMMA\nIntroduzione Generale: \n\nGeneralità sulle materie prime\nPanoramica delle materie prime utilizzate\nCenni Fibre di carbonio\, di vetro\, aramidiche\, di basalto – resine termoindurenti – loro interazioni\n\nTecnologie produttive principali: \n\nTecnologie produttive principali utilizzate\, tra cui: laminazione in manuale\, autoclave\, resin transfer moulding (RTM)\n\nPrincipali tecniche di progettazione di strutture: \n\nInquadramento generale sullo sviluppo di un progetto e le relative tecniche di gestione\, in particolare con riferimento alla necessità di compiere scelte progressive.\nCenni su strumenti utili a definire in maniera iterativa e sempre più dettagliata gli aspetti salienti del componente da progettare (Analisi di fattibilità e definizione dei Requisiti; Matrice Decisionale; Diagrammi di Ashby\, impostazione di un Ply Book\, Legge di Pareto\nCenni sui principali tipi di laminato e le relative proprietà meccaniche e tecnologiche (laminati simmetrici\, bilanciati\, antisimmetrici\, quasi isotropi) con esempi pratici ed applicativi di parti realizzate in materiale composito\, ciascuna presa a riferimento per un aspetto saliente del comportamento (Struttura soggetta a carico di punta\, strutture per crash\, travi in forte spessore\, Pannelli Sandwich).\n\nAl termine di ogni macro-argomento saranno presentate brevi esercitazioni/esempi pratici volti a chiarire meglio gli aspetti teorici trattati . \n  \n  \n  \n  \n  \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Introduzione ai materiali polimerici e loro principali tecnologie di produzione
DESCRIPTION:Docenti\nIng. Andrea RottigniIng. Gabriele Carrara \nDESCRIZIONE DEL CORSO\nI materiali polimerici rappresentano diverse tipologie di materiali caratterizzati da elevate prestazioni\, che hanno ormai da tempo raggiunto ampia diffusione ed importanti e significativi utilizzi in vari settori industriali a partire dal settore automotive\, ma non solo. Quindi risulta molto importante conoscere le peculiarità di tali materiali e le loro tecnologie di trasformazione principali\, potendo avere\, nel proprio bagaglio professionale competenze in merito. Questo corso si pone esattamente questo obiettivo e cioè fornire le prime informazioni teorico/tecniche di base e di caratterizzazione relative a tali materiali\, oltre che alle principali tecnologie di trasformazione\, che permettano una prima presa di contatto corretta ed efficace con tali materiali. \nIl corso punta a dare una introduzione tecnico/teorica sul mondo dei materiali polimerici\, con particolare attenzione ai materiali termoplastici ed alle diverse tecnologie produttive che li utilizzano. Oltre ad una introduzione alle tecnologie di additive manufacturing (stampa 3D) con i materiali polimerici nelle ultime 8 ore verranno trattati i seguenti argomenti: materiali polimerici termoindurenti ed elastomeri \nDESTINATARI\nProgettisti che vogliano avere un primo contatto con tali materiali per capirne le caratteristiche principali; responsabili tecnici delle aree di progettazione e R&D; tecnologi di processo; responsabili delle aree di Business Development che hanno la necessità di approcciare i materiali polimerici; ricercatori\, tecnici e tutte quelle persone che intendano avere un primo contatto con tale tipologia di materiali e non ultimo imprenditori che vogliono capire le potenzialità di tali materiali il loro utilizzo specifico e gli futuri sviluppi. \nPREREQUISITI\nIl modulo\, concepito come introduzione ai materiali polimerici ed alle loro tecnologie principali di produzione\, non necessità di prerequisiti specifici. \nMATERIALE DIDATTICO\nAd ogni partecipante al corso verranno fornite delle dispense relative agli argomenti trattati\, assieme a copie delle presentazioni utilizzate durante le lezioni e sarà rilasciato un attestato di frequenza. \nPROGRAMMA\nIntroduzione \nTermoplastico – Termoindurente\, le differenze macro \n\ncosa è un termoplastico e come si comporta\ncosa è un termoindurente e come si comporta\nperché scegliere termoplastico o termoindurente\npro e contro\n\nTecnologie di realizzazione di un particolare in materiale termoplastico \n\ncosa sono e come possono essere utilizzate\nper quali settori sono consigliate\nlotti minimi o lotti massimi per ogni tecnologia\n\nTecnologia : iniezione \n\nla pressa\ni materiali maggiormante utilizzati\ngli stampi\nbassi lotti produttivi vs alti lotti produttivi\nesempio di particolari\n\nTecnologia: estrusione e soffiaggio \n\nla soffiatrice\ngli stampi\nesempio di particolari\n\nTecnologia: rotazionale \n\nle tecnologie attualmente disponibili\ngli stampi\nesempio di particolari\n\nTecnologia: termoformatura \n\nle tecnologie attualmente disponibili\ngli stampi\nesempio di particolari\n\nTecnologia Additive \n\ndifferenti tipologie di produzione\ndifferenti particolari producibili\npro e contro fra le tecnologie MJF\, fdm\, SLA\, DLP\n\nTempolastici con basi elastomeriche. \nBack injection e co stampaggi su tessuti a fibra lunga \nTecnolgie di stampaggio dei termoindurenti \nTecnologie di stampaggio materiali elastomerici
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